Bonus gasolio, la piattaforma è aperta: come chiedere fino al 70% e perché non serve correre

Serena Comito

Dopo mesi di annunci, decreti e rinvii, il credito d’imposta sul caro-gasolio è finalmente operativo. Da oggi, 1° settembre, le imprese di autotrasporto possono presentare la domanda sulla piattaforma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La finestra è stretta: si chiude alle 23:59 del 15 settembre. Quindici giorni, non uno di più. Sul piatto ci sono 386,2 milioni di euro.

Prima cosa: niente click day

Partiamo da quello che toglie ansia, perché in questi casi la prima reazione è sempre la stessa.

L’ordine di presentazione non conta. Il Ministero lo ha chiarito esplicitamente: le risorse vengono ripartite in proporzione tra tutti gli aventi diritto, non assegnate a chi arriva prima. Chi invia il 14 settembre ha esattamente le stesse chance di chi ha inviato stamattina.

Questo però non significa aspettare l’ultimo giorno, perché c’è un lavoro preparatorio che richiede tempo. E su quello conviene concentrarsi.

Chi può chiedere il bonus

Il credito spetta alle imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia che svolgono autotrasporto di merci per conto terzi, utilizzando veicoli di classe N con massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate appartenenti alle classi ambientali Euro V ed Euro VI.

Non sono le uniche. Grazie alla legge 113/2026 sono state ammesse anche le imprese di trasporto persone con autobus (categorie M2 e M3) e quelle di noleggio con conducente. Il provvedimento copre inoltre il gasolio HVO.

Restano fuori, quindi, i mezzi sotto le 7,5 tonnellate e le classi ambientali inferiori all’Euro V.

Quanto si prende, e come si calcola

Il credito arriva fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per il carburante rispetto ai prezzi di febbraio 2026. Il periodo agevolato copre gli acquisti effettuati tra il 1° marzo e il 31 agosto.

Qui serve chiarire una cosa che sta generando parecchia confusione, perché in giro circolano due numeri diversi come prezzo di riferimento. Sono 1,70087 euro al litro e 1,39415 euro al litro: sembrano in contraddizione, ma non lo sono affatto. Il primo è il prezzo medio rilevato dal MASE per febbraio IVA inclusa, il secondo lo stesso valore al netto dell’IVA. Dividendo 1,70087 per 1,22 si ottiene esattamente 1,39415.

La piattaforma applica poi automaticamente questa formula: 0,70 moltiplicato per la differenza tra la spesa netta risultante dalle fatture e il numero di litri acquistati moltiplicato per il prezzo di riferimento. In pratica, viene ristorato il 70% di quanto è stato pagato oltre la soglia di febbraio.

Il dettaglio che può far respingere la domanda

Attenzione a questo passaggio, perché è il punto su cui si sbaglia più facilmente.

Per stabilire se un acquisto rientra nel periodo agevolato conta la data effettiva del rifornimento, non quella di emissione della fattura. Tradotto: una fattura emessa a settembre relativa a gasolio comprato in agosto è ammissibile; una fattura di marzo che si riferisce a un rifornimento di febbraio, invece, va esclusa.

Prima di entrare in piattaforma bisogna inoltre preparare il file Excel delle fatture, compilato secondo il modello messo a disposizione dal Ministero e dalle Dogane. Non è un passaggio che si improvvisa: chi ha centinaia di rifornimenti da rendicontare farebbe bene a partire subito.

L’accesso alla piattaforma avviene con SPID o Carta d’identità elettronica.

Come si usa il credito

Una volta riconosciuto, il credito si utilizza esclusivamente in compensazione tramite modello F24, con termine ultimo il 31 dicembre 2026.

Ci sono due vantaggi fiscali non da poco: il credito non concorre alla formazione del reddito d’impresa né alla base imponibile IRAP, e non è soggetto ai limiti annuali di utilizzo che valgono per la generalità dei crediti d’imposta. È anche cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi, purché il totale non superi il 100% della spesa effettivamente sostenuta.

Ultima avvertenza: la concessione non è automatica. Il MIT effettua controlli sui requisiti dell’impresa, sulla normativa antimafia e sul rispetto delle regole di cumulo degli aiuti di Stato.

Da dove arrivano quei 386 milioni

Vale la pena ricordarlo, perché non è caduto dal cielo. Le risorse sono l’esito della vertenza aperta dalle associazioni di categoria con il Governo, e in particolare dell’accordo raggiunto a Palazzo Chigi il 22 maggio: quell’intesa portò alla sospensione dello sciopero degli autotrasportatori che era stato indetto per la settimana successiva.

Da allora la dotazione è cresciuta più volte, arrivando all’importo attuale con l’ultimo decreto di agosto. Il quadro operativo è stato fissato dal decreto direttoriale MIT numero 301 del 28 agosto, che attua il decreto interministeriale numero 183 del 27 agosto firmato dai ministri di Infrastrutture, Economia e Ambiente.

E l’agricoltura?

Discorso diverso, e conviene non confondere le due misure.

Per le imprese agricole esiste un credito d’imposta separato, introdotto dal decreto carburanti bis, che copre fino al 20% della spesa nel limite di 50.000 euro per impresa. La dotazione è salita da 30 a 90 milioni e il periodo agevolato è stato esteso da marzo a maggio 2026. La domanda passa dal portale SIAN, con le fatture allegate secondo le indicazioni di AGEA.

Un nodo resta aperto: le imprese agromeccaniche, i cosiddetti contoterzisti, sono rimaste escluse dal beneficio nonostante un’apertura iniziale. Per conoscere termini e stato della procedura conviene verificare direttamente sui canali AGEA, perché le scadenze sono state riviste più volte.

Domande frequenti

Quando si presenta la domanda per il bonus gasolio?
Dal 1° settembre alle 23:59 del 15 settembre 2026, sulla piattaforma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

C’è un click day?
No. L’ordine di presentazione non incide sull’assegnazione: le risorse sono ripartite in proporzione tra tutti gli aventi diritto.

Quanto vale il bonus?
Fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per il gasolio tra marzo e agosto 2026 rispetto al prezzo medio di febbraio, pari a 1,70087 euro al litro IVA inclusa.

Chi può fare domanda?
Le imprese di autotrasporto merci per conto terzi con veicoli oltre le 7,5 tonnellate in classe Euro V ed Euro VI, oltre alle imprese di trasporto persone con autobus e di noleggio con conducente.

Conta la data della fattura o quella del rifornimento?
Quella del rifornimento. Una fattura emessa a settembre per carburante acquistato in agosto rientra nel periodo agevolato.

Come si utilizza il credito?
Solo in compensazione tramite modello F24, entro il 31 dicembre 2026.

Serve lo SPID?
Sì. L’accesso alla piattaforma avviene con SPID oppure con Carta d’identità elettronica.

Il bonus vale anche per l’agricoltura?
Esiste una misura separata per le imprese agricole, fino al 20% della spesa con un tetto di 50.000 euro, gestita tramite il portale SIAN.