Aurora e Rugiada, chi sono le due bambine affidate a Emma Bonino: il legame da “mamma”, il dolore del distacco e i rapporti mantenuti negli anni

Daniela Devecchi

Aurora e Rugiada, chi sono le due bambine affidate a Emma Bonino: il legame da “mamma”, il dolore del distacco e i rapporti mantenuti negli anni

Nella vita privata di Emma Bonino c’è stato un capitolo rimasto a lungo lontano dal racconto pubblico. Riguarda Aurora e Rugiada, le due bambine che negli anni Settanta furono affidate temporaneamente alla storica esponente radicale. Durante quel periodo, cominciarono a chiamarla “mamma”.

Bonino non ebbe figli biologici e non si sposò. L’esperienza vissuta con Aurora e Rugiada fu quindi il suo unico incontro diretto con la maternità quotidiana: la casa condivisa, la responsabilità di occuparsi di due bambine e, alla fine, la separazione.

Aurora e Rugiada in affido

L’affidamento risale agli anni Settanta, nel periodo in cui Emma Bonino era impegnata nelle prime battaglie politiche e civili del Partito Radicale. Fu lei stessa a raccontare di avere accolto, per alcuni mesi, due bambine provenienti da situazioni familiari differenti.

Parlando di quella vicenda, utilizzò l’espressione “affido più o meno legale”. Le sue parole fanno pensare a una sistemazione nata in circostanze particolari e gestita con modalità meno formali rispetto alle procedure attuali.

Aurora e Rugiada non erano figlie biologiche di Bonino e non risultano adottate legalmente. Definirle “figlie adottive”, come avviene in alcune ricostruzioni, non è dunque preciso. La formula corretta è figlie affidatarie oppure bambine avute temporaneamente in affido.

Perché la chiamavano mamma

Le due bambine chiamavano Emma Bonino “mamma”. Quel nome non derivava da un rapporto giuridico, ma dalla consuetudine nata durante i mesi trascorsi insieme.

Per Bonino si trattò di un’esperienza molto intensa, arrivata negli stessi anni nei quali la sua vita personale si intrecciò definitivamente con l’impegno politico. Nel 1974 aveva interrotto una gravidanza clandestinamente, in un’Italia nella quale l’aborto non era ancora regolato dalla legge 194. Da quella vicenda nacque una parte decisiva della sua attività pubblica in difesa dell’autodeterminazione delle donne.

Bonino chiarì in seguito di non avere rinunciato ai figli per ragioni legate alla carriera. La sua fu una scelta personale: considerava un figlio un legame definitivo e riteneva di non riuscire ad assumere quel “per sempre”. L’affido di Aurora e Rugiada rimase l’unica eccezione concreta.

Aurora, la mascotte dei Radicali

Di Aurora sono conosciuti soltanto pochi particolari. Emma Bonino la ricordò come “la mascotte del partito”, una definizione che lascia intuire quanto la bambina fosse presente negli ambienti frequentati dai militanti radicali.

Non sono state rese pubbliche la sua data di nascita, il cognome, l’età avuta al momento dell’affidamento o informazioni sulla sua famiglia d’origine. Non si conoscono neppure il percorso professionale e la città nella quale abbia vissuto da adulta.

Bonino dichiarò di non avere mantenuto i rapporti con Aurora. Non spiegò quando si fossero interrotti né per quale ragione. In assenza di altre dichiarazioni, non è possibile stabilire se le due si siano incontrate nuovamente in seguito.

Il legame con Rugiada

Diversa fu la storia con Rugiada. Bonino raccontò di avere conservato con lei rapporti molto cari, anche dopo la conclusione dell’affido.

La politica non aggiunse particolari sulla vita adulta della donna e scelse di proteggerne la sfera personale. Non sono quindi noti il cognome, la data di nascita, il lavoro o la composizione della sua famiglia. Non è stato chiarito neanche con quale frequenza lei ed Emma Bonino continuassero a sentirsi o a incontrarsi.

Il dato certo resta la continuità del legame. A differenza di quanto accadde con Aurora, Rugiada rimase una presenza affettiva nella vita di Bonino.

Il distacco dalle bambine

La fine dell’affidamento lasciò un segno profondo. Bonino descrisse il distacco come “terribile”, associandolo soprattutto al ritorno in una casa diventata improvvisamente silenziosa.

Non fornì informazioni sulle circostanze nelle quali Aurora e Rugiada andarono via. Non sappiamo se lasciarono l’abitazione nello stesso momento, dove furono accolte successivamente o quanto durò con esattezza ciascun affidamento.

Quel passaggio chiuse una breve esperienza familiare che Bonino ricordò ancora molti anni dopo. Secondo la sua stessa riflessione, i mesi trascorsi con le bambine potrebbero avere dato una forma concreta e definitiva alla parte di lei interessata alla maternità.

Dove sono oggi Aurora e Rugiada

Dopo la morte di Emma Bonino, annunciata oggi, non sono emerse dichiarazioni pubbliche attribuibili con certezza ad Aurora o Rugiada.

Non risultano profili social ufficiali o verificati che permettano di identificarle senza rischiare uno scambio di persona. Non è stato comunicato se abbiano accompagnato Bonino durante la malattia o se fossero presenti negli ultimi giorni della sua vita.

È dunque corretto affermare soltanto che Aurora e Rugiada sono oggi adulte. Ogni altra informazione su età, residenza, professione, figli o rapporti familiari sarebbe priva di conferme.

FAQ su Aurora e Rugiada

Chi sono Aurora e Rugiada?

Sono le due bambine che Emma Bonino accolse temporaneamente in affido negli anni Settanta.

Aurora e Rugiada erano figlie adottive di Emma Bonino?

No. Non risulta un’adozione legale. Bonino parlò di un affidamento durato alcuni mesi.

Perché chiamavano Emma Bonino “mamma”?

Quel modo di chiamarla nacque spontaneamente durante il periodo trascorso insieme.

Emma Bonino mantenne i rapporti con entrambe?

No. Dichiarò di avere conservato un rapporto molto caro con Rugiada, mentre riferì di non avere più contatti con Aurora.

Che cosa si sa della loro vita attuale?

Non sono disponibili informazioni pubbliche certe. Cognomi, età, professioni e luoghi di residenza non sono stati divulgati.

Aurora e Rugiada hanno ricordato pubblicamente Emma Bonino dopo la sua morte?

Non risultano messaggi o dichiarazioni pubbliche attribuibili con certezza alle due donne.