L’11 luglio del 2021 una sua atleta, Martina Pelatelli, vinceva i campionati mondiali a Perugia. Quel giorno Claudio Calcabrini compiva 64 anni.
Difficile immaginare un regalo migliore per uno che alla palestra aveva dedicato quarantasette anni di vita.
Claudio Calcabrini è morto oggi, all’improvviso. Aveva 69 anni, era di Morrovalle ed era il titolare della palestra “Sole Acciaio”, che aveva fondato e che nel bodybuilding marchigiano è un’istituzione.
Prima il judo, poi il ferro
Al culturismo non ci era arrivato subito. I suoi inizi erano nelle discipline orientali: judo e karate.
Il motivo per cui aveva cambiato strada lo aveva raccontato lui stesso, e non aveva niente di romantico. Le arti marziali seguono uno schema rigido di orari, e con gli impegni di lavoro rispettarli era diventato impossibile. La palestra no, la palestra è senza orari. Così aveva scelto quella.
Da lì in poi non si è più fermato per quasi mezzo secolo.
Un europeo e un mondiale sfiorato
La carriera agonistica gli ha dato parecchio. Ha conquistato tre titoli italiani e un assoluto di categoria, poi nel 1998 è arrivato il titolo europeo.
Il risultato che lo aveva reso più orgoglioso, però, è di quasi dieci anni dopo: nel 2007, ai campionati mondiali disputati in Russia, si era classificato terzo. A cinquant’anni suonati, contro atleti che avrebbero potuto essere suoi figli.
Quello che ha lasciato non sta nelle coppe
Nel settore, però, Calcabrini non era conosciuto soprattutto per i propri titoli. Era conosciuto per quelli degli altri.
La “Sole Acciaio” è diventata negli anni un punto di riferimento per culturisti e professionisti, e da quelle sale sono usciti decine di ragazzi e ragazze arrivati a competere ben oltre i confini regionali. Il caso di Martina Pelatelli, campionessa del mondo nel 2021, è il più noto, ma non è isolato.
Chi lo ha avuto come allenatore ne ricorda soprattutto la capacità di motivare: non un tecnico che imponeva schede, ma uno che le persone se le portava dietro, una per una, lungo il percorso.
È il tipo di eredità che non finisce in bacheca.
Morrovalle senza il suo punto di riferimento
La notizia è arrivata in mattinata e in poche ore ha attraversato tutto il maceratese, dove Calcabrini era una figura riconosciuta ben oltre la cerchia degli appassionati.
Le circostanze del decesso non sono state rese note, e non risultano al momento informazioni sulle esequie.
Resta una palestra, aperta quasi mezzo secolo fa, e un numero di persone che hanno cominciato ad allenarsi lì dentro che nessuno ha mai contato.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






