Centocinque anni
Branca, frazione di Gubbio. Notte tra il 12 e il 13 settembre 2026. Corrado Codignoni muore nel letto di casa sua. Centocinque anni, l’ultimo che poteva dire di essere stato sul Conte Rosso quando è andato a fondo.
I funerali sono oggi, lunedì 14 settembre alle 16, chiesa parrocchiale di Branca, celebra don Edoardo Pifarotti.
Prima della guerra
Gubbio, 26 gennaio 1921. Famiglia di contadini, madre morta quando aveva quattro anni. Da giovane lavora in miniera a Branca, poi va a Littoria — oggi Latina — a fare il cameriere in un ristorante di uno zio. Nel 1941 arriva la cartolina. Lo mandano al Genio Trasmissioni, impara il Morse a Santa Maria Capua Vetere. Destinazione: Nord Africa.
Non ci arriva.
Il Conte Rosso
24 maggio 1941. È su un piroscafo militare diretto a Tripoli con migliaia di soldati. Al largo della Sicilia il sommergibile britannico HMS Upholder lancia i siluri. La nave cola a picco in pochi minuti. Duemilasettecento persone a bordo, 1.297 morte.
Corrado esce dalla nave. Ore in mare, di notte. Si salva. Non sapeva nuotare.
Russia e prigionia
Guarito, torna in servizio. Balcani, Albania, poi il fronte russo. Lo catturano. Anni in prigionia in Unione Sovietica — freddo, fame, lavori forzati. Torna in Italia nel 1946. La famiglia lo credeva morto. Manda avanti un conoscente ad avvisarli prima di farsi vedere.
Gubbio, la famiglia, l’orto
28 febbraio 1949, sposa Velia Sabbatini. Due figlie, Amelia e Giuseppina. Lavora nell’edilizia, poi fontaniere al Comune di Gubbio. Fino a pochi mesi fa guidava ancora, faceva l’orto, impastava la pasta a mano, giocava a carte. A marzo 2026 su Rai 3 a PresaDiretta. A luglio alla Festa dei Nonni a Sant’Ubaldo.
I riconoscimenti
2 giugno 2023, 102 anni: Medaglia d’Onore dal prefetto di Perugia Armando Gradone. Novembre 2024: presentazione al Cinema Astra di Gubbio del documentario “La notte del Conte Rosso” di Mario Bonetti e Giovanni Zanotti — lui in sala, 103 anni. Il film vince come Miglior Documentario al Caorle International Film Festival.
A maggio 2026, per l’85° anniversario dell’affondamento, era ancora lì a raccontarlo. L’unico rimasto.
Adesso non c’è più nessuno.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






