Mercoledì 2 settembre, nella casa di New York dove abitava da oltre mezzo secolo, è morta Gloria Steinem. Aveva 92 anni. L’annuncio è arrivato il giorno seguente dal suo profilo ufficiale, con un messaggio firmato da Gloria’s Foundation.
Steinem si è spenta serenamente, accanto ad alcune delle persone che le erano più vicine. La comunicazione non contiene riferimenti a malattie recenti e non indica la causa della morte.
Giornalista, scrittrice e attivista, Gloria Steinem ha attraversato più di sessant’anni di storia americana. Lo ha fatto occupandosi di aborto, salari, violenza domestica, rappresentanza politica e discriminazioni. Ma soprattutto portando questi argomenti fuori dagli spazi ristretti in cui erano stati confinati per molto tempo.
La casa di Gloria Steinem
L’appartamento nell’Upper East Side non era soltanto casa sua. Era diventato un luogo di riunione, uno spazio dove si incontravano attiviste, giornaliste, scrittrici e persone provenienti da movimenti diversi.
Nel salotto si tenevano i Talking Circles. Non conferenze tradizionali, dunque, ma conversazioni costruite sull’ascolto e sulla possibilità, per ciascun partecipante, di prendere la parola. Steinem aveva chiesto che quegli incontri continuassero anche dopo la sua morte.
Gloria’s Foundation intende conservare la casa e mantenerne la funzione sociale. Per questo, anziché inviare fiori, chi vuole renderle omaggio può sostenere il progetto con una donazione. Nel messaggio pubblicato il 3 settembre compare anche un invito semplice: accendere una candela in sua memoria.
L’ultimo libro
Il calendario editoriale aveva già una data: 22 settembre 2026. Quel giorno Random House pubblicherà “An Unexpected Life: A Memoir”, l’autobiografia alla quale Steinem stava lavorando.
Il volume era stato annunciato il 25 marzo, nel giorno del suo novantaduesimo compleanno. Sono 256 pagine dedicate all’infanzia, alla famiglia, agli anni in India e alla lunga esperienza maturata nei movimenti per i diritti.
Il punto di partenza è Toledo, in Ohio, dove Gloria Marie Steinem nacque il 25 marzo 1934. Suo padre Leo commerciava oggetti d’antiquariato e viaggiava spesso. Per questo la famiglia trascorse lunghi periodi spostandosi in roulotte, con poche certezze e problemi economici frequenti.
Dopo la separazione dei genitori, Gloria rimase con la madre Ruth, che soffriva di seri disturbi mentali. Ancora ragazza, dovette occuparsi di lei. La condizione della madre, capace di lavorare ma penalizzata sia dalla malattia sia dai pregiudizi dell’epoca, ebbe un peso importante nella sua formazione.
“An Unexpected Life” arriva nelle librerie meno di tre settimane dopo la morte dell’autrice. Sarà il suo ultimo racconto in prima persona, scritto guardando tanto al passato quanto alle battaglie rimaste aperte.
Gli anni da cronista
Nel 1956 Steinem si laureò in governo allo Smith College, in Massachusetts. Poi partì per l’India, dove rimase circa due anni ed entrò in contatto con esperienze nate attorno alla resistenza non violenta.
Al ritorno scelse New York e il giornalismo. Le redazioni, però, lasciavano poco spazio alle donne fuori dalle pagine dedicate a moda, costume e vita domestica. Lei cercava altro: politica, lavoro, diritti.
Nel 1963 si fece assumere al Playboy Club di New York. Lavorò undici giorni sotto copertura, vestita da “coniglietta”, per osservare ciò che accadeva dietro l’immagine elegante e spensierata venduta dal locale.
Il suo reportage raccontò compensi bassi, controlli continui sul corpo delle dipendenti, uniformi troppo strette e pressioni sul comportamento. L’inchiesta ebbe grande risonanza. Paradossalmente, per qualche tempo le rese più difficile trovare nuovi incarichi: diversi editori vedevano ancora la Playboy Bunny, non la reporter che aveva condotto l’indagine.
Steinem non rimase intrappolata in quel servizio. Nel 1968 partecipò alla nascita di New York Magazine, occupandosi di politica e questioni sociali. Un anno più tardi firmò “After Black Power, Women’s Liberation”, uno dei testi che la portarono al centro del dibattito femminista americano.
La rivista Ms.
Nel 1971 prese forma Ms. Magazine. All’inizio era un inserto di New York Magazine; dal 1972 diventò una testata autonoma.
Su quelle pagine si parlava di aborto, molestie, stipendi, lavoro domestico e presenza delle donne nelle istituzioni. Argomenti che oggi fanno parte dell’informazione quotidiana, ma che allora molti giornali trattavano di rado oppure relegavano in poche righe.
Steinem fu direttrice della rivista e, in seguito, editor emerita. Intanto continuava il lavoro politico. Partecipò alla fondazione del National Women’s Political Caucus, della Women’s Action Alliance, della Ms. Foundation for Women e di Voters for Choice.
Nel 2005, insieme a Jane Fonda e Robin Morgan, creò il Women’s Media Center, nato per aumentare la presenza delle donne nei media e nei ruoli in cui si prendono le decisioni.
L’aborto a 22 anni
Uno dei passaggi più personali della sua storia riguarda l’aborto affrontato a Londra quando aveva 22 anni. Steinem ne parlò pubblicamente soltanto molto tempo dopo.
Nel 1969 assistette a un incontro in cui alcune partecipanti descrivevano gli aborti clandestini e i pericoli corsi. Ascoltandole, riconobbe nella loro esperienza una parte della propria. Da quel momento il diritto di decidere sul proprio corpo diventò un tema costante della sua attività.
Molti anni dopo dedicò “My Life on the Road” al medico che l’aveva aiutata a Londra. Quel libro, pubblicato nel 2015, resta una delle sue opere più conosciute.
Politica e contestazioni
Gloria Steinem sostenne la parità salariale, la libertà riproduttiva e il contrasto alla violenza domestica. Si occupò anche di discriminazione razziale, diritti LGBTQ+ e mutilazioni genitali femminili. Fu contraria alla guerra del Vietnam e alla guerra del Golfo. Nel 1984 venne arrestata mentre protestava contro l’apartheid davanti all’ambasciata sudafricana a Washington.
Attorno alla sua figura non mancarono le discussioni. Alcune femministe ritenevano che i giornali dessero troppo spazio a lei, bianca e proveniente da un ambiente istruito, lasciando più in ombra le attiviste nere e le donne della classe lavoratrice.
Nel 1998 fu criticata per un articolo sul caso Bill Clinton. In seguito ammise che, alla luce di quanto era diventato noto, non avrebbe scritto lo stesso testo. Fece discutere anche una sua analisi della sfida elettorale del 2008 tra Hillary Clinton e Barack Obama. La sua posizione era che razzismo e sessismo fossero collegati, non due forme di discriminazione da mettere in classifica.
David Bale e la famiglia
Steinem si sposò una sola volta. Aveva 66 anni quando, il 3 settembre 2000, celebrò le nozze con David Bale, imprenditore e attivista ambientalista.
Il marito era padre di quattro figli, compreso l’attore Christian Bale. Gloria diventò la loro matrigna e rimase in contatto con la famiglia anche dopo la morte di David, avvenuta nel dicembre 2003 per un linfoma cerebrale. Non ebbe figli biologici.
Sua sorella maggiore, Susanne Steinem Patch, era una gemmologa e avvocata. Morì nel 2007.
Salute e ultimi impegni
Nel 1986 a Steinem fu diagnosticato un tumore al seno, trattato con un intervento conservativo e la radioterapia. Otto anni dopo scoprì di soffrire di nevralgia del trigemino, che, di fatto le provocava forti dolori al volto.
Si tratta di informazioni note da tempo.
A 92 anni Steinem continuava a scrivere e ad apparire in pubblico. Il 9 marzo 2026 partecipò, insieme a Paris Hilton, alla cerimonia della campana di chiusura della Borsa di New York per la Giornata internazionale della donna. Nel 2025 era comparsa nel documentario “Dear Ms.: A Revolution in Print”, dedicato alla rivista che aveva contribuito a creare.
Barack Obama le consegnò nel 2013 la Presidential Medal of Freedom, la maggiore onorificenza civile statunitense. Nel 2019 arrivò il Freedom Award del National Civil Rights Museum. Nel 2021 ricevette il Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze umane.
FAQ
Quand’è morta Gloria Steinem?
È morta mercoledì 2 settembre 2026, all’età di 92 anni.
Dove è avvenuta la morte?
Nella sua casa nell’Upper East Side di Manhattan, a New York.
Di che cosa è morta Gloria Steinem?
La causa della morte non è stata comunicata.
Gloria Steinem aveva figli?
Non ebbe figli biologici. Con il matrimonio con David Bale divenne matrigna dei quattro figli di lui, tra i quali Christian Bale.
Quando sarà pubblicato “An Unexpected Life”?
Il memoir è atteso negli Stati Uniti il 22 settembre 2026.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






