Marco Iuliano morto a 46 anni in un tragico incidente sull’Ofantina Bis: Nusco sotto choc per la sua scomparsa

Daniela Devecchi

Marco Iuliano morto a 46 anni in un tragico incidente sull’Ofantina Bis: Nusco sotto choc per la sua scomparsa

A Nusco lo conoscevano praticamente tutti. Si chiamava Marco Iuliano, aveva 46 anni, ma in paese per tanti era semplicemente “Marco Nes”. È morto nella notte tra il 9 e il 10 settembre in un incidente avvenuto sull’Ofantina Bis. Erano da poco passate le quattro.

La notizia ha cominciato a circolare alle prime ore del mattino, lasciando sgomenta la comunità dell’Alta Irpinia. Inizialmente si era saputo soltanto di uno schianto mortale nella galleria Colle Tagliabosco. Poi è arrivato il nome della vittima. Era proprio Marco.

Lo schianto nella galleria Colle Tagliabosco

L’incidente è avvenuto lungo la Statale 7 Bis, nel tratto chiamato comunemente Ofantina Bis. L’automobile guidata da Marco Iuliano si è scontrata con un camion impiegato nel servizio di raccolta dei rifiuti.

Che cosa sia successo esattamente non è ancora chiaro.

Dopo lo schianto, Marco è rimasto bloccato nell’abitacolo della sua utilitaria. I vigili del fuoco arrivati da Montella hanno dovuto lavorare sulle lamiere per riuscire a liberarlo.

Sul posto c’erano anche gli operatori del 118. Purtroppo, per il quarantaseienne non c’era più nulla da fare. Il personale sanitario ha potuto soltanto constatarne la morte.

L’altro conducente portato al Moscati

Anche l’uomo che guidava il camion è rimasto ferito. È stato soccorso e accompagnato in codice rosso all’ospedale Moscati di Avellino. Finora non sono arrivate informazioni più precise sulle sue condizioni.

La salma di Marco Iuliano è stata trasferita nell’obitorio dello stesso ospedale ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria. I due mezzi coinvolti sono stati sequestrati, un passaggio necessario per consentire tutti gli accertamenti sulla dinamica.

A occuparsi dei rilievi sono stati i carabinieri della Stazione di Nusco, insieme ai militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Montella. La strada, intanto, è rimasta interessata dalle operazioni di soccorso e dalla rimozione dei veicoli.

Nelle prime ore del giorno il traffico ha subito rallentamenti e deviazioni. Anas ha indirizzato temporaneamente gli automobilisti verso percorsi alternativi, in modo da permettere agli uomini impegnati nella galleria di lavorare in sicurezza.

A Nusco tutti lo chiamavano “Marco Nes”

Marco Iuliano non era un personaggio famoso. Non serviva esserlo, a Nusco, per essere conosciuti e voluti bene. Nel paese era uno di quei volti che fanno parte della normalità: una persona incontrata per strada, al bar o durante una giornata qualsiasi.

“Marco Nes”. Così lo chiamavano gli amici e molti suoi compaesani. Il soprannome, ora ripetuto nei messaggi di cordoglio, racconta da solo quanto fosse inserito nella vita della comunità.

Chi lo conosceva parla della sua semplicità e del suo carattere aperto. Il Comune lo ha ricordato come un uomo sincero, spontaneo, capace di farsi apprezzare senza bisogno di costruire nulla attorno a sé.

È forse questo l’aspetto che ha reso la notizia ancora più difficile da accettare. La sera prima una persona è lì, dentro la vita di sempre; poche ore dopo il suo nome accompagna un annuncio che nessuno avrebbe immaginato di leggere.

Il ricordo affidato dal Comune

L’amministrazione comunale di Nusco ha pubblicato un lungo messaggio per salutare Marco e manifestare vicinanza ai suoi familiari.

«Questa mattina la nostra comunità si è svegliata sotto il peso di una notizia sconvolgente», si legge nella nota.

Nel ricordo viene fuori soprattutto il lato umano di Marco. Il Comune lo descrive come una persona che sapeva stare in mezzo agli altri con naturalezza, senza forzature. Per molti rappresentava un amico; per altri una presenza abituale e rassicurante, legata ai luoghi e alle giornate del paese.

«Marco era un ragazzo capace di farsi voler bene grazie alla sua semplicità, al suo carattere sincero e al suo modo spontaneo di stare tra la gente», ha scritto l’amministrazione.

Non sono frasi di circostanza. Dietro quelle parole si avverte la partecipazione di una comunità piccola, nella quale un lutto simile non riguarda mai soltanto una famiglia.

Il dolore ha colpito anche la famiglia del sindaco

Nel comunicato viene rivolto un pensiero particolare al sindaco Antonio Iuliano e alla sua famiglia, direttamente coinvolti nel lutto. Non è stato specificato pubblicamente quale legame di parentela ci fosse tra il primo cittadino e la vittima. Sarebbe quindi scorretto aggiungere ricostruzioni non confermate.

L’amministrazione ha espresso vicinanza alla famiglia Iuliano, ai parenti, agli amici e a tutte le persone che hanno conosciuto Marco. Il messaggio termina con un saluto breve, quasi pronunciato a voce: «Ciao Marco».

È la frase che, più di ogni altra, restituisce la dimensione privata di questa tragedia. Non soltanto la vittima di un incidente stradale, ma una persona con un nome, un soprannome e tanti legami lasciati all’improvviso.

Quando saranno celebrati i funerali?

Per ora non sono stati resi noti il giorno e l’orario dei funerali. La salma si trova al Moscati di Avellino, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria e degli adempimenti previsti dopo l’incidente.

Solo successivamente potranno essere comunicate le informazioni sulle esequie. È prevedibile una partecipazione numerosa, considerato quanto Marco fosse conosciuto a Nusco, ma anche questo potrà essere confermato soltanto quando la famiglia renderà pubblico il programma dell’ultimo saluto.

Le indagini, nel frattempo, dovranno chiarire perché l’automobile e il camion si siano scontrati dentro la galleria Colle Tagliabosco. Fino alla conclusione degli accertamenti non è possibile attribuire responsabilità né indicare con certezza la causa dell’impatto.

A Nusco resta il silenzio di un risveglio diverso dagli altri. Marco Iuliano aveva 46 anni. Per il suo paese, però, continuerà a essere “Marco Nes”: l’amico dal carattere sincero che molti erano abituati a incontrare e che nessuno pensava di dover salutare così presto.