Inchiesta arbitri, Gianluca Rocchi rompe il silenzio: “Mai avuto rapporti con dirigenti dell’Inter”. E ammette: “Ho sbagliato sul Var”

Giorgia Tedesco

Gianluca Rocchi torna a parlare dopo l'inchiesta per frode sportiva in concorso archiviata. In un'intervista al Corriere dello Sport respinge le accuse di rapporti privilegiati con l'Inter e spiega l'autosospensione.

Gianluca Rocchi torna a parlare dopo l’inchiesta per frode sportiva in concorso archiviata. In un’intervista recentissima respinge le accuse di rapporti privilegiati con l’Inter e spiega l’autosospensione.

“Una bomba esplosa nella mia vita”

Così descrive l’inchiesta.

Le accuse, lo avrebbero fatto sentire percepito in modo diverso da come si ritiene, con forti ripercussioni personali e familiari. Soprattutto nella sfera privata, avendo poi dovuto affrontare anche le domande dei figli, sostenuto dai genitori. L’autosospensione fu quindi la sola scelta possibile per proteggere il movimento arbitrale e i direttori di gara, per non condizionarne il lavoro.

“Mai avuto rapporti con dirigenti dell’Inter”

Rocchi nega contatti privilegiati, in particolare con Giuseppe Marotta, e di aver cercato relazioni con dirigenti dei club: anzi, ricorda l’introduzione del referee manager per rendere trasparenti i rapporti con le società.

Le proteste dei club

Secondo Rocchi non sono una novità degli ultimi anni: le società hanno sempre protestato, quindi rivendica di aver lavorato in autonomia, senza favorire o penalizzare nessuno.

L’autocritica sul Var: “Ho sbagliato”

Ammette un errore di gestione nella scorsa stagione: aver trasmesso il messaggio di ricorrere maggiormente al Var, contribuendo a creare confusione.

Forse ancora Gianluca non ha idea di come andranno le cose nel suo futuro, ma una cosa è certa: questa intervista segna il suo ritorno pubblico dopo l’archiviazione.