Ad Apice il Licciardi lo conoscono tutti. Sta sulle colline, fa banchetti da decenni, e chi si è sposato da queste parti quasi certamente ci ha fatto il ricevimento.
Martedì mattina, poco prima dell’apertura per il pranzo, dentro quella sala sono stati trovati i corpi dei tre fratelli che la mandavano avanti insieme. Franco, Donato e Gianni Licciardi, morti a colpi d’arma da fuoco.
L’ipotesi, e perché resta un’ipotesi
Gli inquirenti lavorano su una traccia precisa: quella di un omicidio-suicidio. Uno dei tre avrebbe sparato agli altri due, poi si sarebbe tolto la vita.
Va però detto con chiarezza cosa non sappiamo, perché è parecchio. Non si sa quale dei tre abbia impugnato l’arma. Non è stato accertato nulla, i rilievi sono cominciati poche ore fa, e la stessa ricostruzione che circola viene presentata dalle fonti investigative come una prima lettura da verificare. Sarà l’esame balistico, insieme agli accertamenti medico-legali, a dire com’è andata davvero.
Nel frattempo sul posto ci sono i carabinieri della Compagnia di Benevento, arrivati insieme alla polizia e ai mezzi del 118. L’area è stata delimitata.
Il movente: nessun elemento
Qui si sa ancora meno.
Qualche ricostruzione locale ha accennato a possibili tensioni interne legate alla conduzione del ristorante. Resta una traccia investigativa e nient’altro: la Procura non ha diffuso nulla, nessuna fonte ufficiale l’ha confermata, e in una vicenda dove sono morte tre persone della stessa famiglia trasformare una suggestione in un movente sarebbe scrivere il finale di un’indagine appena aperta.
Chi erano
Contitolari e gestori insieme dell’hotel-ristorante di famiglia, i tre fratelli avevano costruito negli anni una delle strutture di riferimento del circondario per matrimoni e cerimonie. Il tipo di attività che in un paese piccolo attraversa tutte le famiglie, prima o poi.
Si occupavano anche della gestione di una struttura di proprietà comunale.
Apice conta poco più di cinquemila abitanti. Nel primo pomeriggio la notizia era arrivata ovunque, e davanti al locale si era già radunata una piccola folla — gente che i Licciardi li conosceva da sempre.
Sulle esequie non ci sono ancora indicazioni.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






