L’Italia mantiene i controlli sui passeggeri provenienti dalla Spagna. Il Governo ha autorizzato una proroga di altri 15 giorni, dopo il mese di verifiche iniziato il 1° agosto in seguito alla crisi migratoria esplosa a Ceuta. La misura interessa i collegamenti aerei e marittimi e riguarda soprattutto i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea.
Madrid ha risposto nello stesso modo, annunciando il prolungamento dei controlli sui viaggiatori in arrivo dall’Italia. Non si tratta della chiusura delle frontiere né di un’interruzione dei collegamenti: voli, navi e traghetti continuano a circolare. Viene però meno, temporaneamente, il normale passaggio senza verifiche previsto all’interno dello spazio Schengen.
Controlli fino al 16 settembre
La proroga italiana è stata presentata come un’estensione di 15 giorni. Il periodo riportato nella comunicazione europea va dal 1° al 16 settembre 2026 e comprende tutte le frontiere interne aeree e marittime con la Spagna.
I controlli erano stati introdotti il 1° agosto, dopo l’ingresso irregolare di decine di migliaia di persone a Ceuta, città autonoma spagnola situata sulla costa nordafricana e confinante con il Marocco. Il timore indicato dall’Italia riguarda possibili movimenti secondari verso altri Stati dell’area Schengen.
Il provvedimento non coinvolge i confini terrestri italiani con gli altri Paesi europei. Restano separate anche le verifiche già attive lungo la frontiera con la Slovenia, introdotte per ragioni differenti.
La decisione del Viminale
La scelta è arrivata dopo l’esame condotto dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere. Secondo il Ministero dell’Interno, non sono ancora venute meno le condizioni che avevano portato al ripristino delle verifiche.
Il ministro Matteo Piantedosi ha spiegato che la durata è stata limitata perché il Governo considera positivi gli interventi messi in campo dalla Spagna e dall’Unione europea. L’obiettivo dichiarato è arrivare in tempi brevi alla normalizzazione.
Prima dell’annuncio, Piantedosi ha avuto un colloquio telefonico con il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska. Roma ha inoltre comunicato la proroga alle istituzioni europee, come previsto dal Codice frontiere Schengen.
La risposta della Spagna
I controlli spagnoli sui passeggeri provenienti dall’Italia erano cominciati l’8 agosto e sarebbero dovuti terminare il 7 settembre. Dopo la decisione italiana, Madrid ha annunciato un’estensione di altri 15 giorni, portando la scadenza al 22 settembre 2026.
Anche in Spagna le verifiche interessano porti e aeroporti. La misura viene applicata ai passeggeri arrivati dall’Italia e presta particolare attenzione a quelli con cittadinanza extraeuropea.
La nuova data spagnola è stata comunicata dal Ministero dell’Interno di Madrid. Al 1° settembre, tuttavia, l’aggiornamento non era ancora comparso nel registro europeo, dove risultava ancora la precedente scadenza del 7 settembre. La decisione politica della proroga è stata comunque annunciata ufficialmente dalle autorità spagnole.
Chi viene controllato
Le verifiche italiane sono mirate e selettive. La priorità riguarda i cittadini di Paesi terzi che arrivano dalla Spagna, dei quali possono essere controllati:
- identità e nazionalità;
- validità del passaporto;
- visto, quando necessario;
- permesso o carta di soggiorno;
- diritto a spostarsi nello spazio Schengen.
Gli italiani, gli spagnoli e gli altri cittadini dell’Unione europea continuano a viaggiare normalmente. Possono comunque essere sottoposti a controlli documentali a campione, motivo per cui è necessario avere con sé una carta d’identità valida per l’espatrio oppure il passaporto.
Non sono previsti nuovi visti, moduli preventivi o autorizzazioni per i cittadini europei. Le compagnie di trasporto continuano a utilizzare gli orari ordinari, salvo eventuali ritardi legati alle operazioni di identificazione.
I risultati in Italia
Nel primo mese di applicazione sono state controllate quasi 500.000 persone attraverso la consultazione delle liste passeggeri. Oltre 180.000 viaggiatori provenienti dalla Spagna sono stati identificati direttamente al momento dell’ingresso in Italia.
Dal 1° al 31 agosto sono stati adottati 31 provvedimenti di respingimento alla frontiera. Otto hanno riguardato cittadini marocchini. Nel corso delle operazioni sono state inoltre arrestate sei persone.
Questi dati descrivono l’attività svolta negli scali, ma non dimostrano un collegamento diretto tra i respingimenti e gli ingressi avvenuti a Ceuta. Al momento non risulta confermata l’intercettazione in Italia di persone sicuramente riconducibili alla crisi scoppiata nella città spagnola.
Le verifiche spagnole
Dal giorno dell’introduzione della misura fino al 30 agosto, la Spagna ha sottoposto a controllo 1.066 voli provenienti dall’Italia.
I passeggeri di Paesi terzi verificati sono stati 12.337, mentre nelle attività sono stati coinvolti complessivamente 1.788 agenti. Non sono stati segnalati blocchi generalizzati dei collegamenti o particolari criticità negli aeroporti.
I controlli spagnoli furono decisi dopo che Madrid aveva chiesto all’Italia di revocare il provvedimento adottato il 1° agosto. Non essendo stata raggiunta un’intesa, il Governo di Pedro Sánchez scelse di applicare verifiche analoghe agli arrivi dall’Italia.
La crisi di Ceuta
All’origine della vicenda c’è l’ingresso irregolare di circa 72.000 persone a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio. La maggior parte è stata ricondotta in Marocco, mentre le stime più recenti indicano la presenza in città di alcune migliaia di migranti, compresi numerosi minori.
Il Governo spagnolo sostiene che le persone entrate nell’exclave non abbiano raggiunto la penisola iberica. Per questa ragione Pedro Sánchez ha contestato la scelta italiana, giudicando non dimostrato il pericolo di successivi spostamenti verso l’Italia.
Il Viminale considera invece ancora presenti i rischi per ordine pubblico, sicurezza interna e gestione dei flussi migratori. Tra gli elementi richiamati dal Governo italiano rientra anche la possibilità che persone non identificate tentino di spostarsi attraverso i collegamenti marittimi o aerei.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la proroga, indicandola come una misura provvisoria necessaria alla protezione delle frontiere italiane ed europee. Tajani ha parlato anche della necessità di impedire possibili infiltrazioni jihadiste, pur confermando la disponibilità dell’Italia a collaborare con Madrid.
Schengen non è sospeso del tutto
L’espressione “sospensione di Schengen” viene utilizzata per sintetizzare la notizia, ma non descrive completamente il provvedimento. L’Italia ha reintrodotto controlli temporanei su specifiche frontiere interne, possibilità prevista dallo stesso Codice Schengen in presenza di una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza.
La misura deve essere limitata nel tempo, necessaria e proporzionata. Lo Stato che la adotta deve informare Commissione europea, Parlamento europeo, Consiglio e altri Paesi membri.
La proroga non impedisce quindi la libera circolazione tra Italia e Spagna. Introduce verifiche che normalmente non vengono effettuate sui collegamenti interni all’area europea senza frontiere.
FAQ sulla proroga Schengen
Fino a quando dureranno i controlli italiani?
Il periodo indicato nel registro europeo va dal 1° al 16 settembre 2026. Eventuali nuove proroghe dovranno essere motivate e comunicate alle istituzioni dell’Unione.
Fino a quando dureranno i controlli della Spagna?
Madrid ha annunciato il prolungamento delle verifiche fino al 22 settembre 2026. Al 1° settembre la nuova scadenza non era ancora riportata nella scheda europea, che indicava ancora il 7 settembre.
I cittadini italiani possono andare in Spagna?
Sì. Non sono stati vietati i viaggi e non occorrono nuovi permessi. È necessario portare un documento valido per l’espatrio.
I voli e i traghetti sono sospesi?
No. I collegamenti aerei e marittimi restano operativi. Le verifiche possono determinare tempi di attesa più lunghi negli scali.
Chi rischia il respingimento?
Il respingimento può riguardare un cittadino extra-UE privo dei documenti necessari per entrare o circolare nello spazio Schengen. La sola provenienza dalla Spagna non comporta automaticamente il rifiuto dell’ingresso.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






