Chi è Umberto Mercurio, l’attivista di Licola al centro dello scontro con il Comune di Giugliano: strade, diffida e solidarietà di Kosmos

Daniela Devecchi

Chi è Umberto Mercurio, l’attivista di Licola al centro dello scontro con il Comune di Giugliano: strade, diffida e solidarietà di Kosmos

Il nome di Umberto Mercurio è legato da anni alle battaglie per il mare di Licola, alle segnalazioni sugli scarichi e alle iniziative per ripulire la spiaggia. Adesso l’attivista è al centro di una polemica con l’amministrazione comunale di Giugliano guidata da Diego D’Alterio. Si discute di manutenzione stradale, di parole considerate oltre il limite della critica e di una diffida che, secondo il comunicato di solidarietà di Kosmos, gli sarebbe arrivata dall’Avvocatura del Comune.

Mercurio contesta le condizioni delle strade e la qualità degli interventi. L’amministrazione rivendica il diritto di tutelare i propri rappresentanti e i dipendenti dalle accuse ritenute diffamatorie. Nel mezzo c’è una domanda concreta: quali espressioni hanno provocato l’iniziativa dell’Ente? Il testo integrale dell’atto e dei contenuti contestati resta necessario per ricostruire questo passaggio.

Umberto Mercurio e Licola Mare Pulito: un impegno che viene da lontano

Presidente dell’associazione Licola Mare Pulito, Mercurio si occupa da tempo delle condizioni ambientali della fascia costiera. Spiagge sommerse dai rifiuti, impianti di sollevamento, canali che portano liquami verso il mare: sono questioni sulle quali il suo nome ricorre da anni.

Già nel 2016 il lavoro dell’associazione veniva raccontato attraverso le attività di Mercurio e del vicepresidente Ciro Topo. Al centro c’erano la pulizia dell’arenile e il tentativo di recuperare spazi segnati dall’abbandono.

Nel settembre 2017 l’associazione intervenne sugli sversamenti nel canale Abbruzzese, segnalando agli enti interessati i problemi della stazione di sollevamento fognario. Una vicenda che aiuta a comprendere il tipo di impegno portato avanti da Mercurio: osservare ciò che accade sul territorio, documentarlo e chiedere un intervento a chi ne ha la competenza.

Le sue iniziative hanno riguardato anche Pozzuoli. È una distinzione importante, perché le battaglie ambientali di Licola attraversano territori e responsabilità amministrative differenti.

La spiaggia ripulita insieme ai residenti e alla comunità islamica

Tra gli episodi del suo percorso c’è una giornata del 5 maggio 2018. Mercurio e l’imam Ibrahim Alì Mohammed promossero una pulizia della spiaggia di Licola alla quale parteciparono residenti, volontari e membri della comunità islamica locale.

Una quindicina di immigrati e una decina di residenti lavorarono insieme, liberando dai rifiuti oltre 500 metri di spiaggia. Un’iniziativa ambientale che aveva anche un significato di convivenza: prendersi cura dello stesso luogo attraverso un’attività condivisa.

Nell’agosto dello stesso anno arrivò un altro passaggio concreto. Il Comune di Pozzuoli e Licola Mare Pulito sottoscrissero un accordo biennale per migliorare pulizia e fruibilità della spiaggia libera.

L’intesa prevedeva che l’associazione assicurasse la pulizia da giugno a ottobre. Il Comune avrebbe fornito materiali di consumo e provveduto alla rimozione dei rifiuti raccolti. L’accesso all’arenile doveva restare libero, senza corrispettivi o limitazioni introdotte dall’associazione.

L’esperienza politica con Europa Verde

Nel percorso di Mercurio c’è anche la politica. Nell’aprile 2023 annunciò la propria candidatura alle amministrative di Quarto con Europa Verde, a sostegno del sindaco uscente Antonio Sabino.

Spiegò di aver accettato la proposta di Francesco Emilio Borrelli, richiamando il sostegno ricevuto dal parlamentare nelle sue battaglie ambientaliste. Presentò quella candidatura come un contributo alla crescita del gruppo e alla difesa del mare e dell’ambiente.

Questo precedente descrive un’esperienza precisa, in un altro Comune e in un’altra consultazione elettorale. Non permette di attribuirgli un ruolo nell’attuale maggioranza di Giugliano.

Dalle segnalazioni sul mare alla sicurezza delle strade

L’attività di Mercurio comprende anche le condizioni della viabilità. Il 26 gennaio 2026, dopo nuovi cedimenti in via Cuma Licola, nel territorio di Pozzuoli, sollecitò la messa in sicurezza di alcuni tombini e richiamò l’attenzione sul traffico pesante.

In quell’occasione l’appello era rivolto all’assessore puteolano Vittorio Gloria. L’episodio è distinto dalla polemica attuale con Giugliano, ma mostra come la sicurezza stradale faccia già parte delle questioni sulle quali l’attivista interviene.

Nello scontro con l’amministrazione D’Alterio, Mercurio lamenta invece manutenzioni insufficienti e lavori che giudica eseguiti male. Parla di «voragini sulle strade» e accusa il Comune di «spendere soldi per fare diffidare chi li accusa di non fare manutenzione».

Sono contestazioni dell’attivista. Non sono disponibili, nella documentazione esaminata, elementi che consentano di quantificare un’eventuale spesa sostenuta dall’Ente per questa iniziativa.

Mercurio chiede inoltre l’intervento del Prefetto e usa un’espressione che riassume il senso della sua protesta: a suo giudizio, nel Comune sarebbe «vietato criticare il manovratore».

La replica di Alfonso Sequino e del sindaco Diego D’Alterio

L’assessore Alfonso Sequino pone la questione sul confine tra contestazione politica e attacco personale. Nella replica riportata sulla vicenda, sostiene che criticare lavori, strade e decisioni amministrative sia un diritto, mentre attribuire gravi colpe personali rappresenti un piano diverso.

La posizione del sindaco Diego D’Alterio segue lo stesso ragionamento. Il primo cittadino respinge l’idea di voler impedire le critiche e rivendica la possibilità, per amministratori e dipendenti comunali, di tutelarsi nelle sedi competenti.

Le due parti danno quindi letture differenti dell’accaduto. Mercurio denuncia una reazione alle proprie contestazioni; l’amministrazione richiama espressioni che considera lesive. Senza il contenuto integrale dell’atto, non è possibile precisare quali frasi siano state formalmente contestate.

Kosmos si schiera: «Umberto è uno di noi»

A sostegno dell’attivista è intervenuto un comunicato attribuito a Kosmos, che parla espressamente di una diffida dell’Avvocatura comunale e giudica sproporzionata la reazione a una posizione definita dura.

Il messaggio contiene anche una critica politica alla giunta: Kosmos lamenta la mancanza di confronto sui problemi ambientali e annuncia che il sostegno a Mercurio continuerà nelle forme che dovessero rendersi necessarie.

«Umberto è uno di noi. Umberto è uno degli indispensabili», si legge nel testo. L’associazione richiama il suo impegno diretto, descrivendolo come una persona che entra materialmente nei luoghi del degrado per individuare problemi e proporre soluzioni.

È questa la ragione della solidarietà dichiarata: il riconoscimento di un’attività svolta sul territorio, accompagnato dalla richiesta di non lasciare solo chi solleva questioni di interesse collettivo.

Diffida e denuncia: il passaggio ancora da chiarire

Il punto documentale resta aperto. Il comunicato di Kosmos riferisce una diffida; nella ricostruzione della polemica compare anche il riferimento a una denuncia. Non è stato possibile verificare se, oltre alla comunicazione dell’Avvocatura, sia stata effettivamente depositata una denuncia o querela.

La distinzione conta. Per raccontare con precisione l’iniziativa del Comune servono data, contenuto e richieste dell’atto, insieme all’indicazione delle espressioni contestate.

Intanto, la controversia ha riportato l’attenzione su un attivista che da anni lega il proprio nome a Licola. Dalla pulizia della spiaggia alle proteste sulle strade, le sue richieste riguardano luoghi e problemi concreti. Su quei problemi restano attese risposte, mentre prosegue il confronto sulle parole utilizzate per denunciarli.