Sondaggi politici oggi 8 settembre: Vannacci mangia voti a tutti gli alleati, e il campo largo ha un problema che si chiama Schlein

Serena Comito

Sondaggi politici oggi 8 settembre: Vannacci mangia voti a tutti gli alleati, e il campo largo ha un problema che si chiama Schlein

La rilevazione settimanale di SWG per il TgLa7 è uscita in serata, ed è la più attesa della settimana: domani lo Stabilicum arriva in aula al Senato, e ogni decimale in questo momento pesa il doppio.

Il quadro è quello di un centrodestra che non cresce più e di un’opposizione che, pur avendo i numeri, non riesce a decidere chi debba guidarla.

Cosa dice SWG stasera

Fratelli d’Italia resta il primo partito al 26,8%, stabile rispetto a sette giorni fa. È un dato che merita un inciso: il partito di Giorgia Meloni appare ormai lontano dai risultati degli anni scorsi, quando nelle rilevazioni aveva superato più volte la soglia psicologica del 30%.

Il movimento più interessante, come da qualche mese a questa parte, riguarda Futuro Nazionale, che guadagna altri due decimi. Nella rilevazione precedente il partito di Roberto Vannacci aveva già scavalcato Forza Italia attestandosi al 7,5%, diventando la quarta forza politica del Paese dopo aver superato prima la Lega e poi Alleanza Verdi e Sinistra.

Il resto del centrodestra è in leggera flessione, e il calo di Forza Italia trascina giù l’intera coalizione. Nel centrosinistra la situazione è più mossa, con alti e bassi tra PD, AVS e Movimento 5 Stelle, ma il saldo complessivo tiene.

Il problema del centrodestra ha un nome

Il fenomeno che gli osservatori stanno cominciando a chiamare “effetto cannibale” è tutto qui: Vannacci non sta togliendo voti alle opposizioni, li sta togliendo agli alleati.

Prima la Lega, scesa a percentuali che il Carroccio non vedeva da anni. Poi Forza Italia, superata a fine agosto. Il risultato è che la coalizione di governo, sommando Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, si ferma al 44,3% dei seggi secondo il trend aggregato di PolitPro aggiornato a oggi: insufficiente per governare da sola.

Con Futuro Nazionale dentro, invece, i conti cambiano completamente. La simulazione di YouTrend per Repubblica assegna al centrodestra allargato il 51,2% al ballottaggio, contro il 48,8% del centrosinistra.

Il paradosso è che proprio in questi giorni i rapporti dentro la coalizione si stanno complicando. Matteo Salvini ha attaccato duramente Vannacci sulla proposta delle schede elettorali plurime, mentre Luca Bellotti ha lasciato Futuro Nazionale criticando apertamente le posizioni del leader. Sullo sfondo, l’apertura di Vannacci alla candidatura di Meloni al Quirinale.

La forbice tra istituti è di quasi tre punti

Prima di tirare conclusioni conviene guardare quanto divergono le rilevazioni di questa stessa settimana.

Lab21 per Affaritaliani, il 4 settembre, colloca Fratelli d’Italia al 28,1%. Due giorni dopo Piave per Fanpage lo dà al 25,4%. Sono 2,7 punti di differenza, misurati a quarantott’ore di distanza.

Non è un errore di nessuno dei due: dipende dalle metodologie, dai campioni, dal trattamento degli indecisi. Ma è la ragione per cui un titolo con un solo numero racconta al massimo un terzo della storia.

A proposito di indecisi: la rilevazione Only Numbers per Realpolitik stima che indecisi e astensionisti valgano il 43,1% del campione. Quasi un elettore su due. È lì, più che nei decimali che si spostano ogni settimana, che si decide il 2027.

Il dato che a Largo del Nazareno non piacerà

C’è però un sondaggio, uscito nei giorni scorsi, che sposta l’attenzione dal centrodestra all’opposizione. E i numeri sono di quelli che fanno rumore.

Lab21 ha chiesto agli elettori chi debba guidare il campo largo alle prossime politiche. Il 50,3% ha indicato Giuseppe Conte. Elly Schlein si è fermata al 20,2%, meno della metà. Dietro, Alessandro Onorato al 12,2% e Matteo Renzi al 10%.

Nella stessa rilevazione, il 68,5% degli intervistati dichiara di non vedere nella segretaria del PD una reale antagonista di Giorgia Meloni.

È un quadro schizofrenico, perché nelle intenzioni di voto il Partito Democratico stacca nettamente il Movimento 5 Stelle — parliamo di sette-otto punti a seconda dell’istituto. Ma quando si passa dal simbolo alla persona, il rapporto si ribalta. Una coalizione che nei sondaggi è competitiva e che, alla domanda su chi la guidi, non ha ancora una risposta condivisa.

Nessuno sa cosa sia lo Stabilicum

Un’ultima fotografia, che vale la pena tenere presente mentre da domani il Parlamento discute la riforma elettorale.

Una rilevazione Ipsos ha misurato quanto gli italiani sappiano di quello che sta accadendo. Il risultato: il 53% non sa nemmeno se sia stata presentata una proposta di nuovo sistema elettorale. L’8% pensa che non esista, il 10% è convinto che arrivi dalle opposizioni. Solo il 29% sa correttamente che i promotori sono i partiti di centrodestra.

Sui contenuti va anche peggio. Il 43% dichiara di non avere alcuna idea di cosa preveda lo Stabilicum, il 32% ne ha soltanto sentito parlare, il 19% ricorda qualche commento. Ha approfondito la questione il 6%.

Nel frattempo, in Parlamento, il testo arriva in aula al Senato domani, 9 settembre, e dovrà essere licenziato entro il 15. Le opposizioni hanno tenuto un sit-in di protesta con Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli e Tabacci.

Domande frequenti

Chi è primo nei sondaggi oggi?
Fratelli d’Italia, al 26,8% nella rilevazione SWG per il TgLa7 dell’8 settembre. Le altre stime della settimana lo collocano tra il 25,4% e il 28,1%.

Quanto vale Futuro Nazionale?
Tra il 7% e l’8,2% a seconda dell’istituto. Nell’ultima rilevazione SWG guadagna altri due decimi ed è la quarta forza politica del Paese.

Il centrodestra vincerebbe le elezioni?
Senza Futuro Nazionale la coalizione di governo si ferma al 44,3% dei seggi. Con FN dentro, le simulazioni la danno vincente al ballottaggio.

Chi dovrebbe guidare il centrosinistra?
Secondo Lab21 il 50,3% degli intervistati indica Giuseppe Conte, il 20,2% Elly Schlein.

Quanti sono gli indecisi?
Secondo Only Numbers, indecisi e astensionisti rappresentano il 43,1% degli intervistati.

Cosa succede il 9 settembre?
La nuova legge elettorale, lo Stabilicum, arriva in aula al Senato e dovrà essere approvata entro il 15 settembre prima di tornare alla Camera.