Enzo Bianchi è morto oggi, martedì mattina, 1° settembre 2026, all’ospedale Molinette di Torino. Fondatore della Comunità monastica di Bose, aveva 83 anni e da tempo affrontava seri problemi di salute. Negli ultimi anni era sottoposto a dialisi.
Non è stata comunicata la causa clinica esatta del decesso. Si sa che il suo fisico era molto provato e che, nei mesi precedenti, aveva superato una crisi particolarmente grave. La sepoltura avverrà a Castel Boglione, suo paese natale, nell’Astigiano. Per i funerali non sono ancora disponibili data e orario.
La malattia
Le condizioni di Bianchi avevano già richiesto un ricovero urgente alle Molinette nel settembre 2023. All’inizio del 2026 la situazione si era fatta di nuovo critica. A marzo aveva raccontato che il medico, valutando l’età e il quadro generale, non aveva escluso un esito fatale.
Bianchi era poi rientrato alla Casa della Madia, riprendendo le sue abitudini per quanto consentito dalle cure. Studiava, leggeva i giornali, pregava e cucinava per la comunità. La dialisi limitava gli spostamenti, ma non lo aveva portato ad abbandonare ogni attività.
Della sofferenza parlava senza attribuirle un valore salvifico. Riteneva giusto curare il dolore e aveva sostenuto pubblicamente l’importanza delle terapie palliative. Anche la morte era stata al centro di diversi suoi libri, tra cui Vivere la morte e Cosa c’è di là. Inno alla vita.
Gli ultimi impegni
Il 3 agosto Bianchi aveva raggiunto Milano per i funerali di don Antonio Mazzi, celebrati nella basilica di Sant’Ambrogio. Tre giorni dopo, dalla Casa della Madia, aveva pubblicato quello che risulta essere il suo ultimo messaggio sui social.
Era il giorno della Trasfigurazione. Nel testo ricordava le sessanta volte in cui aveva celebrato quella festa da monaco: 55 anni trascorsi a Bose, due in solitudine dopo l’allontanamento e tre ad Albiano d’Ivrea.
La salute gli aveva impedito di partire per la Sardegna, meta abituale delle sue estati. Sull’agenda restavano però alcuni progetti per l’autunno. Tra questi c’era un corso di cucina che avrebbe dovuto tenere personalmente a settembre.
Nei mesi precedenti aveva continuato a viaggiare. Il 31 maggio aveva incontrato Vinicio Capossela a Mondovì; a metà giugno era stato a Pomaia, in Toscana, per una visita ai monaci buddhisti dell’Istituto Lama Tzong Khapa.
L’inizio a Bose
Enzo Bianchi era nato il 3 marzo 1943 a Castel Boglione. Perse la madre da bambino e crebbe con il padre, ateo e comunista. Dopo il diploma in ragioneria si iscrisse a Economia e Commercio all’Università di Torino, senza terminare gli studi.
Negli anni universitari frequentò la Fuci e partecipò a gruppi biblici nei quali si incontravano giovani appartenenti a confessioni cristiane differenti. Alla fine del 1965 lasciò Torino e si stabilì in una cascina a Bose, piccola frazione di Magnano, nel Biellese.
Per tre anni visse da solo. Nel 1968 arrivarono i primi fratelli e sorelle, cattolici e protestanti. Da quel nucleo nacque una comunità composta da uomini e donne che avevano scelto il celibato, la preghiera, il lavoro e la vita comune.
L’esperienza non fu accolta subito senza riserve. L’impostazione ecumenica e la presenza nello stesso monastero di fratelli e sorelle suscitarono diffidenza in una parte della Chiesa. Un sostegno decisivo arrivò dal cardinale Michele Pellegrino, all’epoca arcivescovo di Torino.
Bose divenne negli anni un luogo frequentato da credenti, studiosi e persone lontane dalla pratica religiosa. Accanto alla sede di Magnano furono aperte altre fraternità, anche a Gerusalemme. Il riconoscimento come associazione privata di fedeli arrivò nel 2000.
Le dimissioni
Bianchi annunciò le dimissioni da priore nel dicembre 2016 e concluse il mandato il 25 gennaio 2017. Il passaggio di consegne non risolse le tensioni interne.
Alla fine del 2019 la Santa Sede avviò una visita apostolica. L’indagine riguardava la gestione dell’autorità, il governo e i rapporti tra i membri del monastero. Il successivo decreto, datato 13 maggio 2020 e approvato da Papa Francesco, dispose l’allontanamento di Bianchi, di due fratelli e di una sorella.
La separazione non avvenne subito. Bianchi lasciò definitivamente Bose nel giugno 2021 e si trasferì a Torino. Aveva vissuto in quella comunità per oltre cinquant’anni.
La Casa della Madia
Dopo il periodo torinese, Bianchi acquistò con l’aiuto di alcuni amici una cascina ad Albiano d’Ivrea. L’edificio venne ristrutturato e nel 2023 diventò la sede della Casa della Madia.
Nella nuova fraternità vivevano con lui i fratelli Goffredo, Maurizio, Giovanni e Claudio e le sorelle Antonella e Laura. Il nome scelto richiama il mobile nel quale un tempo si impastava e si conservava il pane.
Le giornate erano organizzate tra preghiera, lavoro manuale e accoglienza. Bianchi si occupava spesso della cucina. Preparava i pasti per i membri della casa e per gli ospiti, mettendo in pratica una passione coltivata fin da giovane.
Nel dicembre 2023 fu ricevuto da Papa Francesco in Vaticano. Durante l’udienza gli presentò il progetto avviato ad Albiano.
Scritti e incarichi
Enzo Bianchi ha pubblicato centinaia di testi di spiritualità. Si è occupato di Bibbia, preghiera, etica, amore, vecchiaia e rapporti tra le Chiese cristiane. Nel 1983 fondò le Edizioni Qiqajon.
Ha insegnato teologia biblica all’Università Vita-Salute San Raffaele e ha collaborato con diversi quotidiani. Benedetto XVI lo nominò esperto ai Sinodi dei vescovi del 2008 e del 2012. Nel 2018 partecipò come uditore al Sinodo dedicato ai giovani, per nomina di Papa Francesco.
Ricevette due lauree honoris causa: la prima dall’Università di Torino nel 2000, la seconda dall’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo nel 2016.
Funerali
Enzo Bianchi sarà sepolto a Castel Boglione, dove era nato e aveva trascorso l’infanzia. Non sono stati ancora resi noti la chiesa scelta per le esequie, l’orario della celebrazione e l’eventuale apertura della camera ardente.
FAQ su Enzo Bianchi
Quand’è morto Enzo Bianchi?
È morto la mattina del 1° settembre 2026.
Dov’è avvenuto il decesso?
All’ospedale Molinette di Torino.
Qual è la causa della morte?
La causa clinica non è stata resa pubblica. Bianchi aveva seri problemi di salute ed era sottoposto a dialisi.
Era un sacerdote?
No. Enzo Bianchi era un monaco cristiano laico. La definizione corretta è “fratel Enzo”.
Quando aveva fondato Bose?
Si era stabilito a Bose nel 1965. I primi fratelli e sorelle lo raggiunsero nel 1968.
Dove sarà sepolto?
A Castel Boglione, in provincia di Asti. I dettagli dei funerali non sono ancora stati annunciati.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






