Fabio Mussi è morto stanotte, all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Aveva 78 anni. A comunicare la scomparsa è stata Alleanza Verdi e Sinistra, la realtà politica nella quale aveva continuato a lavorare anche dopo la conclusione della sua esperienza parlamentare.
Deputato per sedici anni, vicepresidente della Camera e ministro dell’Università e della Ricerca, Mussi ha attraversato oltre mezzo secolo di storia della sinistra. Dal PCI arrivò ai Democratici di Sinistra; nel 2007, quando nacque il Partito Democratico, preferì prendere un’altra strada.
La notte al Sant’Eugenio
Il decesso è avvenuto al Sant’Eugenio, nella capitale. Nicola Fratoianni ha ricevuto la notizia da Valentina, figlia dell’ex ministro, e ha ricordato pubblicamente le lunghe conversazioni avute con lui.
Mussi, secondo il racconto del segretario di Sinistra Italiana, telefonava senza perdersi nei convenevoli. Esponeva il problema, lo analizzava e arrivava subito al punto. Fratoianni lo ha definito un intellettuale raffinato, sottolineandone la preparazione, l’ironia e l’interesse mai spento per la politica.
Piombino, Pisa e il PCI
Nato a Piombino il 22 gennaio 1948, Mussi proveniva da una famiglia operaia. 17Eenne si iscrisse Al PCI.
Nel 1967 fu ammesso alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Tra gli studenti conosciuti in quel periodo c’era Massimo D’Alema. Si laureò poi in Filosofia all’Università di Pisa, con 110 e lode, presentando una tesi su Theodor Adorno e la Scuola di Francoforte.
Alla fine degli anni Settanta era già dentro la struttura nazionale del partito. Entrò nel Comitato centrale nel 1979. Successivamente, lavorò a Rinascita, divenendone presto vicedirettore. Successivamente, e fino al 1984 guidò il PCI calabrese. Tornato a Roma, tra il 1986 e il 1988, ricoprì il ruolo di condirettore de l’Unità .
Sedici anni in Parlamento
L’elezione alla Camera arrivò nel 1992. Nel 1996 divenne capogruppo alla Camera. Dal 2001 al 2006 fu vicepresidente di Montecitorio e, all’inizio della legislatura successiva, presiedette provvisoriamente l’assemblea come vicepresidente anziano.
Il 17 maggio 2006 Romano Prodi lo chiamò al governo. Gli affidò il ministero dell’Università e della Ricerca, che Mussi guidò per quasi due anni. Tra i temi affrontati durante il mandato ci furono le risorse destinate agli atenei, il reclutamento dei ricercatori e le regole per le università telematiche.
Quel no alla nascita del PD
Il passaggio piĂą netto della sua carriera politica risale al congresso dei DS del 2007. Mussi contestava la scelta di sciogliere il partito per partecipare alla costruzione del PD.
Presentò la mozione A sinistra. Per il socialismo europeo e ottenne poco più del 15 per cento. Era in minoranza, ma non cambiò posizione. Dal palco del congresso pronunciò il suo “Io mi fermo qui”, frase con la quale segnò la separazione dal gruppo dirigente diretto da Piero Fassino.
Poche settimane dopo fondò Sinistra Democratica con Cesare Salvi e altri esponenti usciti dai DS. Nel 2008 si candidò con la Sinistra l’Arcobaleno. La lista non raggiunse la soglia necessaria per entrare in Parlamento e per Mussi si chiuse la stagione a Montecitorio.
Restò, però, negli organismi politici della sinistra. Contribuì alla nascita di SEL, ne presiedette l’ufficio di presidenza nazionale e nel 2017 partecipò alla fondazione di Sinistra Italiana. Preparò le tesi congressuali e la relazione introduttiva, intitolata C’è alternativa.
Il trapianto nel 2008
Nel febbraio 2008 Mussi affrontò a Bergamo un trapianto di entrambi i reni. Da circa tre anni gli era stata diagnosticata una malattia degenerativa irreversibile che aveva compromesso la funzionalità renale.
L’operazione riuscì e dopo una breve degenza cominciò la terapia antirigetto. Riprese l’attività politica con maggiore cautela e parlò di quella esperienza per richiamare l’attenzione sull’importanza della donazione degli organi.
Luana, Valentina e Gaia
La moglie Luana Benini era stata sua compagna di liceo. I due si conoscevano quindi da giovanissimi. Mussi raccontò quanto la presenza della moglie fosse stata determinante durante il ricovero per il trapianto e nei mesi successivi.
La coppia ha avuto due figlie, Valentina e Gaia. Entrambe sono sempre rimaste fuori dall’esposizione legata agli incarichi pubblici del padre.
FAQ
Quando è morto Fabio Mussi?
Nella notte tra il 2 e il 3 settembre 2026.
Dov’è morto?
All’ospedale Sant’Eugenio di Roma.
Che etĂ aveva?
Aveva 78 anni.
Quale incarico ricoprì nel governo Prodi?
Ministro dell’Università e della Ricerca .
Quanto tempo rimase in Parlamento?
Sedici anni, dal 1992 al 2008, per cinque legislature.
Chi sono i suoi familiari?
La moglie è Luana Benini. Le figlie si chiamano Valentina e Gaia.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






