Pensione anticipata a 64 anni, spunta la novità che può cambiare tutto: chi potrebbe lasciare il lavoro prima

Daniela Devecchi

Pensione anticipata a 64 anni, spunta la novità che può cambiare tutto: chi potrebbe lasciare il lavoro prima

La pensione anticipata a 64 anni torna al centro del confronto sulla prossima Manovra. La proposta rilanciata in queste ore punta ad allargare la possibilità di uscita anche a una parte dei lavoratori che hanno iniziato a versare contributi prima del 1° gennaio 1996, oggi esclusi dal normale accesso alla pensione anticipata contributiva.

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha indicato una prima stima della possibile platea: circa 80mila pensionamenti aggiuntivi, con un costo valutato intorno a 1,5 miliardi di euro l’anno. L’ipotesi è quella di inserire la misura nella Legge di Bilancio 2027, attraverso una sperimentazione di tre anni.

Il punto da chiarire subito è uno: la misura non è ancora legge. Al momento si tratta di una proposta politica in fase di definizione.

Pensione a 64 anni: chi può uscire oggi

Nel 2026 la pensione anticipata contributiva consente già di lasciare il lavoro a 64 anni, ma soltanto a precise condizioni.

Il requisito riguarda in particolare i lavoratori il cui primo accredito contributivo risale al 1° gennaio 1996 o a una data successiva.

Servono almeno 20 anni di contributi effettivi e l’importo della pensione deve raggiungere una soglia minima legata all’assegno sociale.

Per il 2026 la soglia ordinaria è pari a tre volte l’assegno sociale, che quest’anno è di 546,24 euro mensili. Questo significa che la pensione maturata deve essere almeno pari a 1.638,72 euro lordi al mese.

Per le donne con figli la soglia è più bassa: 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio e 2,6 volte con almeno due figli.

Cosa cambierebbe per chi ha contributi prima del 1996

Il progetto allo studio vuole intervenire proprio sulla distinzione tra chi ha iniziato a lavorare prima e dopo il 1996.

Oggi chi possiede contributi anteriori a quella data rientra generalmente nel sistema misto, che combina una quota calcolata con il metodo retributivo e una con il metodo contributivo.

L’ipotesi in discussione prevede di consentire anche a questi lavoratori di accedere all’uscita anticipata, a condizione di accettare il ricalcolo interamente contributivo della pensione.

È un passaggio importante perché può determinare un assegno più basso rispetto a quello calcolato con il sistema misto.

Quanto può incidere il ricalcolo contributivo

Le prime simulazioni diffuse sul possibile effetto del ricalcolo mostrano differenze non trascurabili.

Per un lavoratore con 40 anni di contributi e una retribuzione annua di 35mila euro, una pensione stimata in circa 1.726 euro mensili con il sistema misto scenderebbe a circa 1.543 euro con il calcolo interamente contributivo.

La differenza sarebbe quindi di circa 183 euro lordi al mese, pari a poco più del 10%.

Con retribuzioni più alte la riduzione in valore assoluto potrebbe aumentare. Non si tratta però di una penalizzazione uguale per tutti: l’effetto dipende dalla storia contributiva individuale, dagli anni lavorati e dalla quota di contributi maturata prima del 1996.

Il nodo del TFR

Nel confronto sulla pensione anticipata a 64 anni è tornato anche il tema del TFR.

Tra le ipotesi discusse c’è la possibilità di utilizzare una parte del trattamento di fine rapporto per aiutare il lavoratore a raggiungere la soglia minima richiesta per l’accesso alla pensione.

Il tema è particolarmente delicato perché il TFR rappresenta una somma maturata dal lavoratore durante il rapporto di lavoro.

Inoltre, il suo utilizzo non risolverebbe automaticamente il problema per tutti. In presenza di una pensione molto distante dalla soglia minima, anche l’integrazione con il TFR potrebbe non essere sufficiente.

Al momento non esiste però una disciplina definitiva che stabilisca in che modo questo meccanismo dovrebbe funzionare nella nuova proposta.

Durigon: 80mila uscite in più

Uno dei dati nuovi riguarda la possibile platea interessata.

Secondo quanto indicato da Durigon, l’estensione della pensione anticipata a 64 anni potrebbe portare a circa 80mila pensionamenti aggiuntivi.

Il costo stimato sarebbe di circa 1,5 miliardi di euro ogni anno.

L’orientamento sarebbe quello di avviare una sperimentazione triennale, così da valutarne l’impatto sui conti pubblici prima di un’eventuale stabilizzazione.

Proprio la copertura finanziaria sarà uno dei punti decisivi nel confronto sulla Manovra.

Pensioni 2027, i requisiti aumentano

C’è poi un altro aspetto che riguarda direttamente chi pensa di andare in pensione nei prossimi anni.

Dal 2027, in assenza di nuovi interventi legislativi, scatterà l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

Per la pensione anticipata contributiva il requisito passerà a 64 anni e 1 mese, con almeno 20 anni e 1 mese di contributi effettivi.

Dal 2028 salirà invece a 64 anni e 3 mesi, con almeno 20 anni e 3 mesi di contribuzione.

Anche questo incremento è entrato nel confronto politico sulla prossima Legge di Bilancio.

Cosa è già deciso e cosa no

Al 9 settembre 2026 resta fondamentale distinguere tra le norme già operative e le modifiche ancora in discussione.

La pensione anticipata contributiva a 64 anni esiste già, ma con i requisiti previsti per i lavoratori contributivi puri.

L’estensione ai lavoratori che possiedono contributi precedenti al 1996 non è ancora stata approvata.

Sono invece già emersi alcuni elementi della proposta: l’ipotesi di ricalcolo contributivo, la stima di circa 80mila nuove uscite, un costo di 1,5 miliardi l’anno e una possibile sperimentazione triennale.

I requisiti definitivi, le modalità di utilizzo del TFR e le eventuali modifiche alle soglie economiche dovranno essere stabiliti nel testo che entrerà nel percorso della Legge di Bilancio 2027.

FAQ

Chi può andare oggi in pensione a 64 anni?

Nel 2026 possono accedere alla pensione anticipata contributiva i lavoratori che rispettano i requisiti previsti, tra cui almeno 64 anni di età, 20 anni di contributi effettivi e una pensione pari alla soglia minima richiesta.

La pensione a 64 anni sarà estesa anche a chi ha lavorato prima del 1996?

È questa la proposta attualmente in discussione, ma al 9 settembre 2026 non è ancora una norma approvata.

Quanto dovrebbe costare la misura?

La stima indicata è di circa 1,5 miliardi di euro l’anno.

Quanti lavoratori potrebbero uscire prima?

La platea ipotizzata è di circa 80mila pensionamenti aggiuntivi.

Dal 2027 si andrà ancora in pensione esattamente a 64 anni?

In base alle regole già previste, il requisito della pensione anticipata contributiva salirà nel 2027 a 64 anni e 1 mese, salvo eventuali nuovi interventi normativi.