Si chiamava Gloria. Aveva quattordici mesi, ed è morta martedì dentro casa sua, a Lula, nel Nuorese.
L’allarme l’hanno dato i genitori. Sono arrivati gli operatori del 118 e l’elisoccorso dell’Areus, hanno lavorato a lungo sulla bambina, ma non c’è stato verso di rianimarla.
Un’ipotesi, non una certezza
I soccorritori, dai primi riscontri, hanno parlato di un possibile soffocamento causato da un rigurgito.
Attenzione però a come lo si legge: è un’ipotesi. Nessuno l’ha confermata, e servirà l’esame medico-legale per dire cosa sia successo davvero.
La Procura di Nuoro ha infatti disposto il sequestro della salma e l’autopsia.
Su questo vale la pena spendere una riga, perché il sequestro spaventa sempre chi legge. Quando muore un bambino piccolissimo l’autopsia si fa sempre, che ci siano sospetti o no. È prassi. E in molti casi resta l’unico modo perché una famiglia arrivi a sapere cos’è accaduto a suo figlio.
Nessuna responsabilità di terzi
In casa sono entrati anche i carabinieri, che hanno ascoltato i familiari e fatto i primi rilievi.
Quello che hanno scritto nell’informativa alla Procura è netto: nessuna causa diversa da quella accidentale. Non è emerso alcun elemento che faccia pensare a responsabilità di qualcuno. Fino all’esito dell’autopsia, l’ipotesi che regge è quella della fatalità.
Il messaggio della parrocchia
Lula ha poco più di milleduecento abitanti. La notizia ci ha messo un’ora a girare tutto il paese.
Il primo messaggio pubblico è arrivato dalla Parrocchia di Lula e Onanì, che ha ricordato “la piccola Gloria” stringendosi ai genitori e affidandola simbolicamente alla protezione della Madonna.

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