Se possedete un’auto diesel immatricolata tra il 2011 e l’agosto del 2015 e vivete in una grande città del Nord, la domanda che vi state facendo è una sola: dal 1° ottobre potrò ancora usarla?
La risposta onesta, a oggi, è che dipende dalla regione. E che in tre casi su quattro non è ancora stata presa una decisione.
Cosa prevede la norma nazionale
Il divieto nasce dal Decreto Infrastrutture del settembre 2023, che fissava lo stop strutturale alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nelle quattro regioni del Bacino Padano — Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La data iniziale era il 1° ottobre 2025, poi rinviata di dodici mesi.
Rispetto all’impostazione originaria, però, sono cambiate due cose importanti. La soglia è salita: il blocco si applica in via prioritaria nei comuni con oltre 100.000 abitanti, non più in quelli sopra i 30.000, anche se Regioni e Comuni possono estenderlo a centri più piccoli.
E soprattutto è stata introdotta una via d’uscita. La norma prevede che il blocco scatti solo “in assenza di misure compensative”: ogni Regione può cioè evitarlo, a condizione di aggiornare il proprio Piano per la qualità dell’aria con interventi in grado di ridurre gli inquinanti nella stessa misura del divieto.
È esattamente su questa clausola che si sta giocando tutto.
Piemonte: il blocco non ci sarà
La Regione che si è mossa per prima, e in modo più netto, è il Piemonte.
Il 26 giugno la Giunta ha approvato l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria, cancellando il blocco strutturale che avrebbe riguardato circa 307.000 vetture tra l’area metropolitana di Torino e Novara. Secondo le simulazioni presentate dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, le misure alternative garantirebbero una riduzione delle emissioni equivalente — e per alcuni parametri superiore — a quella ottenibile fermando le auto.
Tra gli interventi previsti c’è uno stanziamento di 14 milioni di euro per incentivare l’uso del biocarburante HVO nel trasporto pubblico e sulle vetture diesel Euro 5 ed Euro 6, con un contributo annuale compreso tra 50 e 100 euro erogato attraverso carte carburante. L’avvio è atteso per l’inverno.
Veneto: iter avviato, decisione vicina
Il Veneto ha seguito la stessa strada, con qualche settimana di ritardo. Il 5 agosto la Giunta ha approvato una delibera per avviare l’iter di sospensione del blocco.
Le misure allo studio sono due, e piuttosto diverse tra loro: l’anticipazione del bando per la trasformazione dei diesel Euro 5 in Dual Fuel, cioè in veicoli alimentabili a metano oltre che a gasolio, e il ricorso allo smart working per i dipendenti degli enti pubblici nelle giornate di allerta PM10 arancione o rossa, con l’eccezione di chi svolge funzioni che richiedono la presenza.
Emilia-Romagna: si decide entro fine settembre
In Emilia-Romagna il blocco riguarderebbe oltre 250mila mezzi, nei comuni capoluogo e in quelli sopra i centomila abitanti: Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Ravenna, Rimini, Forlì e Piacenza.
La Regione sta lavorando a soluzioni compensative “efficaci e misurabili” e sta ultimando il confronto con Lombardia e Veneto per arrivare a scelte il più possibile condivise. Il termine che si è data è la fine di settembre: praticamente in coincidenza con l’entrata in vigore.
Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Marco Mastacchi, che con un’interrogazione ha chiesto di seguire il modello piemontese, sottolineando le ripercussioni economiche e sociali che il blocco avrebbe su famiglie e categorie produttive.
Lombardia: quella più orientata a confermare
La Lombardia è la regione che finora ha dato meno segnali di voler percorrere la strada delle compensazioni, e diverse ricostruzioni la danno come l’unica pronta ad applicare lo stop.
Va detto però che il quadro non è del tutto univoco: alcune fonti riferiscono che anche il Pirellone stia partecipando al confronto con le altre Regioni sulle misure alternative. Restano in ogni caso attive le deroghe specifiche e il sistema Move-In, di cui parliamo tra poco.
Attenzione: non esiste un orario unico
Un punto su cui circolano parecchie informazioni contraddittorie, e che vale la pena chiarire.
Non c’è una fascia oraria nazionale. Le limitazioni, dove verranno applicate, seguono regole decise a livello regionale e comunale: alcune ipotesi parlano di divieti dal lunedì al venerdì tra le 7.30 e le 19.30, altre di fasce più ristrette tra le 8.30 e le 18.30, altre ancora di uno stop stagionale limitato al periodo tra il 1° ottobre e il 30 aprile.
Chi vuole sapere cosa vale nella propria città deve quindi controllare l’ordinanza comunale, non gli articoli generici. Ed è un controllo da fare a fine settembre, non prima.
Le multe
Per chi viene sorpreso a circolare in violazione del divieto, la sanzione va da 168 a 679 euro. In caso di recidiva — due infrazioni nello stesso biennio — è prevista anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
Come capire se la vostra auto è coinvolta
La verifica richiede trenta secondi.
Sul libretto di circolazione la classe ambientale è indicata alla voce V.9, oppure tra le annotazioni. In alternativa si può usare il Portale dell’Automobilista, inserendo la targa e la tipologia di veicolo.
In linea di massima sono Euro 5 le vetture diesel immatricolate tra il 2011 e l’agosto 2015, ma la data non è un criterio infallibile: fa fede quello che c’è scritto sul libretto.
Il sistema Move-In
Esiste una deroga che in Lombardia ed Emilia-Romagna consente di continuare a circolare anche con un veicolo soggetto a limitazioni: si chiama Move-In e funziona attraverso l’installazione di una scatola nera che monitora i chilometri effettivamente percorsi, entro un tetto annuo prestabilito.
Due avvertenze. Il sistema non vale durante le domeniche ecologiche né in caso di misure emergenziali per superamento dei limiti di PM10. E l’adesione va richiesta in anticipo, non il giorno in cui scatta il divieto.
Cosa succede al valore dell’usato
Un ultimo aspetto che riguarda anche chi vive fuori dalle zone interessate.
Il diesel Euro 5 ha sempre avuto un peso rilevante sul mercato dell’usato: tra gennaio e maggio 2026, su oltre centomila controlli targa effettuati in Italia, circa il 14% ha riguardato proprio vetture di questa classe. Una su sette.
L’incertezza normativa sta però già incidendo sulle quotazioni, e la platea di potenziali acquirenti si restringe. Anche vendendo in una regione del Sud, dove nessun blocco è previsto, il prezzo risente della domanda che si è spostata sull’Euro 6 — obbligatorio dal settembre 2015 e con quotazioni in crescita.
Per chi possiede un Euro 5 nelle aree a rischio, il consiglio degli operatori è di valutare per tempo: le deroghe regionali esistono, ma vanno attivate prima che il deprezzamento diventi pesante.
Domande frequenti
Quando scatta il blocco dei diesel Euro 5?
Il 1° ottobre 2026, salvo le Regioni che hanno adottato misure compensative nei propri piani per la qualità dell’aria.
In quali regioni?
Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il Piemonte ha però già cancellato il blocco, Veneto ed Emilia-Romagna stanno definendo alternative.
Quali auto sono coinvolte?
I veicoli diesel Euro 5, in genere immatricolati tra il 2011 e l’agosto 2015. La classe si verifica sul libretto alla voce V.9 o sul Portale dell’Automobilista.
In quali città?
In via prioritaria nei comuni con oltre 100.000 abitanti, ma Regioni e Comuni possono estendere le limitazioni ad altri centri.
Quanto si rischia in caso di violazione?
Da 168 a 679 euro, con sospensione della patente da 15 a 30 giorni in caso di recidiva.
Esistono deroghe?
Sì. In Lombardia ed Emilia-Romagna è attivo il sistema Move-In, che consente una percorrenza annua controllata tramite scatola nera.
Il blocco vale anche a Roma?
No. La misura riguarda solo le regioni del Bacino Padano. A Roma le limitazioni della Fascia Verde interessano attualmente i diesel fino all’Euro 3.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






