In un appartamento sulle colline di Finale Ligure sono stati trovati tre corpi: Paola Siri, Daniele Baruzzo e il loro figlio Mattia. Erano madre, padre e figlio. Vivevano in via dei Forti di Legnino, una strada residenziale che sale alle spalle di Finalmarina.
La scoperta è avvenuta nella tarda mattinata di giovedì 3 settembre 2026. La pista seguita dai carabinieri porta, almeno per ora, a un duplice omicidio seguito dal suicidio. Baruzzo avrebbe sparato alla moglie e al ragazzo, quindi avrebbe rivolto l’arma contro di sé. È la ricostruzione emersa nelle prime ore, non ancora una conclusione definitiva dell’inchiesta.
I tre corpi nell’appartamento
L’allarme è arrivato diverse ore dopo gli spari. Nella zona, durante la notte, alcuni residenti avrebbero udito dei colpi, forse intorno alla mezzanotte. Soltanto al mattino, però, è diventato chiaro che all’interno di quella casa era accaduto qualcosa di gravissimo.
In via dei Forti di Legnino sono intervenuti i carabinieri, la polizia locale e i vigili del fuoco. Con loro c’erano l’automedica e un equipaggio della Croce Bianca di Borgio Verezzi.
Una volta entrati, i soccorritori hanno trovato senza vita tutti e tre i componenti della famiglia. Ogni tentativo di intervento era ormai inutile.
La casa è stata subito isolata per consentire i rilievi. Gli investigatori hanno esaminato le stanze, la posizione dei corpi e l’arma rinvenuta nell’alloggio. L’obiettivo è fissare con precisione l’ordine e l’orario delle morti.
Cosa sarebbe accaduto nella notte
Il quadro delineato dagli accertamenti iniziali concentra i sospetti su Daniele Baruzzo. L’uomo avrebbe utilizzato una pistola contro Paola Siri e Mattia, per poi suicidarsi con la stessa arma.
La donna e il figlio potrebbero essere stati raggiunti dai colpi mentre dormivano. Saranno gli esami medico-legali a verificare questo passaggio e a chiarire la successione dei fatti.
La pistola, che sarebbe stata detenuta regolarmente, è stata sequestrata. Dovrà essere sottoposta agli accertamenti balistici insieme agli altri elementi recuperati nell’abitazione.
Non risultano persone sopravvissute che abbiano assistito alla scena. Per ricostruire le ore precedenti, gli investigatori stanno quindi raccogliendo le testimonianze di vicini, colleghi, amici e conoscenti della coppia.
Il biglietto lasciato da Daniele Baruzzo
Nella casa è stato trovato anche un biglietto attribuito a Baruzzo. Potrebbe contenere la spiegazione del gesto, ma il testo non è stato diffuso.
Le informazioni trapelate parlano di ragioni familiari. Nulla di più preciso è stato confermato. Non sarebbero invece emersi, almeno in questa prima fase, problemi collegati alla perdita del lavoro o a una situazione economica particolarmente difficile.
Resta prematuro attribuire un movente alla strage. Il contenuto del messaggio dovrà essere letto insieme alle testimonianze e agli altri riscontri raccolti dai carabinieri.
Chi era Paola Siri
Paola Siri aveva 60 anni e lavorava come architetta. A Finale Ligure era conosciuta anche per la sua attività professionale e aveva uno studio in via dei Forti di Legnino, la stessa strada nella quale abitava la famiglia.
Nelle ore successive al ritrovamento, chi conosceva la coppia ha parlato di una vita che, dall’esterno, non lasciava immaginare un epilogo simile. È proprio su ciò che potrebbe essere accaduto dentro le mura domestiche che ora si concentrano le domande degli inquirenti.
Il lavoro di Daniele Baruzzo
Daniele Baruzzo aveva 59 anni. Era dipendente della Bitron di Savona, impresa del comparto automotive.
Aveva iniziato occupandosi degli impianti e, con il passare del tempo, era arrivato a ricoprire incarichi legati alla programmazione e ai nuovi investimenti. Non risulta che avesse perso il posto né che fosse alle prese con una crisi professionale tale da spiegare quanto avvenuto.
Anche i colleghi potranno essere ascoltati per ricostruire il suo comportamento recente e verificare se avesse manifestato preoccupazioni o cambiamenti nei giorni precedenti.
Mattia studiava e giocava a calcio
Il figlio della coppia si chiamava Mattia ed era minorenne. Frequentava la scuola e giocava a calcio nelle giovanili del Finale Ligure.
Sulla sua età è emersa una differenza tra le prime informazioni diffuse: alcune lo indicano come quattordicenne, altre come quindicenne. In mancanza di un dato univoco, è corretto definirlo semplicemente un ragazzo minorenne.
Quando la notizia ha iniziato a circolare, alcuni suoi amici hanno raggiunto la zona della palazzina. Mattia aveva legami con la scuola e con l’ambiente sportivo locale, dove era conosciuto per la sua attività calcistica.
L’inchiesta della Procura di Savona
Sul posto ha effettuato un sopralluogo il pubblico ministero Maddalena Sala, della Procura di Savona. Il fascicolo dovrà ricostruire una vicenda che, nonostante la presenza dell’arma e del biglietto, presenta ancora aspetti da verificare.
Serviranno gli esami sui corpi, la perizia balistica e l’analisi completa della scena. Andranno controllati anche gli orari degli ultimi contatti avuti dai tre familiari e le eventuali comunicazioni lasciate sui telefoni.
Solo al termine di questi passaggi potrà essere confermata la dinamica ipotizzata nelle prime ore. Per i funerali bisognerà attendere il nulla osta dell’autorità giudiziaria.
FAQ
Come si chiamavano i componenti della famiglia morta a Finale Ligure?
Erano Daniele Baruzzo, Paola Siri e il figlio Mattia.
Dove sono stati trovati?
Nella loro abitazione in via dei Forti di Legnino, sulle colline di Finale Ligure.
Qual è l’ipotesi degli investigatori?
Si indaga su un duplice omicidio seguito da suicidio. Daniele Baruzzo avrebbe sparato alla moglie e al figlio e poi si sarebbe tolto la vita.
È stato trovato un biglietto?
Sì. Il messaggio sarebbe stato lasciato da Baruzzo, ma il contenuto completo non è stato divulgato.
Quanti anni aveva Mattia?
Le prime notizie non coincidono: alcune indicano 14 anni, altre 15. È confermato che fosse minorenne.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






