Il prossimo appuntamento per chi cerca un aiuto con l’affitto è il 22 settembre. Da quel giorno si potranno presentare le domande per il Fondo Affitto 2026 dell’Emilia-Romagna, che prevede contributi fino a 2.000 euro per i nuclei in difficoltà economica.
La Regione ha stanziato 10 milioni di euro. L’accesso dipende dalla situazione economica della famiglia, dal contratto e dal peso del canone sul reddito. C’è anche un’eccezione territoriale da conoscere subito: il Comune di Bologna seguirà un percorso diverso, utilizzando le risorse assegnate per la graduatoria del bando precedente.
Al 16 settembre le richieste non sono ancora aperte. Questi giorni possono però servire per controllare l’ISEE, recuperare i dati della locazione e capire se si rientra nelle condizioni previste.
Quando si apre il bando e quanto tempo c’è per partecipare
Le domande saranno raccolte dalle ore 12 del 22 settembre alle ore 12 del 20 ottobre 2026. La scadenza cade quindi a mezzogiorno: aspettare la sera dell’ultimo giorno significherebbe arrivare fuori termine.
L’invio avverrà attraverso la piattaforma regionale, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Chi incontra difficoltà potrà chiedere assistenza al Comune oppure alle organizzazioni autorizzate e convenzionate sul territorio.
È utile distinguere due momenti: la presentazione della richiesta e la successiva assegnazione del contributo. La prima consente di partecipare; per ricevere il pagamento bisognerà superare i controlli e rientrare nelle graduatorie finanziate.
ISEE fino a 8.000 euro: il primo requisito da controllare
Il bando ammette un ISEE 2026, ordinario o corrente, non superiore a 8.000 euro. Questa soglia, da sola, non basta.
Il nucleo deve avere un contratto di locazione regolarmente registrato per un’abitazione in Emilia-Romagna oppure un contratto di assegnazione in godimento di un alloggio di cooperativa. Sono inoltre previste condizioni relative alla cittadinanza e al soggiorno.
L’altro elemento decisivo è il rapporto fra canone annuo e ISR, l’Indicatore della situazione reddituale: l’affitto deve incidere almeno per il 25%.
ISEE e ISR non sono intercambiabili. Per capire se si raggiunge la percentuale richiesta, dunque, non bisogna dividere il canone annuo per il valore ISEE. È un passaggio che merita attenzione, perché entra sia nella verifica dell’accesso sia nella determinazione della fascia di contributo.
Quanto spetta: perché non tutti riceveranno 2.000 euro
Il sostegno è articolato in due fasce.
Quando l’affitto pesa sull’ISR dal 25% al 40%, estremi compresi, il contributo corrisponde al 20% del canone annuo, con un massimo di 1.500 euro.
Se invece l’incidenza supera il 40%, la percentuale riconosciuta sale al 25% del canone annuo, entro il limite di 2.000 euro.
Che cosa significa, in pratica? Consideriamo un esempio puramente illustrativo. Con un affitto annuo di 6.000 euro, il 20% è pari a 1.200 euro. Di contro, il 25% equivale a 1.500 euro. La fascia applicabile dipende però dal rapporto con l’ISR e restano necessari tutti gli altri requisiti.
La cifra di 2.000 euro rappresenta quindi il tetto massimo. Non è una somma fissa assegnata a ogni domanda accolta.
Chi può compilare la richiesta e quali dati preparare
La domanda può essere presentata da un componente maggiorenne del nucleo ISEE, anche se il contratto di affitto è intestato a un altro componente. Chi invia la richiesta deve essere intestatario o cointestatario di un conto corrente in Italia.
La procedura è semplificata e non richiede di allegare documenti. Occorre però avere già presentato la Dichiarazione sostitutiva unica, necessaria per l’ISEE, al momento dell’invio.
Non dover caricare allegati non elimina la necessità di verificare le informazioni dichiarate. Conviene avere a disposizione i dati del contratto e del conto corrente, evitando di recuperarli in fretta durante la compilazione.
Anche una domanda già inviata può contenere un errore. In questo caso è possibile presentarne un’altra entro la scadenza: sarà considerata soltanto l’ultima richiesta trasmessa.
Le esclusioni da verificare prima dell’invio
Tra le situazioni che impediscono l’accesso figurano l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica e l’aver ricevuto nel 2026 contributi del Fondo regionale per l’emergenza abitativa o del Fondo nazionale per gli inquilini morosi incolpevoli.
Sono previste esclusioni anche per determinate formule contrattuali e altri interventi abitativi. La presenza di proprietà o diritti su immobili residenziali in Emilia-Romagna richiede a sua volta una verifica delle condizioni fissate dal bando.
Per questo il controllo non può fermarsi al solo importo dell’ISEE: la situazione dell’intero nucleo conta.
Bologna e pagamenti: due aspetti da non confondere
I cittadini del Comune di Bologna non accedono al nuovo bando 2026. Le risorse destinate alla città serviranno allo scorrimento della graduatoria del Fondo Affitto 2025.
Negli altri territori interessati, conclusa la raccolta delle richieste, saranno i Comuni a gestire istruttorie, graduatorie e pagamenti. I contributi verranno assegnati fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Non è indicata una giornata unica di accredito per tutti. Per conoscere l’esito della propria pratica e i tempi del pagamento, il riferimento sarà il Comune nel quale si trova l’alloggio.
FAQ
Il bonus affitto da 2.000 euro vale in tutta Italia?
Questo bando riguarda l’Emilia-Romagna, con l’eccezione del Comune di Bologna. I suoi requisiti e le sue scadenze non possono essere applicati automaticamente ad altre regioni.
Serve un ISEE inferiore a 8.000 euro?
Il limite è di 8.000 euro compresi. Sono ammessi ISEE ordinari o correnti del 2026, fermo restando il rispetto delle altre condizioni.
Può fare domanda soltanto chi ha firmato il contratto?
Può presentarla anche un altro maggiorenne dello stesso nucleo ISEE. Il richiedente deve avere un conto corrente italiano intestato o cointestato.
Quando scade la domanda?
Il termine è fissato alle ore 12 del 20 ottobre 2026.
Il pagamento arriva subito dopo l’invio?
No. Prima vengono effettuati i controlli e definite le graduatorie. L’assegnazione dipende anche dalle risorse disponibili.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






