Settembre era il mese giusto. Le attribuzioni delle nuove posizioni economiche dovevano partire adesso, con gli arretrati calcolati a ritroso fino al 2024. Ma una data certa per vedere i soldi in busta paga, a oggi, non c’è ancora.
Ecco il punto della situazione, con i numeri e quello che resta da chiarire.
Quante sono e quanto valgono
Il Ministero ha confermato 46.297 nuove posizioni economiche, che si sommano alle 51.941 già istituite con la sequenza contrattuale del 2008-2009. In totale, il comparto ATA arriva a 98.238 riconoscimenti.
Gli importi annui lordi variano in base al profilo:
- 700 euro per l’Area dei Collaboratori
- 800 euro per l’Area degli Operatori
- 1.300 euro per gli Assistenti che ottengono la prima posizione economica
- 2.000 euro per chi ottiene la seconda
Una precisazione utile, perché su questo circola parecchia confusione: le posizioni economiche non sono scatti automatici legati all’anzianità. Si ottengono presentando domanda, frequentando un corso di formazione e superando una prova finale, con collocazione in graduatoria in base al punteggio conseguito. L’anzianità di servizio interviene solo come criterio di precedenza a parità di voto.
Il capitolo arretrati: fino a 4.150 euro
È la parte che interessa di più, ed è anche quella su cui il Ministero ha fatto la scelta più favorevole al personale.
La decorrenza giuridica è stata fissata al 1° settembre 2024, in via retroattiva. Significa che chi ottiene la posizione non riceve soltanto l’incremento futuro, ma anche il recupero di tutto quanto maturato da quella data.
Facendo i conti sui 25 mesi che separano il settembre 2024 dalla liquidazione prevista in autunno, l’importo complessivo oscilla tra 1.450 e 4.150 euro lordi, a seconda del profilo, e verrà corrisposto in un’unica soluzione.
Va però ridimensionata l’aspettativa sul netto. Spalmata sui venticinque mesi, la cifra più alta corrisponde a poco più di 90-108 euro netti al mese; quella più bassa si aggira attorno agli 800-950 euro netti complessivi. Sono somme significative da incassare in una volta sola, molto meno se rapportate al periodo che coprono.
Chi ne ha diritto anche se ha lasciato la scuola
Un aspetto che merita attenzione, perché riguarda diverse migliaia di persone.
Gli arretrati spettano anche a chi è cessato dal servizio dal 1° settembre 2025 e a chi andrà in pensione dal 1° settembre 2026. L’unica condizione è aver completato la formazione e superato la prova finale.
È un punto su cui la UIL Scuola aveva insistito nel confronto con il Ministero, e che è stato accolto.
Quando arrivano i soldi
E qui sta il problema, perché la risposta onesta è che non lo sappiamo con precisione.
L’informativa di agosto indicava che le attribuzioni sarebbero state effettuate nel corso del mese di settembre, tenendo conto dei tempi tecnici. Ma il pagamento vero e proprio dipende da due passaggi successivi: la chiusura degli adempimenti amministrativi da parte degli Uffici scolastici regionali e la trasmissione delle posizioni al sistema NoiPA.
A oggi il Ministero non ha diffuso una circolare con la data di erogazione. Le previsioni più prudenti indicano una finestra che va da settembre a dicembre.
Un consiglio pratico: le posizioni economiche compaiono nel cedolino NoiPA senza preavviso, nella sezione “Competenze accessorie”. Vale la pena controllare ogni mese, perché nessuno manda una comunicazione.
Mobilità, precedenze e posti che avanzano
Il Ministero ha fissato alcuni criteri per garantire uniformità sul territorio nazionale, e sono tre.
La precedenza. Prima di procedere con i nuovi inserimenti hanno diritto di priorità i 454 aspiranti ancora presenti nelle graduatorie degli accordi del 2008 e 2009, purché conservino i requisiti e abbiano ultimato la formazione.
I trasferimenti. In caso di mobilità tra province il beneficio segue il dipendente, ma resta a carico della provincia in cui è stata presentata la domanda. Chi si è trasferito nell’anno scolastico 2025/26 riceverà quindi inizialmente il pagamento dalla provincia di provenienza.
Le posizioni non assegnate. Se in una provincia restano posti scoperti per mancanza di candidati, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale può riassegnarli a un’altra provincia della stessa regione.
Le graduatorie restano valide fino al 2026/27
Le graduatorie definitive, pubblicate entro il 19 giugno, hanno validità triennale e coprono gli anni scolastici 2024/25, 2025/26 e 2026/27.
Chi non rientra subito nel contingente non è escluso: resta in graduatoria in attesa di eventuali scorrimenti, con decorrenze fissate al 1° settembre dell’anno di riferimento.
C’è anche un aspetto che sfugge a molti. Se alla scadenza del triennio il Ministero non avviasse una nuova procedura, le graduatorie non perderebbero automaticamente efficacia: le posizioni che si rendessero disponibili verrebbero assegnate per surroga, senza ripartire da zero.
Le graduatorie sono provinciali, non nazionali, e suddivise per profilo professionale e tipologia di posizione. Vanno cercate sul sito dell’Ambito territoriale della propria provincia, o partendo dal portale dell’Ufficio scolastico regionale.
Un nodo ancora aperto
Segnaliamo infine una questione emersa nelle scorse settimane: in alcuni istituti sarebbero stati sospesi i compensi per gli incarichi specifici al personale che ha ottenuto la posizione economica. La UIL Scuola ha scritto al Ministero chiedendo chiarimenti.
È una vicenda ancora in evoluzione, sulla quale non ci sono al momento indicazioni ufficiali.
Domande frequenti
Quante sono le nuove posizioni economiche ATA?
46.297, che si aggiungono alle 51.941 già esistenti per un totale di 98.238.
Da quando decorrono?
Dal 1° settembre 2024, con effetto retroattivo. Gli arretrati coprono quindi circa 25 mesi.
Quanto valgono?
700 euro annui lordi per i Collaboratori, 800 per gli Operatori, 1.300 per la prima posizione degli Assistenti e 2.000 per la seconda.
A quanto ammontano gli arretrati?
Tra 1.450 e 4.150 euro lordi a seconda del profilo, corrisposti in un’unica soluzione.
Quando saranno pagati?
Non è stata comunicata una data ufficiale. Le attribuzioni erano previste nel corso di settembre, ma il pagamento dipende dalla trasmissione delle posizioni a NoiPA.
Spettano anche a chi è andato in pensione?
Sì, a chi è cessato dal servizio dal 1° settembre 2025 e a chi cesserà dal 1° settembre 2026, purché abbia completato formazione e prova finale.
Dove trovo la graduatoria?
Sul sito dell’Ambito territoriale della propria provincia. Le graduatorie non sono nazionali.
Quanto valgono le graduatorie?
Tre anni scolastici: 2024/25, 2025/26 e 2026/27, con possibilità di scorrimenti e surroghe successive.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






