Il 14 ottobre la Giornata della Suinicoltura riunisce a Verona operatori e imprese di una filiera che vale miliardi, ma che oggi deve confrontarsi con sfide che arrivano ben oltre la produzione.
Quando si parla di suinicoltura, il dibattito pubblico tende spesso a fermarsi all’ultimo anello della catena: il prodotto che arriva sul banco, il salume, la carne. Dietro, però, c’è una struttura molto più ampia, fatta di allevamenti, mangimistica, genetica, veterinaria, ricerca, trasformazione e distribuzione. È proprio questa complessità che la Giornata della Suinicoltura, in programma a Verona il 14 ottobre 2026, prova a mettere al centro.
«La Giornata della Suinicoltura nasce con l’obiettivo di creare un momento di confronto per una filiera che ha un ruolo importante nell’agroalimentare italiano e che non sempre viene raccontata nella sua complessità», spiega Elisabetta Zagnoli, amministratrice delegata di Expo Consulting, società che organizza l’evento.
I numeri aiutano a dare una misura del settore. Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, nel 2025 l’industria dei salumi ha raggiunto 9,643 miliardi di euro di fatturato, mentre la produzione di carne suina ha espresso un valore di 3,909 miliardi. Sul fronte internazionale, i salumi italiani hanno superato i 2,5 miliardi di euro di esportazioni. Cifre importanti, ma insufficienti da sole a raccontare cosa significhi tenere in piedi una filiera di questa dimensione.
Il punto, infatti, è il lavoro quotidiano. Gli allevatori seguono salute e benessere degli animali, investono nelle strutture, nelle procedure e nelle misure necessarie a ridurre i rischi sanitari. È una realtà meno immediata da comunicare rispetto al prodotto finito, ma decisiva per capire in che direzione si sta muovendo il settore.
Tra le questioni più urgenti c’è la Peste Suina Africana, la PSA. Non è una malattia trasmissibile all’uomo, ma la sua diffusione può avere conseguenze pesanti sugli allevamenti e sull’intera filiera. Per questo la biosicurezza non riguarda soltanto chi lavora nelle aziende zootecniche. Anche i comportamenti delle persone nelle aree rurali e nei boschi possono incidere sulla prevenzione: rispettare le indicazioni delle autorità, non avvicinarsi alla fauna selvatica e segnalare eventuali carcasse di cinghiale sono precauzioni semplici ma concrete.
La PSA ha reso evidente un elemento spesso trascurato: la salute degli allevamenti dipende da una rete di responsabilità. Procedure aziendali, controlli veterinari, gestione della fauna selvatica e comportamento dei cittadini si incrociano. Quando uno di questi passaggi si indebolisce, il problema smette rapidamente di essere circoscritto.
Accanto alla biosicurezza, il settore deve affrontare contemporaneamente altri nodi: benessere animale, sostenibilità, nutrizione, innovazione e competitività. Non sono capitoli separati. Migliorare l’organizzazione di un allevamento può incidere sul benessere degli animali, sull’efficienza dei processi, sui consumi e sulla capacità dell’impresa di restare competitiva. Allo stesso modo, ricerca e innovazione possono aiutare a prevenire problemi sanitari e a utilizzare meglio risorse e dati.
È su questo terreno che un appuntamento di settore può avere un interesse anche per chi non lavora direttamente nella suinicoltura. Il confronto non riguarda soltanto tecnologie o procedure interne, ma il modo in cui una parte rilevante dell’agroalimentare italiano prova a evolvere mentre aumentano le richieste di sicurezza, trasparenza e sostenibilità.
«È proprio questo il senso della Giornata della Suinicoltura: parlare del presente, ma soprattutto del futuro», osserva ancora Zagnoli. «Tutelare una filiera che rappresenta una parte importante del nostro patrimonio agroalimentare significa creare le condizioni perché allevatori e imprese possano continuare a investire, innovare e produrre qualità».
Il messaggio che emerge è meno semplice di uno slogan e, proprio per questo, più utile. Una filiera non si difende fingendo che non abbia problemi, né riducendola ai problemi stessi. Si difende rendendo visibili i passaggi su cui si sta lavorando: prevenzione, controlli, ricerca, qualità, formazione e capacità di adattarsi. La Giornata della Suinicoltura nasce per mettere questi temi nello stesso luogo e farli discutere da chi, ogni giorno, deve trasformarli in decisioni operative.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






