Legge 104, permessi doppi 2026: quando spettano 6 giorni al mese e chi ha diritto alle 10 ore in più

Serena Comito

Legge 104, permessi doppi 2026: quando spettano 6 giorni al mese e chi ha diritto alle 10 ore in più

In questi giorni la formula “permessi doppi” sta girando parecchio, e sta generando aspettative che in molti casi verranno deluse. Perché di raddoppio automatico, nel 2026, non se ne parla proprio.

I tre giorni mensili previsti dalla Legge 104 restano tre. Possono diventare sei, ma solo in una situazione precisa — e quella regola esiste da anni, non è una novità.

Vediamo di mettere ordine, perché la differenza tra i due scenari cambia tutto.

La regola di partenza

L’articolo 33 della legge 104 del 1992 riconosce al lavoratore dipendente che assiste un familiare con disabilità grave tre giorni di permesso retribuito al mese. È il punto fermo da cui deriva tutto il resto.

Quei tre giorni sono legati alla persona assistita, non al lavoratore. Ed è esattamente qui che nasce l’equivoco.

Quando si arriva a sei giorni

Il cosiddetto raddoppio scatta in un caso soltanto: quando lo stesso lavoratore assiste due persone diverse, entrambe con riconoscimento della disabilità grave.

In quella situazione i tre giorni si sommano: tre per il primo assistito, tre per il secondo. Totale sei. È il caso, per esempio, di chi deve occuparsi contemporaneamente di entrambi i genitori anziani.

Non tutti i legami familiari, però, danno diritto al cumulo. Il beneficio riguarda il coniuge, la parte dell’unione civile, il convivente di fatto e i parenti o affini entro il primo grado — quindi genitori e figli.

Ci si può estendere ai parenti o affini di secondo grado — nonni, nipoti, fratelli e sorelle — ma solo a una condizione: che i genitori o il coniuge della persona con disabilità abbiano compiuto 65 anni, oppure siano affetti da patologie invalidanti, oppure ancora siano deceduti o mancanti. In pratica, quando non c’è nessun altro più vicino che possa occuparsene.

Quando invece NON si raddoppia

Ed eccoci al caso che manda in confusione più persone.

Se due lavoratori assistono la stessa persona — poniamo, due fratelli che si occupano del padre — i giorni non diventano sei. Restano tre complessivi, da dividere tra loro.

Non si crea cioè un nuovo pacchetto per ciascun caregiver: il monte permessi è agganciato all’assistito, e va spartito.

C’è però una cosa che è cambiata, e in meglio. Fino al 2022 valeva il principio del cosiddetto “referente unico”: una persona con disabilità poteva avere un solo caregiver, e i permessi non erano divisibili. Quel vincolo è caduto, quindi oggi più familiari possono alternarsi nell’assistenza.

La novità di luglio: alternarsi nella stessa giornata

Qui arriva l’aggiornamento più recente, e riguarda per ora il pubblico impiego.

Con un parere di luglio 2026, l’ARAN — l’agenzia che segue la contrattazione delle pubbliche amministrazioni — ha chiarito che nelle Funzioni centrali due caregiver diversi possono utilizzare i permessi a ore nella stessa giornata, purché le assenze non si sovrappongano.

Tradotto con un esempio: uno può assentarsi dalle 8 alle 11, l’altro dalle 14 alle 17, per assistere la stessa persona nello stesso giorno.

Attenzione a non fraintendere neanche questo: il tetto complessivo non aumenta, restano tre giorni. Cambia la flessibilità con cui si possono organizzare, che per due familiari che lavorano entrambi non è poco.

Le 10 ore: a chi spettano davvero

L’altra misura di cui si parla molto in questi giorni sono le 10 ore di permesso retribuito introdotte dalla legge 106 del luglio 2025 ed entrate in vigore il 1° gennaio 2026.

Prima di tutto una precisazione, perché su questo circolano informazioni sbagliate: si tratta di 10 ore all’anno, non al mese.

Servono per visite specialistiche, esami diagnostici e terapie, e non sostituiscono i tre giorni mensili: si aggiungono. Ma soprattutto hanno destinatari diversi. Non spettano a chi assiste, bensì al lavoratore malato: chi ha una patologia oncologica in fase attiva o è sottoposto ai relativi controlli, e chi ha patologie invalidanti o croniche che comportino un’invalidità pari o superiore al 74%. Ne possono beneficiare anche i genitori di figli minorenni nelle stesse condizioni.

Le altre novità del 2026

Il quadro si è mosso su più fronti, e vale la pena riassumerli.

Sul lavoro notturno è stato rafforzato il diritto del lavoratore caregiver a rifiutare i turni di notte, quando questi impedirebbero di garantire l’assistenza domiciliare al familiare con disabilità.

Sul fronte della casa, è previsto un accesso agevolato al Fondo di garanzia per la prima casa. Non si tratta di un contributo a fondo perduto, ma di uno strumento che facilita l’ottenimento del mutuo per chi non ha risparmi sufficienti a coprire l’anticipo. I tempi indicati sono di circa venti giorni lavorativi per la garanzia, dopodiché il mutuo va stipulato entro novanta giorni.

Infine è in corso la transizione al nuovo sistema di accertamento della disabilità, affidato all’INPS. Da marzo 2026 la sperimentazione è stata estesa ad altre quaranta province, con l’obiettivo di andare a regime su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027.

Come muoversi

Nessuna di queste misure è automatica: ognuna ha requisiti, destinatari e procedure diverse, e sommarle a orecchio è il modo migliore per farsi respingere una domanda.

Chi pensa di avere diritto al cumulo dei permessi, o alle dieci ore, farebbe bene a verificare la propria posizione con l’INPS o attraverso un patronato, che offre assistenza gratuita. Per i dipendenti pubblici, il riferimento sono anche le circolari della propria amministrazione, che sui permessi orari applicano regole specifiche.

Domande frequenti

I permessi della Legge 104 raddoppiano nel 2026?
No. Non c’è alcun raddoppio automatico introdotto quest’anno. I tre giorni restano tre.

Quando si può arrivare a sei giorni al mese?
Quando lo stesso lavoratore assiste due persone diverse, entrambe con disabilità grave riconosciuta. I permessi si cumulano: tre per ciascun assistito.

Se io e mio fratello assistiamo nostro padre, abbiamo tre giorni a testa?
No. I tre giorni sono complessivi e vanno divisi tra i caregiver.

Possiamo usare i permessi lo stesso giorno?
Nel pubblico impiego delle Funzioni centrali sì, a ore e in fasce orarie non sovrapposte, secondo il parere ARAN di luglio 2026.

Le 10 ore in più sono mensili?
No, sono annue. Alcune fonti riportano il dato in modo errato.

Chi ha diritto alle 10 ore?
I lavoratori con patologia oncologica in fase attiva o con patologie croniche o invalidanti che comportino invalidità pari o superiore al 74%, e i genitori di figli minorenni nelle stesse condizioni.

Quali parenti danno diritto al cumulo?
Coniuge, unione civile, convivente di fatto e parenti o affini entro il primo grado. Entro il secondo grado solo se i familiari più prossimi hanno più di 65 anni, sono affetti da patologie invalidanti o sono mancanti.