Nel messaggio con cui la famiglia ha dato la notizia non c’è rabbia, e nemmeno la richiesta di essere lasciati in pace. C’è una frase e una richiesta: “La vita è un dono meraviglioso, aiutaci a difenderla”. Poi l’invito a non portare fiori, ma a fare un’offerta al reparto dove Dario era ricoverato.
Dario Baffarelli è morto nella mattinata di domenica 30 agosto al policlinico Gemelli di Roma. Aveva 28 anni.
Tuscania si stringe attorno alla famiglia
La notizia ha attraversato in poche ore il paese, che di abitanti ne conta poco più di ottomila. Dario lascia i genitori, il fratello, la fidanzata e la nonna.
I funerali si celebrano lunedì 31 agosto alle 17.30, nella chiesa di Santa Maria del Riposo, uno dei luoghi più cari alla comunità tuscanese.
Cosa fa l’associazione scelta dalla famiglia
Al posto dei fiori, i familiari hanno chiesto di sostenere Aprotion. Vale la pena spiegare di cosa si tratta, perché è una richiesta precisa e non una formula di rito.
Il nome per esteso è Associazione per il progresso della terapia intensiva oncoematologica, ed è nata nel giugno del 1985 dentro la Divisione di Ematologia del Gemelli. L’anno scorso ha compiuto quarant’anni. Sostiene i pazienti con leucemie, linfomi, mielomi e altre malattie del sangue, e lo fa in due modi: finanziando ricerca, apparecchiature e reparti — nel 2006 ha permesso di allestire un laboratorio dedicato alle patologie ematologiche — e mettendo volontari in corsia, ogni giorno, accanto a chi affronta ricoveri lunghi.
Un dettaglio dice molto di quel mondo: il presidente in carica, Maurizio Lucidi, è stato a sua volta paziente di quel reparto.
Il simbolo scelto dall’associazione, quarant’anni fa, è un sole che splende dall’altra parte della strada.
Chi vuole aderire
Le offerte si possono fare attraverso il sito ufficiale dell’associazione, oppure destinando il cinque per mille in dichiarazione dei redditi.
È quello che la famiglia di Dario ha chiesto: nessun fiore, nessuna corona. Un gesto che resti utile a qualcun altro.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






