Quarantuno collegi uninominali. La CDU, il partito del cancelliere Friedrich Merz, non ne ha vinto nemmeno uno. Trentotto sono andati all’AfD.
È il dato che spiega meglio di qualsiasi percentuale cosa è successo domenica in Sassonia-Anhalt, piccolo Land della Germania orientale con 1,7 milioni di elettori, il più povero e con la popolazione più anziana del paese. E che ora si ritrova, suo malgrado, al centro della politica tedesca.
I numeri definitivi
Alternative für Deutschland si ferma al 43,8%, che tradotto in seggi fa 39 su 83. Mai il partito era arrivato così in alto in un’elezione statale: rispetto al 2021 sono ventiquattro punti in più.
Dall’altra parte il crollo. La CDU del ministro-presidente uscente Sven Schulze raccoglie il 17,2% e quindici seggi, poco più della metà di cinque anni fa. Il distacco dal primo partito supera i ventisei punti.
Dietro, tutti raggruppati tra l’otto e il nove per cento: Die Linke, l’SPD, i Verdi. Il BSW di Sahra Wagenknecht resta invece appeso alla soglia del cinque, con i dati che oscillano attorno al limite esatto.
Ma il numero che ha spiazzato gli osservatori è un altro. L’affluenza è arrivata al 78%, contro il 60,3% delle precedenti regionali: mai così alta in Sassonia-Anhalt. Un dato che smentisce chi legge la crescita dell’estrema destra come figlia della disaffezione, e che secondo Infratest Dimap si spiega così: 170mila elettori nuovi hanno votato AfD, quasi il doppio di quanti ne abbiano portati alle urne tutti gli altri partiti sommati.
Perché “storico” non basta a dire cosa è successo
Nessun partito di estrema destra ha mai guidato un governo regionale nella storia della Repubblica Federale. Ed è esattamente questo lo scenario che si è aperto domenica sera.
Il candidato dell’AfD, Ulrich Siegmund, ha 35 anni e guida il gruppo del partito nel Landtag dal 2022. Commentando i risultati ha detto di aver fatto la storia in quel Land e ha rivendicato un mandato chiaro per formare un governo, aggiungendo di tendere la mano a tutte le forze disposte a una svolta politica.
Il problema è che quella mano, per ora, nessuno la stringe.
I tre seggi che mancano
Il Landtag della Sassonia-Anhalt conta 83 seggi, e la maggioranza assoluta si raggiunge a 42. All’AfD ne mancano tre.
Non è una differenza aritmetica trascurabile: significa che il partito non può insediare da solo il proprio candidato alla guida del Land, e deve trovare qualcuno disposto a votarlo. La CDU è vincolata al cosiddetto cordone sanitario, la linea che dal dopoguerra impegna i partiti tedeschi a non allearsi con l’estrema destra. SPD, Verdi e Linke sono su posizioni ancora più nette.
Restava il BSW, la formazione di Sahra Wagenknecht, che prima del voto aveva aperto a possibili collaborazioni. La candidata Claudia Wittig ha ribadito domenica di voler prendere decisioni basate sui contenuti, anche insieme all’AfD, senza però esprimersi sull’eventualità di votare Siegmund come ministro-presidente.
È stato lo stesso Siegmund a chiudere la porta, dichiarando alla Bild di non considerare il BSW un partner affidabile e definendolo parte del problema, non della soluzione. Una posizione che, se confermata, complica parecchio i suoi stessi piani.
Adesso comincia l’attesa
Nel frattempo governa ancora Schulze, in via provvisoria, pur avendo perso.
Sul calendario c’è una sola data certa: il 6 ottobre, trentesimo giorno dal voto, entro cui il nuovo Landtag deve riunirsi per la prima volta. Quella seduta serve però soltanto a eleggere il presidente dell’assemblea, e la presiede il deputato con più anni di Parlamento alle spalle.
Per il ministro-presidente, invece, la legge tedesca non fissa alcun termine. Si vota quando c’è un accordo. E se l’accordo non arriva, semplicemente non si vota.
La Sassonia-Anhalt, insomma, rischia di restare senza un governo pieno per settimane.
Il vero test è tra due settimane
Il calendario tedesco non concede pause. Domenica 20 settembre si vota in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e nella città-stato di Berlino.
In Meclemburgo l’AfD è in testa attorno al 35%, con l’SPD staccata di pochi punti: uno scenario simile a quello appena visto, in un altro Land dell’est. Berlino è tutta un’altra partita, e proprio per questo conta di più: la CDU è prima al 20%, seguita a brevissima distanza da Linke e AfD. Se l’estrema destra dovesse arrivare prima nella capitale, il significato politico sarebbe di ordine completamente diverso — perché non si tratterebbe più di un fenomeno circoscritto ai Länder orientali.
E a livello federale?
Qui il terreno si è spostato da un pezzo.
Nella media dei sondaggi l’AfD è il primo partito tedesco. Poco meno del 28%, con i cristiano-democratici di Merz sette punti più indietro. Verdi, socialdemocratici e Linke se la giocano tra loro, molto più in basso.
Poi c’è il calcolo che a Berlino nessuno ha voglia di fare ad alta voce. CDU/CSU e SPD governano insieme: sommate oggi, le due forze arrivano al 38,3% dei seggi. Non è una maggioranza. Non ci va nemmeno vicino.
In un Bundestag eletto adesso l’AfD avrebbe oltre duecento deputati. I popolari poco più di centocinquanta.
Le federali sono lontane, va detto, e un sondaggio non prevede niente. La conseguenza vera del voto di domenica è un’altra, ed è già arrivata: il cordone sanitario in Germania era una cosa di cui non si discuteva. Adesso se ne discute.
Su questo ha preso la parola anche Angela Merkel, che ha chiesto ai tedeschi di difendere la propria democrazia.
Domande frequenti
Chi ha vinto le elezioni in Sassonia-Anhalt?
L’AfD, con il 43,8% dei voti e 39 seggi su 83. È il suo miglior risultato di sempre in un’elezione regionale.
L’AfD governerà il Land?
Non è detto. Le mancano tre seggi per la maggioranza assoluta e nessun altro partito ha finora dichiarato la disponibilità a sostenerla.
Chi è Ulrich Siegmund?
Il candidato dell’AfD alla guida del Land: ha 35 anni ed è capogruppo del partito nel Landtag dal 2022.
Quanto ha preso la CDU?
Il 17,2%, con 15 seggi. Ha perso più della metà dei consensi rispetto al 2021 e non ha vinto nessuno dei 41 collegi uninominali.
Quando si vota di nuovo in Germania?
Il 20 settembre 2026, in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino.
Quanto vale l’AfD a livello nazionale?
Circa il 28% nella media dei sondaggi aggiornata al 6 settembre, davanti a CDU/CSU.
Cos’è il cordone sanitario?
L’impegno, condiviso dai partiti tedeschi dal dopoguerra, a non stringere alleanze di governo con l’estrema destra.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






