Lo ha trovato la sorella alle cinque del mattino, nel letto della casa in cui abitava con il padre. Andrea Caracciolo, 34 anni, viveva a Sacca Fisola, nella laguna di Venezia. Era giovedì 27 agosto 2026. La causa della morte, a distanza di alcuni giorni, non è ancora conosciuta.
C’è un particolare sul quale stanno lavorando i carabinieri. La sera precedente Andrea aveva detto ai familiari di essere stato avvicinato da quattro uomini nel quartiere Piave di Mestre. Sosteneva di essere stato spinto e derubato. Nel bottino, secondo il suo racconto, c’erano il cellulare, le cuffiette, gli occhiali e il portafoglio.
La Procura di Venezia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Sarà l’autopsia a stabilire perché il giovane sia morto e se l’episodio riferito alla famiglia abbia avuto un ruolo nel decesso.
Il ritrovamento a Sacca Fisola
Andrea è stato trovato privo di vita nella casa di Sacca Fisola dove risiedeva insieme al padre. A entrare nella stanza sarebbe stata la sorella, intorno alle cinque del mattino.
Sul posto sono iniziati gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto durante la notte. Sul corpo, in base ai primi rilievi, non sarebbero stati osservati segni evidenti di violenza. Il giovane non avrebbe avuto patologie pregresse conosciute.
Nessuno di questi elementi, da solo, permette di individuare la causa del decesso. Un trauma interno, un malore o altre possibili condizioni possono essere valutati soltanto attraverso gli esami medico-legali.
Le ore precedenti
Il giorno prima della morte Andrea si era spostato sulla terraferma per incontrare il proprio avvocato. L’appuntamento riguardava la gestione di un braccialetto elettronico applicato in relazione a una vicenda giudiziaria nata da una denuncia dell’ex fidanzata.
Dopo l’incontro era rientrato a casa. Ai familiari aveva raccontato di essere stato affrontato da quattro persone nella zona di quartiere Piave, a Mestre. Disse di aver ricevuto una spinta e di essere stato privato di alcuni effetti personali.
Quella rimane, per ora, la versione riferita dal 34enne alla famiglia. Non è stato accertato che l’aggressione sia avvenuta nelle modalità descritte, né che esista un collegamento con la morte sopraggiunta poche ore più tardi.
Le immagini delle telecamere
I carabinieri hanno cominciato a esaminare le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti tra quartiere Piave e via Cappuccina.
Le immagini controllate nella prima fase dell’indagine non avrebbero mostrato la rapina raccontata da Andrea. Ciò non consente di escludere definitivamente l’episodio: resta da ricostruire il percorso seguito dal giovane e da verificare se tutti i punti attraversati fossero coperti dalle telecamere.
Gli specialisti del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche hanno svolto i rilievi sul corpo. Non sarebbero emerse lesioni esterne tali da indicare con chiarezza una colluttazione. Serviranno gli accertamenti successivi per capire se fossero presenti conseguenze fisiche non visibili a un primo esame.
L’autopsia
Il pubblico ministero Giorgio Gava ha disposto l’autopsia. L’esame dovrà individuare l’origine della morte e verificare la presenza di traumi o condizioni cliniche non note.
I risultati conclusivi non sono stati ancora comunicati. Non è dunque corretto sostenere che Andrea sia morto a causa della spinta, di un’aggressione oppure di un malore. Anche l’eventuale necessità di analisi tossicologiche o istologiche potrà essere valutata durante gli accertamenti.
La famiglia non ritiene che il decesso sia stato provocato dalla spinta della quale il giovane aveva parlato. Si tratta della posizione dei parenti, non di una conclusione medico-legale. Saranno i risultati degli esami a fornire una risposta.
L’inchiesta a Venezia
Il fascicolo per omicidio colposo consente alla Procura di verificare ogni circostanza senza stabilire in partenza che la morte sia stata causata da un’altra persona.
Al momento non risultano identificate le quattro persone menzionate da Andrea. Non sono state diffuse neppure notizie sulla presenza di indagati.
Gli investigatori dovranno mettere in ordine gli ultimi spostamenti del 34enne, le persone incontrate, gli orari e le registrazioni disponibili. Questi elementi saranno poi confrontati con quanto emergerà dall’autopsia.
I familiari hanno chiesto riservatezza. La madre di Andrea era morta tre anni fa. Non sono stati divulgati altri particolari verificati sulla professione o sulla vita privata del giovane.
FAQ su Andrea Caracciolo
Chi era Andrea Caracciolo?
Era un uomo di 34 anni residente a Sacca Fisola, a Venezia. Viveva con il padre.
Quand’è stato trovato il corpo?
La sorella lo avrebbe trovato nel letto verso le cinque del mattino di giovedì 27 agosto 2026.
La rapina a Mestre è stata confermata?
No. Andrea ne aveva parlato ai familiari, ma le prime immagini controllate dagli investigatori non avrebbero fornito riscontri.
Sono stati trovati segni di violenza?
I primi rilievi non avrebbero evidenziato segni esterni riconducibili con certezza a un’aggressione.
Com’è morto Andrea Caracciolo?
La causa non è ancora stata stabilita. La Procura ha disposto l’autopsia per chiarire il decesso.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






