A Teolo lo conoscevano in tanti. Lo incontravano in paese, nelle attività della parrocchia oppure tra quei vigneti che aveva voluto far nascere ai piedi dei Colli Euganei. A Mestrino, invece, il suo nome era legato soprattutto alle aziende e a una lunga esperienza da imprenditore. Due luoghi, due parti della stessa vita. Da mercoledì 9 settembre entrambi piangono Paolo Costanzo, morto a 57 anni.
La malattia era stata scoperta meno di un anno fa. Nelle ultime ore le sue condizioni si sono aggravate e, nel primo pomeriggio di mercoledì, è arrivata la notizia della morte. Costanzo aveva festeggiato il suo cinquantasettesimo compleanno soltanto nel mese di giugno.
Lascia la moglie Caterina, insegnante, e le due figlie maggiorenni, Beatrice e Matilde. È a loro che, in queste ore, stanno arrivando i messaggi di vicinanza degli amici, dei collaboratori e delle persone che avevano condiviso con Paolo un tratto di strada.
Nato a Mestrino, aveva scelto di vivere a Teolo
Paolo Costanzo era originario di Mestrino, dove aveva avviato le sue principali attività professionali. Alcuni anni fa aveva deciso di trasferirsi nella frazione La Croce di Teolo. Abitava in via IV Novembre e si era inserito pienamente nella vita della comunità.
Non era uno di quei nuovi residenti che continuano a vivere altrove con la testa. Teolo era diventato casa sua. Qui aveva stretto amicizie, partecipato alle iniziative locali e cominciato a occuparsi anche di alcuni progetti legati alla terra.
Gli piacevano i Colli Euganei. Li aveva scelti per viverci, certo, ma anche per provare a costruire qualcosa di personale. Aveva acquistato alcuni poderi tra Praglia e Tramonte e li aveva trasformati in vigneti. Vi coltivava soprattutto uve Glera.
Seguiva direttamente quel lavoro. Non si limitava a controllare numeri o risultati: voleva vedere i filari, capire come procedeva la coltivazione e occuparsi da vicino dei terreni. Per chi era abituato a incontrarlo nelle aziende, scoprire questa parte della sua quotidianità poteva sorprendere.
Le aziende e la voglia di trasformare le idee in realtà
Il nome di Costanzo era legato innanzitutto alla F.R. Engineering di Mestrino, società con sede in via Levico. L’azienda si occupa della realizzazione e dell’installazione di impianti tecnologici destinati a più settori, da quello industriale al medicale, fino all’energia e alle strutture ricettive.
Era un’attività che richiedeva organizzazione, preparazione tecnica e la capacità di seguire commesse complesse. Paolo aveva costruito il proprio percorso professionale dentro questo ambiente, senza però fermarsi a una sola esperienza.
Tra le realtà alle quali aveva dato vita figurava anche BMED Medica Group, impegnata nell’assistenza sanitaria e nella diagnostica. Il gruppo offre analisi di laboratorio, punti prelievo, visite specialistiche, ecografie, medicina dello sport e medicina del lavoro. Le sue attività sono presenti tra Mestrino, Montegalda e l’area di Abano Terme.
Impianti tecnologici, servizi sanitari, poi i vigneti. Campi lontani fra loro soltanto in apparenza. A unirli c’era il carattere di un uomo che amava aprire strade, mettere insieme persone e verificare fin dove potesse arrivare un’intuizione.
“Visionario” è una delle parole usate per ricordarlo. Nel suo caso non indica qualcuno che inseguiva sogni vaghi. Racconta piuttosto un imprenditore curioso, incapace di accontentarsi di quanto aveva già realizzato.
La vela, le auto sportive e la Barcolana
Paolo Costanzo aveva anche due grandi passioni: le automobili sportive e la vela. Sulla barca non cercava solamente qualche giornata di riposo. Gli piacevano la navigazione, la gara e tutto ciò che precede una regata, dalla preparazione dell’imbarcazione al lavoro con l’equipaggio.
Aveva partecipato alla Barcolana di Trieste nel 2022 e nel 2024, riportando buoni risultati. Per chi ama la vela, essere alla partenza della Barcolana ha un significato particolare. Centinaia di imbarcazioni riempiono contemporaneamente il golfo e ogni equipaggio deve trovare il proprio spazio, leggere il vento e scegliere rapidamente la rotta.
Anche questa passione aiuta a capire la sua personalità. Costanzo amava le sfide, soprattutto quelle nelle quali non è possibile prevedere ogni cosa. In mare, come nel lavoro, bisogna decidere e adattarsi. Lui sembrava trovarsi a proprio agio proprio lì, quando un progetto chiedeva coraggio e capacità di reagire.
Quel progetto per la scuola materna di San Biagio
A Teolo, però, il ricordo di Paolo Costanzo non passa soltanto attraverso il lavoro o i vigneti. C’è un impegno meno appariscente che racconta molto di lui.
Era attivo nel volontariato parrocchiale e stava collaborando con il parroco e con l’abate di Praglia alla ristrutturazione della scuola materna San Benedetto di San Biagio. Non era un progetto concluso e questo rende oggi la sua assenza ancora più dolorosa per chi lo stava portando avanti insieme a lui.
Costanzo sosteneva inoltre la Festa di Primavera di Tramonte. Si trattava di una di quelle occasioni capaci di riunire famiglie, associazioni e abitanti, mantenendo vivo il rapporto tra le diverse realtà del paese.
Non faceva molto rumore intorno a questi gesti. Chi lo ha frequentato ricorda piuttosto la sua disponibilità, il modo semplice con cui offriva un aiuto e la capacità di trattare le persone senza creare distanze.
Le parole del sindaco Valentino Turetta
Il sindaco di Teolo, Valentino Turetta, ha parlato di una perdita che riguarda l’intera comunità. Le sue non sono state parole di circostanza: conosceva personalmente Costanzo e lo considerava un amico.
«Con Paolo se ne va una persona speciale, anzi un amico che ha fatto molto per la nostra comunità», ha dichiarato il primo cittadino. Lo ha ricordato come un uomo sincero, leale e dal cuore d’oro, esprimendo vicinanza alla moglie e alle figlie.
È un ritratto nel quale, in queste ore, si riconoscono molte persone. C’è chi pensa all’imprenditore, chi all’appassionato di vela e chi lo rivede nei poderi di Praglia e Tramonte. Altri ricordano semplicemente una conversazione, un consiglio o una mano tesa quando serviva.
I funerali non sono stati ancora annunciati pubblicamente. Teolo e Mestrino attendono di conoscere il momento dell’ultimo saluto. Intanto rimangono il dolore della famiglia e una domanda difficile da evitare: quanti altri progetti avrebbe potuto realizzare, se la malattia non lo avesse fermato così presto?

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






