El Niño, l’allarme della WMO: verso un evento eccezionale tra fine 2026 e inizio 2027, cosa rischia il clima e cosa significa per l’Italia

Giorgia Tedesco

El Niño

È tornato al centro del dibattito climatico El Niño. Secondo la World Meteorological Organization, il fenomeno è ormai pienamente sviluppato e potrebbe raggiungere un’intensità eccezionale tra la fine di questo anno e l’inizio del prossimo, con probabilità vicina al 100% di proseguire fino a febbraio.

Cos’è El Niño?

Un fenomeno naturale che si verifica ogni 2-7 anni: le acque del Pacifico equatoriale centrale e orientale diventano molto più calde della media. Il calore in eccesso altera venti e precipitazioni anche a migliaia di km di distanza. Fa parte di un’oscillazione che alterna El Niño, fase neutra e La Niña.

L’allarme WMO: cosa dicono i dati aggiornati

Già a luglio la WMO aveva segnalato il rafforzamento, ma l’ultimo aggiornamento alza l’asticella:

  • possibile picco eccezionale a fine 2026, tra i più intensi mai osservati con strumenti moderni,
  • persistenza fino a febbraio 2027 quasi certa,
  • la segretaria generale WMO Celeste Saulo avverte: se confermata la traiettoria, supereremmo le soglie usate finora per classificarlo.

Perché preoccupa ora

El Niño non è causato dal cambiamento climatico, ma si inserisce in un pianeta già molto più caldo per i gas serra. Oceani che hanno accumulato calore lo cedono all’atmosfera: è per questo che il prossimo anno è già indicato come candidato a nuovi record di temperatura media globale, come avvenne dopo El Niño 2023-2024 che spinse il record del 2024.

Le conseguenze tipiche sono diverse per area:

  • siccità e caldo intenso in alcune regioni,
  • piogge estreme e alluvioni in altre, con impatti su agricoltura, risorse idriche, energia e salute.

I primi segnali sono già visibili, ad esempio in India con monsoni deboli.

E l’Italia? Cosa possiamo dire e cosa no

Di certo il legame tra El Niño e l’Europa è indiretto e complesso. Non permette di dire oggi se l’inverno prossimo sarà caldo, freddo, secco o nevoso in Italia.

Ipotesi stagionali, non previsioni meteo

L’analisi ripresa da Sky TG24 indica per l’Europa una possibile tendenza a nevicate sotto media in pianura e condizioni migliori solo sulle Alpi alte, con possibili correnti occidentali miti a dicembre-gennaio. Sono tendenze stagionali però, quindi che cambiano e non escludono singole irruzioni fredde o nevicate anche intense.

Sembra essere comunque assodato che probabilmente il Mediterraneo sarà molto caldo dopo quest’estate di fuoco. Ad agosto il Joint Research Centre Ue segnalava forte stress idrico in Europa: un mare caldo, infatti, fornisce energia a temporali intensi al passaggio di perturbazioni.

Cosa è davvero importante capire

Non “arriva un inverno terribile”. Il messaggio WMO è: con un El Niño eccezionale aumenta la probabilità di estremi in diverse aree del mondo, ma per l’Italia bisognerà attendere i prossimi aggiornamenti dei modelli stagionali.