Quattro giorni in ospedale, poi la fine
Emma Bonino è morta questa mattina, 11 settembre 2026. Aveva 78 anni. Era arrivata al Santo Spirito di Roma in codice rosso quattro giorni fa, dopo essersi sentita male in casa. I medici avevano subito capito che le cose erano serie — la funzionalità respiratoria stava cedendo. La sera del ricovero era finita in terapia intensiva. Il giorno dopo il quadro teneva ancora, appena. Stamattina non ce l’ha fatta.
La causa clinica ufficiale non è ancora stata comunicata.
Il tumore, la remissione, poi i polmoni che non reggevano più
Il 12 gennaio 2015 Bonino annunciò in diretta su Radio Radicale di avere un microcitoma al polmone sinistro — carcinoma a piccole cellule, trovato per caso, ancora localizzato. Cominciò la chemioterapia senza fermarsi. I turbanti colorati che indossò in quegli anni diventarono un’immagine riconoscibile quanto il suo modo di parlare.
A maggio 2015 gli esami non mostravano più tracce del tumore. Lei precisò subito che non era ancora guarigione. Aveva ragione — i controlli andarono avanti per anni. Nel 2023, finalmente, annunciò la remissione completa. Erano passati otto anni.
Ma i polmoni non si erano mai ripresi del tutto. Nell’ottobre 2024 altro ricovero, cure intensive, poi le dimissioni e la visita di papa Francesco a casa sua — due persone lontanissime su quasi tutto, eppure legate da un rispetto reciproco costruito nel tempo. A novembre 2025 ci risiamo: grave insufficienza respiratoria, terapia intensiva, San Filippo Neri, poi di nuovo a casa.
Il malore di settembre è stato il terzo episodio serio in due anni. Questa volta non c’è stato margine.
Chi era
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948. Maturità classica, poi Milano, poi la Bocconi dove si laureò in Lingue nel 1972 con una tesi sull’autobiografia di Malcolm X. Poco dopo incontrò Marco Pannella e il mondo radicale. Da lì non uscì più.
Prima elezione alla Camera nel 1976, a 28 anni. Poi decenni di referendum, scioperi della fame, autodenunce, arresti. Negli anni Settanta si autodenunciò per aver praticato aborti clandestini quando l’aborto era ancora illegale. Non era un gesto simbolico — era una battaglia condotta sul serio, con le conseguenze che comportava.
Con Pannella condivise tutto, inclusi i momenti più duri. Il rapporto si incrinò nell’ultima fase della vita di lui, ma non si ruppe mai del tutto.
Europa, governo, mondo
Dal 1995 al 1999 fu commissaria europea — aiuti umanitari, tutela dei consumatori, pesca. Nel governo Letta fu ministra degli Esteri dal 2013 al 2014. Vicepresidente del Senato dal 2008 al 2013.
Ma il suo lavoro non stava solo nei palazzi. Missioni nei Balcani, in Africa, in Asia. Battaglie contro la pena di morte, le mutilazioni genitali femminili, l’impunità dei crimini di guerra. Per un periodo visse al Cairo e studiò l’arabo.
+Europa e la fine della presidenza
Nel 2017 fondò +Europa. Nel 2024 si candidò alle europee con Stati Uniti d’Europa — la lista non superò il 4% e rimase fuori dal Parlamento. Il 21 luglio 2024 venne eletta presidente del partito. Il 9 febbraio 2025 passò la mano a Matteo Hallissey.
Al momento della morte non era più presidente. Era la fondatrice, e per molti la ragione stessa dell’esistenza del partito.
Settantotto anni
Emma Bonino ha attraversato mezzo secolo di politica italiana senza mai diventare una figura di sistema. Ha litigato con tutti, ha perso battaglie importanti, ne ha vinte altre che sembravano impossibili. Muore l’11 settembre 2026, nella stessa città in cui aveva scelto di fare politica per tutta la vita.
FAQ
Quanti anni aveva Emma Bonino?
Aveva 78 anni. Era nata il 9 marzo 1948 a Bra, in provincia di Cuneo.
Quand’è morta?
Emma Bonino è morta venerdì 11 settembre 2026, dopo quattro giorni di ricovero.
Perché era stata ricoverata?
Era stata portata al Santo Spirito di Roma per un peggioramento della funzionalità respiratoria.
Quale tumore aveva avuto?
Nel 2015 le era stato diagnosticato un microcitoma al polmone sinistro. Nel 2023 aveva annunciato la remissione completa.
Di quale partito faceva parte?
Era una storica esponente radicale e una delle fondatrici di +Europa.
Era ancora presidente di +Europa?
No. Aveva lasciato la presidenza nel febbraio 2025, quando l’incarico era passato a Matteo Hallissey.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






