Se vi sembra che ogni istituto racconti un film diverso, non state impazzendo. Nella stessa settimana c’è chi dà Fratelli d’Italia al 28% e chi lo dà al 25,4%. Due punti e mezzo di differenza, che in una legge elettorale come la nostra non sono un dettaglio.
Proviamo a metterli in fila, questi numeri, e soprattutto a capire cosa dicono.
La fotografia più fresca: Swg, lunedì sera
La rilevazione più recente è quella di Swg per il Tg La7, diffusa lunedì 14 settembre.
Fratelli d’Italia resta il primo partito e sale di due decimi, al 27%. Il Partito Democratico guadagna tre decimi e arriva al 20,9%. Il Movimento 5 Stelle si muove di un decimo verso l’alto, al 12,6%.
Poi c’è il dato che sta cambiando la geografia del centrodestra: Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, cresce ancora di due decimi e tocca il 7,9%. È la quarta forza del Paese, e il distacco da Forza Italia — ferma al 6,9% — si allarga di settimana in settimana.
Chiudono il quadro Avs al 6,7%, la Lega al 5,5%, Azione al 3,1%, Italia Viva al 2,5%. Sotto il 2% restano +Europa, Noi Moderati e Sud chiama Nord.
Perché Piepoli e BiDiMedia raccontano un’altra storia
Qui viene la parte interessante.
Lo stesso 14 settembre, l’Istituto Piepoli per Omnibus dà Fratelli d’Italia al 28% e il Pd al 20%, con un calo di un punto pieno per i dem. Il giorno prima Termometro Politico metteva FdI al 27% e il Pd al 21,4%. E il 10 settembre BiDiMedia fermava FdI al 25,4%, con i dem al 21,2%.
Tre rilevazioni ravvicinate, tre fotografie diverse. Non perché qualcuno bari, ma perché ogni istituto usa metodi di raccolta, ponderazioni e trattamenti degli indecisi che differiscono tra loro: sono le cosiddette differenze di casa, stabili nel tempo e note agli addetti ai lavori. Chi legge un solo sondaggio legge il pregiudizio metodologico di un solo istituto.
Il consiglio pratico è sempre lo stesso: guardare la direzione del movimento, non il decimale.
Il caso Vannacci: la crescita più continua dell’anno
Su un punto, però, gli istituti vanno d’accordo quasi tutti.
Futuro Nazionale è passato in pochi mesi da forza minore a quarto partito nazionale, e viaggia in una forbice che va dal 7,2% al 7,9% a seconda della rilevazione. Il travaso arriva in larga misura dall’interno del centrodestra, come mostra il logorio di Forza Italia e soprattutto della Lega, ormai stabilmente sotto il 6%.
Il primo segnale di assestamento è arrivato da BiDiMedia, che il 10 settembre ha registrato un -0,2 per il partito di Vannacci: il primo calo dopo mesi di crescita ininterrotta. Un solo dato non fa tendenza, ma è il numero da tenere d’occhio nelle prossime settimane.
Le coalizioni: qui la partita è aperta
Sommare i partiti è un esercizio che dice poco, perché conta chi corre con chi. E infatti gli scenari cambiano parecchio.
Tecnè, il 7 settembre, ha fotografato un pareggio perfetto: centrodestra al 42,6% e campo largo allargato a Italia Viva e +Europa anch’esso al 42,6%. A fine agosto Swg dava il centrodestra al 40,7% contro il 40,1% del campo largo nella sua versione base, cioè Pd, M5S e Avs.
BiDiMedia ha provato una simulazione diversa, con voto per liste coalizionali anziché per somma dei singoli partiti: in quello scenario il campo largo arriva al 44,2% contro il 41,1% del centrodestra, con Futuro Nazionale che corre da solo e si ferma al 7%.
Tradotto: la posizione di Vannacci, dentro o fuori dalla coalizione di governo, è oggi la variabile che pesa di più su qualsiasi proiezione in vista del 2027.
E a sinistra si discute di primarie
Sul fronte opposto il tema caldo non sono i decimali, ma il metodo di scelta del candidato premier.
Il sondaggio Noto realizzato per Porta a Porta indica un vantaggio di Elly Schlein su Giuseppe Conte tra gli elettori del campo largo. Il dibattito interno, però, si è spostato anche su un’altra questione: se scrivere prima il programma comune e poi scegliere il leader, oppure il contrario.
Come si leggono questi numeri senza prendere abbagli
Tre cose vale la pena tenere a mente.
La prima: ogni rilevazione seria ha un margine di errore che in genere si aggira sui due o tre punti percentuali. Uno spostamento di due decimi, quindi, statisticamente non significa nulla.
La seconda: per legge ogni sondaggio pubblicato deve avere la nota metodologica depositata sul sito sondaggipoliticoelettorali.it, con committente, date di rilevazione, metodo e numerosità del campione. Se un dato circola senza quelle informazioni, è aria.
La terza: gli indecisi e gli astenuti restano la quota più grande del corpo elettorale, e sono quelli che nelle ultime tornate hanno ribaltato più di un pronostico.
Le domande che si fanno tutti
Qual è oggi il primo partito italiano nei sondaggi?
Fratelli d’Italia, in tutte le rilevazioni disponibili. La forbice va dal 25,4% di BiDiMedia al 28% di Piepoli e Tecnè.
A quanto sta il Pd nei sondaggi di settembre 2026?
Tra il 20% e il 21,4% a seconda dell’istituto. La rilevazione Swg del 14 settembre lo colloca al 20,9%, in crescita di tre decimi.
Futuro Nazionale ha superato Forza Italia?
Sì, in quasi tutte le rilevazioni recenti. Secondo Swg il partito di Vannacci è al 7,9% contro il 6,9% degli azzurri.
Chi è avanti tra centrodestra e campo largo?
Dipende dallo scenario. Tecnè registra un pareggio al 42,6%, Swg un vantaggio minimo del centrodestra, BiDiMedia un vantaggio del campo largo in una simulazione per liste coalizionali.
Quando si vota per le prossime politiche?
La legislatura è in scadenza naturale nel 2027. Nessuna data è stata fissata.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






