Vincenzo Squillace morto a 55 anni dopo un malore: addio a “Turbo”, volontario della Croce Rossa e simbolo di Strongoli

Daniela Devecchi

È morto improvvisamente Vincenzo Squillace, conosciuto da tutti come “Turbo”. Aveva 55 anni ed era uno dei volti più noti del volontariato tra Strongoli e Crotone. A stroncarlo, nella giornata di oggi lunedì 31 agosto 2026, è stato un malore. Non sono stati comunicati ulteriori particolari sulle cause del decesso.

Squillace aveva dedicato buona parte della sua vita alle attività di soccorso e assistenza. Aveva collaborato con la Protezione civile, con l’Organizzazione europea dei vigili del fuoco e, più recentemente, con la Croce Rossa Italiana – Comitato di Crotone. Il soprannome “Turbo” raccontava bene il suo modo di lavorare: arrivava rapidamente, cercava una soluzione e restava sul posto fino alla conclusione dell’intervento.

Il malore improvviso

La notizia della morte di Vincenzo Squillace si è diffusa nella mattinata del 31 agosto, raggiungendo in poche ore le numerose associazioni con le quali aveva collaborato.

Soltanto due giorni prima, sabato 29 agosto, aveva partecipato a un servizio della Croce Rossa durante lo spettacolo “Consiglieri in scena”, organizzato al Teatro Scaramuzza di Crotone a sostegno della Caritas. Si era occupato dell’assistenza e dell’accompagnamento delle autorità presenti.

Chi era “Turbo”

A Strongoli quasi nessuno lo chiamava con il nome di battesimo. Per familiari, amici e colleghi era semplicemente Turbo, un soprannome diventato nel tempo parte della sua identità.

Vincenzo Squillace era considerato un volontario operativo, abituato a intervenire nelle emergenze e nelle manifestazioni pubbliche. Prestava assistenza durante eventi sportivi, feste di paese, iniziative benefiche e servizi sanitari.

Nella Croce Rossa di Crotone aveva svolto anche il ruolo di autista, oltre a partecipare alle normali attività di supporto alla popolazione. Il Comitato lo ha ricordato come una persona sempre disponibile e capace di affrontare le difficoltà pratiche dei diversi interventi.

Il salvataggio del 2013

Uno degli episodi più importanti della sua attività risale al 19 novembre 2013, giorno in cui Strongoli Marina venne colpita da una grave alluvione.

Uno scuolabus con alcuni bambini a bordo rimase bloccato nell’acqua. La situazione richiedeva un intervento immediato. Squillace scavalcò un muro e raggiunse il mezzo attraversando acqua e fango. Prese i bambini uno alla volta e li accompagnò verso un trattore arrivato sul posto, mettendoli al sicuro.

Quell’azione lo fece conoscere anche al di fuori dell’ambiente associativo. Nel 2014 fu annunciata la consegna di un attestato di ringraziamento per un gesto eroico compiuto alcuni mesi prima.

Il premio della Protezione civile

Nel 2020 Vincenzo Squillace ricevette il Memorial Francesco Dino Filato, riconoscimento dedicato a un volontario morto in un incidente stradale.

Il premio gli venne assegnato ex aequo con Maria Assunta Minniti dell’associazione Edelweiss di Soverato. In quell’occasione Squillace rappresentava la Prociv di Strongoli.

La consegna avvenne durante la presentazione calabrese della campagna nazionale “Io non rischio”, dedicata alla prevenzione e alla corretta gestione delle emergenze provocate da terremoti, alluvioni e maremoti.

Gli interventi sul territorio

Nel corso degli anni Squillace partecipò a numerose operazioni. Nel 2022 venne fotografato mentre interveniva su un incendio di sterpaglie a Strongoli.

Dopo il naufragio di Cutro del febbraio 2023 prestò assistenza al Palamilone di Crotone, struttura utilizzata per accogliere i familiari delle vittime. Il suo compito non riguardò soltanto gli aspetti organizzativi: rimase per giorni accanto alle persone arrivate in Calabria alla ricerca dei propri parenti.

Il volontariato di Squillace comprendeva anche attività lontane dalle emergenze. Nel dicembre 2024, in rappresentanza della Prociv Vergadoro ODV, partecipò a un’iniziativa organizzata insieme alla Misericordia di Cirò Marina. I volontari portarono doni ai bambini ricoverati nel reparto di Pediatria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone.

La missione a Roma

Nell’aprile 2025 Vincenzo Squillace fu selezionato per una missione della Croce Rossa di Crotone a Roma, in occasione dei funerali di Papa Francesco.

L’equipaggio era formato da sei persone: due infermiere volontarie, due autisti e due soccorritori. Squillace era uno degli autisti. La squadra lavorò dal 23 al 26 aprile, collaborando con il personale dell’emergenza sanitaria del Lazio.

I volontari prestarono servizio tra piazza San Pietro e la Basilica di Santa Maria Maggiore, dove si concentrarono migliaia di fedeli. L’assistenza comprendeva interventi sanitari e distribuzione di acqua e cibo alle persone rimaste per molte ore in attesa.

Il cordoglio della Croce Rossa

Il Comitato di Crotone della Croce Rossa ha ricordato Squillace come un punto di riferimento e una delle presenze più attive del gruppo. Nella nota di cordoglio viene sottolineato il legame che aveva costruito con colleghi e persone assistite.

Numerosi messaggi sono arrivati anche da volontari, associazioni e cittadini di Strongoli. I ricordi pubblicati richiamano soprattutto il suo intervento durante l’alluvione, la partecipazione costante alle emergenze e la disponibilità mostrata nei servizi ordinari.

Anche l’associazione Isola Ambiente Apnea ha ricordato le giornate trascorse insieme durante le attività di assistenza, sottolineando il vuoto lasciato nel volontariato crotonese.

FAQ

Chi era Vincenzo Squillace?
Era un volontario di Strongoli attivo nella Protezione civile e nella Croce Rossa Italiana – Comitato di Crotone.

Quanti anni aveva Vincenzo Squillace?
Aveva 55 anni.

Com’è morto Vincenzo Squillace?
La causa clinica precisa non è stata comunicata.

Perché veniva chiamato Turbo?
Il soprannome richiamava la sua rapidità negli interventi e la disponibilità dimostrata durante servizi ed emergenze.

Quando si terranno i funerali?
Data, chiesa e orario delle esequie non sono stati ancora resi noti.