Non basta più chiedersi se un alimento sia buono. Nel fuori casa stanno diventando decisive altre domande: che cosa contiene, come è stato prodotto, quale effetto può avere nel tempo e quanto è trasparente la filiera che lo porta nel piatto. È dentro questo cambio di prospettiva che si prepara SANA Food 2027, in programma a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio, nuovamente in contemporanea con Slow Wine Fair.
Dal “mangiare sano” alla Longevity Nutrition
Il tema scelto per l’edizione 2027 è la Longevity Nutrition. Non viene presentato come un’area speciale, ma come il filo conduttore della manifestazione: un modo per leggere l’innovazione alimentare partendo dal rapporto tra nutrizione, salute e qualità della vita nel lungo periodo.
È un passaggio interessante perché sposta il dibattito oltre l’etichetta generica di healthy food. Per ristorazione, risto-retail e distribuzione specializzata significa confrontarsi con consumatori più attenti alla composizione dei prodotti, alla loro origine e alla capacità del cibo di inserirsi in stili di vita orientati al benessere.
Cinque filiere per raccontare il cambiamento
Il focus 2027 attraverserà cinque grandi filiere: olio extravergine di oliva; fermentati; grani antichi, farine e pasta; legumi e proteine vegetali; frutta, verdura e frutta secca.
Non è un elenco casuale. Sono categorie nelle quali si incontrano ricerca, tradizione, trasformazione delle abitudini alimentari e nuove esigenze professionali. L’olio extravergine porta con sé il tema dei composti bioattivi; i fermentati quello del microbioma; cereali e farine chiamano in causa digeribilità e trasparenza dei processi; le proteine vegetali rispondono a menu sempre più inclusivi; frutta e verdura riportano al centro ingredienti riconoscibili e minimamente trasformati.
Per chi lavora nell’Horeca, il punto diventa quindi tradurre questi temi in piatti, assortimenti e proposte comprensibili, senza trasformare il menu in un trattato di biochimica. Impresa tutt’altro che banale.
Una fiera costruita per il business del fuori casa
SANA Food mantiene una vocazione fortemente B2B. Il format mette in relazione buyer dell’Horeca, gastronomie, negozi specializzati e risto-retail con imprese agroalimentari indipendenti e innovative, attive nei mondi del biologico, del veg, delle produzioni di qualità e delle certificazioni DOP, IGP e STG.
Il dato più utile per capire la dimensione raggiunta arriva dall’edizione 2026: SANA Food ha riunito 300 aziende e, insieme a Slow Wine Fair, ha contribuito a un appuntamento da 16.000 visitatori professionali. BolognaFiere ha inoltre registrato 350 buyer internazionali provenienti da 32 Paesi e oltre 1.800 incontri B2B nel sistema delle due manifestazioni.
Numeri che spiegano perché l’evento non sia soltanto una vetrina di prodotti. È un luogo in cui produttori, distributori e operatori possono misurare concretamente quali tendenze stanno diventando mercato.
SANA Food e Slow Wine Fair, due mondi che parlano la stessa lingua
Anche nel 2027 SANA Food si svolgerà in contemporanea con Slow Wine Fair. La scelta crea un percorso professionale nel quale cibo e vino vengono letti attraverso criteri comuni: qualità, sostenibilità, territorio, responsabilità e attenzione alle filiere.
Per buyer e operatori significa poter costruire in un unico appuntamento una visione più completa dell’offerta food&wine. Per le imprese, invece, significa confrontarsi con un pubblico professionale che non cerca soltanto novità, ma prodotti capaci di avere una storia credibile e un’identità riconoscibile.
L’eredità del 2026: innovare senza perdere il prodotto
L’edizione precedente aveva già mostrato quanto il settore fosse in movimento. Nell’area SANA Novità erano stati presentati oltre 100 prodotti da più di 50 aziende, tra proposte biologiche, vegane e produzioni certificate.
Quel laboratorio di novità raccontava un fenomeno preciso: innovare nel food non significa necessariamente inventare ingredienti incomprensibili. Spesso significa ripensare formulazioni, processi, utilizzi e modalità di servizio partendo da materie prime note, ma interpretandole alla luce di nuove esigenze.
Il focus sulla Longevity Nutrition porta questa evoluzione un passo più avanti, perché costringe produttori e operatori a interrogarsi non soltanto su ciò che il consumatore desidera oggi, ma sul tipo di alimentazione che potrebbe diventare centrale nei prossimi anni.
Il biologico resta una delle chiavi del progetto
SANA Food continua a mantenere un legame strutturale con il biologico e con una cultura alimentare fondata su qualità e sostenibilità. La manifestazione mette però il bio in dialogo con il fuori casa, con l’innovazione e con le trasformazioni della domanda professionale.
È una prospettiva particolarmente rilevante per ristoranti, bar, mense, gastronomie e format specializzati: il valore di una materia prima non si esaurisce nella certificazione, ma dipende anche da come viene selezionata, utilizzata, raccontata e resa economicamente sostenibile all’interno dell’offerta.
Bologna, 21-23 febbraio 2027: il laboratorio del nuovo food service
La terza edizione di SANA Food è dunque fissata dal 21 al 23 febbraio 2027 a BolognaFiere. Più che prevedere quale sarà il “cibo del futuro”, l’appuntamento sembra voler affrontare una questione più concreta: quali prodotti, filiere e idee riusciranno davvero a entrare nella quotidianità del fuori casa.
Perché le tendenze alimentari diventano interessanti quando smettono di essere soltanto tendenze. Devono funzionare in cucina, avere senso per un buyer, trovare spazio in un assortimento e, soprattutto, convincere chi alla fine si siede a tavola.
È su questo confine tra ricerca, cultura gastronomica e mercato che SANA Food 2027 sta consolidando la propria identità. E la Longevity Nutrition, più che uno slogan, diventa una domanda rivolta all’intero settore: non soltanto che cosa mangeremo domani, ma che rapporto vogliamo costruire con il cibo negli anni che verranno.
fondatrice, direzione editoriale e sviluppo strategico di AlphabetCity. Professionista del digitale e imprenditrice online, opera da anni nello sviluppo di progetti web, nell’editoria digitale e nella costruzione di strategie orientate alla crescita, al posizionamento e al consolidamento di brand e piattaforme. Nel suo percorso ha maturato competenze trasversali in ambito SEO, sviluppo web, comunicazione digitale, coordinamento editoriale e valorizzazione dei contenuti, seguendo l’evoluzione di progetti con una visione che unisce struttura, identità e sviluppo. In AlphabetCity guida il magazine nella sua impostazione complessiva, ne coordina la crescita editoriale e digitale e ne supervisiona le direttrici strategiche, con un approccio orientato a solidità, autorevolezza e riconoscibilità.






