È morto Guido Baglioni, sociologo originario di Gardone Val Trompia: carriera, libri e funerali a Milano

Daniela Devecchi

È morto Guido Baglioni, sociologo originario di Gardone Val Trompia: carriera, libri e funerali a Milano

Guido Baglioni è morto a Milano nella mattinata di martedì 1° settembre 2026. Sociologo, docente universitario e studioso del mondo sindacale, era nato il 21 giugno 1928 a Gardone Val Trompia, nel Bresciano. Aveva 98 anni.

Il suo lavoro ha attraversato oltre mezzo secolo di storia italiana. Baglioni si è occupato soprattutto di industria, lavoro dipendente, contrattazione e rappresentanza. Argomenti che ha studiato nelle università, ma anche attraverso il lungo rapporto con la CISL, cominciato nel 1955.

La causa della morte non è stata comunicata.

I funerali a Milano

La cerimonia funebre si terrà giovedì 3 settembre 2026 alle 14.45 nella Basilica di San Lorenzo Maggiore, in corso di Porta Ticinese.

Gli anni a Gardone

Baglioni era cresciuto a Gardone Val Trompia, una realtà nella quale la fabbrica occupava un posto centrale. Quel contesto industriale sarebbe diventato, molti anni più tardi, anche materia di studio.

Nel 1948 si trasferì a Milano. Cinque anni dopo conseguì la laurea all’Università Cattolica del Sacro Cuore. La sua prima attività professionale fu legata all’insegnamento: al liceo classico Cesare Arici di Brescia tenne lezioni di Lettere e Storia dell’arte.

La sociologia arrivò in seguito. Nel 1964 ottenne la libera docenza e iniziò a insegnare all’Università Cattolica. Fu il passaggio decisivo verso una carriera interamente dedicata all’analisi della società industriale e del lavoro.

La carriera accademica

Nel 1970 Baglioni vinse la cattedra all’Università di Trento, dove rimase tre anni. In seguito lavorò negli atenei di Parma e Brescia, per poi tornare a Milano. Insegnò prima all’Università Statale e successivamente alla Milano-Bicocca.

Alla Bicocca ricevette il titolo di professore emerito. Le sue ricerche si concentrarono sui rapporti fra imprese, dipendenti e organizzazioni sindacali, senza trascurare la distribuzione della ricchezza e le disuguaglianze.

A distinguerlo fu anche la conoscenza diretta degli ambienti studiati. Baglioni frequentò per decenni sedi sindacali, centri di formazione e luoghi di lavoro. La sua attività accademica procedette quindi accanto a quella svolta nella CISL.

Il rapporto con la CISL

La collaborazione con la Confederazione iniziò nel 1955, quando Baglioni cominciò a occuparsi di formazione a Brescia. Negli anni Settanta assunse la direzione del Centro Studi nazionale CISL di Firenze; dal 1980 guidò il CESOS, Centro studi economici, sociali e sindacali.

Nei suoi libri analizzò l’identità della CISL, le differenze rispetto alle altre confederazioni e il ruolo della contrattazione. Guardò con particolare interesse alla partecipazione dei lavoratori nelle imprese e al rapporto tra salari e produttività.

Il segretario generale della CISL bresciana, Alberto Pluda, ha ricordato anche la collaborazione fra Baglioni e Franco Castrezzati negli anni Sessanta. I due conservarono nel tempo un forte legame personale.

Per Daniela Fumarola, segretaria generale della Confederazione, il professore ha contribuito a definire la cultura riformista e partecipativa dell’organizzazione. Anche Giovanni Abimelech, alla guida della CISL milanese, ha richiamato il valore delle sue analisi per generazioni di sindacalisti.

I principali libri

La bibliografia di Baglioni segue da vicino l’evoluzione del lavoro italiano. Nel 1965 pubblicò con Francesco Alberoni L’integrazione dell’immigrato nella società industriale. Due anni dopo uscì Il problema del lavoro operaio, scritto insieme a Bruno Manghi.

Fra i volumi successivi si trovano Democrazia impossibile?, del 1995, Operai e ingegneri, realizzato con Marco Catino nel 1999, e Lavoro e decisioni nell’impresa, pubblicato nel 2001.

Nel 2008 arrivò L’accerchiamento. Perché si riduce la tutela sindacale tradizionale. Con La lunga marcia della Cisl 1950-2010, uscito nel 2011, ricostruì invece sessant’anni di storia della Confederazione.

Baglioni tornò sulla condizione dei lavoratori nel 2014 con Un racconto del lavoro salariato. Nel 2018 pubblicò La disuguaglianza e il suo futuro nei paesi ricchi, dedicato alle distanze economiche e sociali nelle società avanzate.

L’ultimo volume

Il libro più recente porta il titolo Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia. Il volume, pubblicato da Edizioni Lavoro, conta 328 pagine e contiene una prefazione di Daniela Fumarola.

Baglioni vi ripercorre la storia della Confederazione dalla nascita alle trasformazioni degli ultimi anni. Al centro restano la contrattazione collettiva, l’autonomia del sindacato e la presenza dei lavoratori nella vita dell’impresa.

L’opera è stata catalogata nel 2025 e presentata come novità editoriale nel 2026. È l’ultimo capitolo di una ricerca cominciata settant’anni prima.

Il legame con la Valtrompia

Nel 2011 Baglioni dedicò alla propria terra Economia e società a Gardone Valle Trompia negli anni ’40. Lo scritto, pubblicato in seguito sulla rivista Storia Urbana, racconta il paese negli anni della guerra e della successiva ricostruzione.

Vi trovano spazio le fabbriche, le famiglie operaie e le condizioni materiali di una comunità che viveva intorno alla produzione industriale. Era il mondo nel quale Baglioni era diventato adulto e dal quale aveva ricavato molte delle domande affrontate durante la sua carriera.

FAQ

Quand’è morto Guido Baglioni?

È morto a Milano la mattina di martedì 1° settembre 2026.

Dov’era nato Guido Baglioni?

Era nato il 21 giugno 1928 a Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia.

Qual è la causa della morte?

La causa del decesso non è stata resa pubblica.

Quando si terranno i funerali?

I funerali si svolgeranno giovedì 3 settembre 2026 alle 14.45 nella Basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano.

Qual è l’ultimo libro di Guido Baglioni?

La sua opera più recente è Una Cisl innovatrice nel complesso dei sindacati in Italia, dedicata alla storia e al modello sindacale della CISL.