Morto Filippo Baldassarre Fanti, storico volto del Brunello di Montalcino: guidò il Consorzio per nove anni e trasformò la Tenuta di famiglia

Daniela Devecchi

Morto Filippo Baldassarre Fanti, storico volto del Brunello di Montalcino: guidò il Consorzio per nove anni e trasformò la Tenuta di famiglia

Una famiglia a Montalcino dall’Ottocento

I Fanti sono a Montalcino dai primi anni dell’Ottocento. Ma è Filippo Baldassarre Fanti a cambiare tutto. Negli anni Settanta prende in mano l’azienda di famiglia e comincia a piantare vigneti. Nel 1970 i primi filari destinati al Brunello. Nel 1980 esce la prima annata firmata Fanti. Da quel momento la Tenuta di Castelnuovo dell’Abate non è più solo una proprietà agricola — è un’azienda vinicola con una direzione precisa.

Nove anni alla guida del Consorzio

Nel 1998 Fanti viene eletto presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e questo fino a 2007. Nove anni, tre mandati, uno dei più lunghi nella storia dell’organismo. Succede ad Andrea Costanti e passa il testimone a Francesco Marone Cinzano. Sono anni in cui il Brunello consolida il suo peso sui mercati internazionali. Fanti c’è, e non solo come spettatore.

La cantina nuova e Wine Spectator

Nel 2004 apre la nuova cantina. Due anni dopo arriva la conferma internazionale: il Brunello di Montalcino Fanti 2001 entra al 23° posto della Top 100 di Wine Spectator. Per un’azienda che aveva cominciato con otto ettari di vigneti negli anni Ottanta, è un salto importante. Oggi la Tenuta è presente in oltre 30 Paesi, con etichette di Brunello DOCG, Rosso di Montalcino DOC e Sant’Antimo DOC, oltre alla produzione olivicola.

Le figlie e il futuro

Nel 2007, lo stesso anno in cui lascia la presidenza del Consorzio, sua figlia Elisa — laurea in Agraria — entra a tempo pieno in azienda. Insieme a lei anche Elena. Il passaggio generazionale non è arrivato tutto in una volta, ma costruito anno dopo anno, lavorando fianco a fianco col padre.

Se ne va una figura del vino italiano

Filippo Baldassarre Fanti ha lasciato due cose: un’azienda che esiste da oltre due secoli e che lui ha trasformato in un nome conosciuto nel mondo, e nove anni di presidenza che hanno attraversato una fase cruciale per il Brunello. Un produttore e un uomo di filiera, allo stesso tempo.