C’è un posto in Liguria dove per più di cento anni si è fabbricata la materia di cui erano fatti i film. Non le storie: proprio il supporto fisico, il nastro di triacetato su cui la luce lascia il segno.
Quel posto si chiama Ferrania, è una frazione di Cairo Montenotte, e da venerdì 11 a domenica 13 settembre ospita la prima edizione del festival che porta il suo nome.
Non solo Ferrania: un festival diffuso
Prima cosa da chiarire, perché in giro si legge il contrario: il Ferrania Film Festival non si svolge in un unico paese. È una manifestazione diffusa, che nei tre giorni tocca Cengio, Ferrania e Millesimo, in provincia di Savona.
Ed è la prima edizione in assoluto. C’era stata una preview lo scorso giugno, ma il festival vero comincia adesso.
A organizzarlo è l’associazione Ferrania Film APS ETS, nata da un’idea di Lidia Giusto — fotografa, storica dell’arte e archivista, che è anche direttrice artistica della manifestazione. La Val Bormida la fotografa da oltre vent’anni, e da un decennio lavora sulla memoria industriale e culturale di quel territorio: il festival è l’approdo di quel percorso, non un’iniziativa improvvisata.
Perché “Film” significa pellicola
Il nome non è un gioco di parole ma un ritorno all’origine. In inglese film significa proprio pellicola: il materiale, non l’opera.
Ed è a quel materiale che il festival è dedicato in tutte le sue forme — fotografia analogica, cinema, filmini amatoriali di famiglia, produzione industriale, archivi, ricerca scientifica, sperimentazione artistica. Compreso tutto ciò che ancora oggi, in piena era digitale, continua a usare la pellicola come strumento espressivo.
Non è nostalgia da collezionisti: a Ferrania esiste tuttora un’azienda, FILM Ferrania, che produce pellicole in bianco e nero — le P30 e P33 — vendute in tutto il mondo. E al festival ci saranno i suoi tecnici, insieme a fotografi e professionisti del settore.
Il riconoscimento europeo
C’è un dettaglio che colloca la manifestazione su un piano diverso da quello di una rassegna locale.
Il Ferrania Film Festival è stato inserito nel programma ufficiale del Festival del New European Bauhaus 2026, l’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per sostenere i progetti che tengono insieme patrimonio culturale, sostenibilità , innovazione e coinvolgimento delle comunità .
Tradotto: Bruxelles ha riconosciuto che recuperare la memoria di una fabbrica di pellicole non è un’operazione museale, ma un modo per rigenerare un territorio.
La serata su Pasolini
Tra gli appuntamenti spicca una serata dedicata a Pier Paolo Pasolini, pensata per raccontare il legame tra il regista e Ferrania, che risale ai suoi esordi.
È il tipo di connessione che spiega bene cosa fosse quella fabbrica per il cinema italiano: non un fornitore qualsiasi, ma la materia prima su cui si è impressa una parte consistente del nostro Novecento.
Workshop, PhotoWalk e macchine d’epoca
Il programma non si limita alle proiezioni, ed è probabilmente la parte più interessante per chi vuole partecipare davvero.
Ci sono i workshop, che vanno dalla fotografia stenopeica — quella fatta con un foro al posto dell’obiettivo — fino alla pellicola 16mm, con laboratori, dimostrazioni e masterclass. Tra questi anche un corso intensivo per realizzare un cortometraggio in pellicola, pensato per appassionati, studenti di cinema e curiosi. Attenzione però: i workshop sono a pagamento e a numero chiuso, quindi vanno prenotati.
C’è poi il PhotoWalk condotto da Emiliano Cribari, una camminata fotografica tra i luoghi della memoria industriale e i racconti di fabbrica. Questo è gratuito, ma serve comunque la prenotazione.
E in contemporanea si tiene il Secondo Raduno di Macchine Fotografiche Analogiche della Val Bormida, appuntamento per chi quelle macchine le colleziona e le usa ancora.
Come partecipare
Il programma completo, con orari, sedi e modalità di prenotazione, è consultabile sul sito ufficiale della manifestazione, all’indirizzo ferraniafilmfestival.eu.
Per i workshop conviene muoversi subito: i posti sono limitati e mancano meno di due giorni.
fondatrice, direzione editoriale e sviluppo strategico di AlphabetCity. Professionista del digitale e imprenditrice online, opera da anni nello sviluppo di progetti web, nell’editoria digitale e nella costruzione di strategie orientate alla crescita, al posizionamento e al consolidamento di brand e piattaforme. Nel suo percorso ha maturato competenze trasversali in ambito SEO, sviluppo web, comunicazione digitale, coordinamento editoriale e valorizzazione dei contenuti, seguendo l’evoluzione di progetti con una visione che unisce struttura, identità e sviluppo. In AlphabetCity guida il magazine nella sua impostazione complessiva, ne coordina la crescita editoriale e digitale e ne supervisiona le direttrici strategiche, con un approccio orientato a solidità , autorevolezza e riconoscibilità .






