Chi è Mario Calabresi, verso la candidatura a sindaco di Milano: primarie con Majorino, addio a Chora e corsa per il dopo Sala

Daniela Devecchi

Mario Calabresi si prepara a entrare nella corsa per diventare sindaco di Milano. Il giornalista e scrittore ha lasciato tutti gli incarichi ricoperti nel gruppo editoriale che comprende Chora e Will Media, una decisione arrivata mentre il centrosinistra discute il nome da presentare alle elezioni comunali del 2027.

La candidatura non è stata ancora formalizzata. Il passo compiuto da Calabresi, però, ha aperto una fase nuova nella partita per la successione a Giuseppe Sala, che non può concorrere per un terzo mandato consecutivo. Il nodo principale riguarda le primarie del centrosinistra, dove l’ex direttore di Repubblica potrebbe misurarsi soprattutto con Pierfrancesco Majorino.

Chi è Mario Calabresi

Mario Calabresi è nato a Milano il 17 febbraio 1970 e ha 56 anni. È giornalista e scrittore, ha diretto La Stampa e la Repubblica ed è stato tra i fondatori di Chora Media, società specializzata nella produzione di podcast.

È figlio del commissario di polizia Luigi Calabresi, ucciso a Milano il 17 maggio 1972, e di Gemma Capra. Aveva poco più di due anni quando il padre venne assassinato. La vicenda familiare ha avuto un ruolo centrale nella sua formazione e in una parte del suo lavoro di autore.

Calabresi non ha mai ricoperto incarichi politici, amministrativi o di partito. Se la candidatura a Palazzo Marino sarà confermata, per lui si tratterà della prima esperienza elettorale.

Gli inizi nel giornalismo

Nel 1995 entrò alla scuola di giornalismo di Milano, superando una selezione che ammetteva quaranta allievi.

Il primo stage all’ANSA di Roma lo portò nella redazione politica di Montecitorio.

Nel 2000 passò alla redazione politica di Repubblica. L’anno successivo seguì da New York le conseguenze degli attentati dell’11 settembre, mentre nel 2002 approdò a La Stampa, occupandosi di politica e affari internazionali.

Tornato a Repubblica, assunse l’incarico di vicedirettore e successivamente divenne corrispondente dagli Stati Uniti. Da lì raccontò la campagna presidenziale americana, seguendo per diciotto mesi Barack Obama, Hillary Clinton, Bill Clinton e John McCain.

Le direzioni di Stampa e Repubblica

Nel 2009, a 39 anni, Mario Calabresi fu nominato direttore de La Stampa. Rimase alla guida del quotidiano torinese fino alla fine del 2015.

Il 15 gennaio 2016 diventò direttore di Repubblica, raccogliendo l’eredità di Ezio Mauro. Durante il suo mandato vennero sviluppati nuovi progetti editoriali, tra cui l’inserto culturale Robinson, podcast, documentari e contenuti giornalistici di formato più lungo.

La sua direzione terminò il 18 febbraio 2019. Dopo l’uscita da Repubblica, Calabresi si concentrò sulla scrittura, sulle newsletter e sulla ricerca di nuovi linguaggi per raccontare l’attualità.

La fondazione di Chora Media

Nel 2020 Mario Calabresi fondò Chora Media insieme a Guido Maria Brera, Mario Gianani e Roberto Zanco. La società si impose rapidamente nel settore italiano dei podcast, producendo contenuti di informazione, cultura, politica, attualità e intrattenimento.

Calabresi ne ha ricoperto la direzione editoriale, affiancando all’attività manageriale la realizzazione di podcast e della newsletter Altre/Storie. Con la successiva integrazione con Will Media, il progetto è confluito nel gruppo Be Water.

Il 1° settembre 2026 ha lasciato la direzione editoriale di Chora e Will Media, la presidenza del consiglio di amministrazione di Be Water e tutte le altre cariche ricoperte nel gruppo. Ha inoltre ceduto alla società la propria partecipazione azionaria.

Nel comunicare l’addio ha ricordato i sei anni di lavoro e le 420 serie podcast realizzate, spiegando di voler essere libero di percorrere una nuova strada. Be Water ha precisato che si dedicherà ad attività non editoriali e che le sue deleghe saranno distribuite all’interno del gruppo.

La candidatura a Milano

La possibilità di una candidatura di Calabresi circolava già da diversi mesi. Il primo passo pubblico era arrivato il 22 luglio 2026, durante la Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi. Interpellato sulla corsa a Palazzo Marino, aveva confermato di pensarci e aveva manifestato il desiderio di fare la propria parte per Milano.

Le dimissioni da Chora hanno reso questa prospettiva molto più concreta, ma al 3 settembre 2026 manca ancora l’annuncio ufficiale. Calabresi dovrebbe presentarsi con un profilo civico nell’area del centrosinistra, senza un’appartenenza diretta al Partito democratico.

Una sua eventuale candidatura punterebbe a intercettare sia l’elettorato progressista sia quello moderato. Proprio questa collocazione ha suscitato reazioni diverse all’interno della coalizione chiamata a scegliere il successore di Sala.

Primarie con Majorino

La scelta del candidato del centrosinistra potrebbe passare attraverso le primarie. Il principale concorrente di Calabresi sarebbe Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito democratico nel Consiglio regionale della Lombardia e componente della segreteria nazionale del Pd.

Tra gli altri nomi emersi figurano la vicesindaca Anna Scavuzzo, Lorenzo Pacini, Tommaso Goisis ed Emmanuel Conte. Non sono ancora state stabilite definitivamente modalità e regole della consultazione.

Un sondaggio di Scenari Politici condotto dal 3 al 10 agosto 2026 su mille intervistati descriveva un confronto particolarmente equilibrato. Nelle ipotetiche primarie Majorino raggiungeva il 37,8%, mentre Calabresi si fermava al 37,2%. Seguivano Scavuzzo con il 13,5%, Pacini con il 7%, Goisis con il 2,4% e Conte con il 2,1%.

Il 75% degli elettori dell’area di centrosinistra coinvolti nella rilevazione dichiarava di preferire le primarie a una scelta affidata ai partiti. Il 69% affermava inoltre di essere intenzionato a partecipare alla consultazione.

Il sondaggio su Milano

La stessa rilevazione ha misurato Calabresi e Majorino in un possibile confronto con Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati e uno dei nomi considerati dal centrodestra.

Calabresi avrebbe ottenuto il 61,7% contro il 38,3% di Lupi. Majorino si sarebbe attestato al 58,9%, mentre Lupi avrebbe raggiunto il 41,1%.

Si tratta di scenari ipotetici elaborati molti mesi prima delle elezioni e prima della definizione delle coalizioni. Il sondaggio indica però che Calabresi parte con una notorietà elevata e con una capacità potenziale di raccogliere consensi anche fuori dall’elettorato tradizionale del Pd.

La posizione del Pd

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein non ha espresso un sostegno diretto a Calabresi. Dopo le sue dimissioni da Chora, ha dichiarato che il percorso del Pd milanese deve concentrarsi innanzitutto sui temi e sul programma, rinviando la scelta dei nomi.

Una parte del Pd milanese guarda con favore alla possibile candidatura, mentre l’area più a sinistra della coalizione appare orientata verso un profilo con maggiore esperienza politica e amministrativa. Azione, esponenti dell’area riformista e Matteo Renzi hanno invece manifestato apertura verso il giornalista.

La discussione non riguarda soltanto la persona da candidare. Il centrosinistra deve decidere se continuare con un modello civico capace di dialogare con il centro oppure scegliere una figura più legata ai partiti e alle politiche sociali della coalizione.

Il dopo Giuseppe Sala

Le elezioni comunali del 2027 chiuderanno i dieci anni di amministrazione di Giuseppe Sala, eletto per la prima volta nel 2016 e confermato nel 2021. Prima di lui Milano era stata guidata per cinque anni da Giuliano Pisapia.

Il centrosinistra amministra quindi il capoluogo lombardo dal 2011 e punta a ottenere il quarto mandato consecutivo. Il prossimo candidato dovrà confrontarsi con alcuni dei temi più delicati della città: abitazioni e affitti, costo della vita, sicurezza, trasporti, qualità dei servizi, periferie e sviluppo urbanistico.

Calabresi arriverebbe alla competizione senza precedenti esperienze amministrative, ma con una lunga attività nella gestione di organizzazioni editoriali complesse. Questo elemento sarà uno dei punti centrali del confronto con Majorino e con gli altri partecipanti alle eventuali primarie.

I libri e la Maturità 2026

Accanto al giornalismo, Calabresi ha sviluppato un’intensa attività come scrittore. Il suo primo libro, Spingendo la notte più in là, pubblicato nel 2007, affronta gli effetti del terrorismo degli anni Settanta sulle famiglie delle vittime e racconta anche la sua esperienza personale.

Tra le sue opere figurano Cosa tiene accese le stelle, A occhi aperti, Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa, La mattina dopo, Quello che non ti dicono, Una volta sola e Alzarsi all’alba.

Un brano tratto da Alzarsi all’alba è stato proposto nella prima prova scritta della Maturità 2026. Il volume riflette sul valore della fatica attraverso storie di costanza, lavoro e ricostruzione personale.

Il suo nuovo libro, Le voci degli altri, è atteso nelle librerie il 22 settembre 2026 ed è dedicato al valore dell’ascolto e alle storie di persone spesso escluse dal racconto pubblico.

FAQ su Mario Calabresi

Mario Calabresi è ufficialmente candidato a sindaco di Milano?
No. Al 3 settembre 2026 ha compiuto un passo concreto lasciando tutti gli incarichi in Chora, Will Media e Be Water, ma la candidatura non è stata ancora annunciata formalmente.

Mario Calabresi parteciperà alle primarie del centrosinistra?
Le primarie rappresentano una delle ipotesi più accreditate, ma regole, data e partecipanti non sono stati ancora definiti ufficialmente.

Chi potrebbe sfidare Calabresi alle primarie?
Il principale possibile avversario è Pierfrancesco Majorino. Sono emersi anche i nomi di Anna Scavuzzo, Lorenzo Pacini, Tommaso Goisis ed Emmanuel Conte.

Per quale partito si candiderebbe Mario Calabresi?
Calabresi non appartiene formalmente a un partito. La sua sarebbe una candidatura civica collocata nell’area del centrosinistra.

Quando si voterà per il sindaco di Milano?
Le prossime elezioni comunali sono previste nel 2027. Dovranno individuare il successore di Giuseppe Sala, arrivato alla conclusione del secondo mandato consecutivo.

Mario Calabresi ha già avuto incarichi politici?
No. Non è mai stato parlamentare, assessore, consigliere comunale o dirigente di partito. L’eventuale candidatura a Milano rappresenterebbe il suo esordio nella politica elettiva.