Savona, morta la giovane mamma di Cengio dopo un’overdose: lascia una bimba piccola, indagini sul mix di droga e alcol

Daniela Devecchi

Non ce l’ha fatta la giovane mamma di Cengio ricoverata da alcuni giorni al San Paolo di Savona. Le sue condizioni erano apparse subito disperate: era in coma, con danni neurologici gravissimi, dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti insieme ad alcol. Il 10 settembre è stata dichiarata la morte cerebrale.

La donna viene indicata, per ora, soltanto con le iniziali A. B.. Lascia una bambina ancora piccola. I familiari hanno autorizzato la donazione degli organi.

Su quanto accaduto indagano i carabinieri, coordinati dalla Procura di Savona. C’è da capire quale sostanza abbia provocato l’overdose, da chi sia stata ceduta e che cosa sia successo durante le ore trascorse dalla giovane a Laigueglia.

Il malore a Laigueglia

Il malore risale alla notte tra venerdì 4 e sabato 5 settembre 2026. La ragazza si trovava a Laigueglia insieme al fidanzato per trascorrere la serata.

A un certo punto si è sentita male. Il quadro clinico, segnato da seri problemi neurologici, ha fatto pensare all’assunzione di una quantità pericolosa di stupefacenti. Al momento, tuttavia, non è stato comunicato quale droga avesse preso.

Dalle prime informazioni emerge anche il consumo di alcol. Non è ancora possibile stabilire quale ruolo possa avere avuto la combinazione tra le diverse sostanze.

Tre ospedali in pochi giorni

La giovane è stata soccorsa e accompagnata inizialmente al Santa Corona di Pietra Ligure. Da lì è stata trasferita all’ospedale di Imperia e, in seguito, al San Paolo di Savona.

I medici hanno provato a salvarla, ma le lesioni neurologiche non hanno lasciato possibilità di recupero. Dopo gli accertamenti previsti in questi casi, ne è stata dichiarata la morte cerebrale.

La famiglia ha quindi autorizzato il prelievo degli organi. È uno degli elementi confermati della vicenda, insieme ai diversi trasferimenti ospedalieri e all’apertura dell’inchiesta.

Caccia a chi cedette la droga

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i contatti avuti dalla ragazza prima del malore. Occorre soprattutto individuare chi le abbia consegnato o venduto lo stupefacente.

La madre avrebbe avanzato il dubbio che la figlia sia stata spinta da qualcuno ad assumere quelle sostanze. Saranno gli accertamenti a stabilire se questa ipotesi trovi riscontro.

Non risultano, al momento, provvedimenti adottati nei confronti di persone determinate. Anche per questo è necessario mantenere distinta la ricostruzione già confermata dalle possibilità ancora al vaglio degli inquirenti.

Analisi sulla sostanza

Un altro passaggio decisivo sarà rappresentato dagli esami tossicologici. La Procura vuole sapere esattamente quale prodotto sia stato assunto e se nella dose fossero presenti più principi attivi.

Tra le ipotesi esaminate figura una droga sintetica, forse combinata con altre sostanze oppure preparata in modo anomalo. Non esiste però ancora un risultato ufficiale che permetta di indicare una sostanza precisa.

Le analisi potranno offrire elementi utili anche per risalire al canale di approvvigionamento. Fino alla conclusione degli esami, parlare di una droga specifica sarebbe prematuro.

Identità ancora riservata

Il nome completo della giovane non è stato reso noto. Le uniche indicazioni disponibili sono le iniziali A. B. e la residenza a Cengio.

Esiste inoltre una discordanza sulla sua età: in una parte della ricostruzione viene indicata come ventenne, in un’altra come ventiduenne. Mancando una conferma univoca, il dato non può essere considerato definitivo.

Non sono state diffuse altre informazioni certe sulla sua vita personale. È invece confermato che fosse madre di una bambina piccola.

FAQ

Come si chiamava la giovane mamma morta dopo l’overdose?

L’identità completa non è stata comunicata. La ragazza è indicata solamente con le iniziali A. B.

Dove abitava?

Risiedeva a Cengio, in provincia di Savona.

Quando si è sentita male?

Il malore è avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2026, mentre si trovava a Laigueglia.

Quale droga aveva assunto?

Non è stato ancora accertato. Gli esami dovranno chiarire la composizione della sostanza e l’eventuale presenza di più droghe.

È stata aperta un’inchiesta?

Sì.