È una storia familiare drammatica quella di Alessia Gallo, 33 anni, cameriera, uccisa undici anni fa nella casa di famiglia a San Giorgio delle Pertiche, nel Padovano. Il padre, Tiziano, 63 anni, dopo aver ucciso la figlia si tolse la vita. Il caso venne ricostruito come omicidio – suicidio.
Chi era Alessia Gallo
Viveva con il padre in una villetta nella campagna di San Giorgio delle Pertiche. La madre, Annamaria, era morta alcuni anni prima per un tumore e dopo quella perdita, padre e figlia erano rimasti a vivere insieme.
Lavorava come cameriera alla pizzeria-panineria Kofler, a Padova, e venne descritta dai colleghi come una ragazza riservata, efficiente, molto concentrata sul lavoro.
Il rapporto difficile tra padre e figlia
Dopo la tragedia emersero testimonianze particolarmente delicate. Un amico, Mirko Zoccarato, raccontò che Alessia gli aveva confidato alcune difficoltà vissute in famiglia e il rapporto conflittuale con il padre. Secondo la sua testimonianza, Alessia aveva una relazione con una donna e il padre non la accettava. Avrebbe anche cercato di avvicinare la compagna al padre, senza ottenere risultati però.
Questa ricostruzione venne indicata all’epoca come possibile chiave per comprendere il dramma. Va però distinta una questione: nelle prime ore dopo scoperta corpi, alcune cronache riportarono anche ipotesi legate a condizioni personali di Tiziano.
La mattina del 9 aprile 2015
Secondo la ricostruzione investigativa riportata dalla stampa, quella mattina Tiziano si alzò, si vestì e prese la pistola regolarmente detenuta. Alessia si trovava in camera e stava dormendo: il padre entrò nella stanza e la colpì mortalmente con un colpo d’arma da fuoco. Subito dopo si tolse la vita.
I corpi vennero scoperti diverse ore più tardi, e a dare l’allarme fu un cugino di Tiziano, preoccupato perché da tempo non riusciva a contattarlo. Entrato in abitazione trovò la scena e chiamò i soccorsi.
Il biglietto lasciato dal padre
Nell’abitazione trovarono anche un breve messaggio con disposizioni sulle volontà dopo morte, la frase riportata dalla stampa: “Bruciateci e metteteci con mia moglie Maria“.
Dettaglio che rese evidente quanto la morte della moglie, avvenuta anni prima, fosse rimasta una presenza importante nella vicenda familiare.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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