In Sapore di mare era Morino, il bagnino dello stabilimento balneare. Poche scene, una figura impossibile da confondere con le altre. Ennio Antonelli aveva già alle spalle una lunga carriera quando, nel 1983, entrò nel cast del film diretto da Carlo Vanzina. Il pubblico lo conosceva soprattutto come Manzotin, il macellaio di Febbre da cavallo, ma quel nuovo personaggio gli consegnò un altro posto nella memoria della commedia italiana.
Prima del cinema c’era stata la boxe. Poi erano arrivati i set, le parti brevi, i polizieschi e i film d’autore. Antonelli lavorò con registi molto diversi, da Federico Fellini a Ettore Scola, fino a Steno e Carlo Vanzina. Morì a Roma il 6 agosto 2004, a 77 anni. Un grave ictus, subito nel 1989, lo aveva costretto ad allontanarsi progressivamente dalla recitazione.
Morino in Sapore di mare
Il ruolo di Morino appartiene alla fase più popolare della carriera di Ennio Antonelli. Sapore di mare uscì nel 1983 e riportò sullo schermo le vacanze estive degli anni Sessanta, tra amori, famiglie e giornate trascorse negli stabilimenti di Forte dei Marmi.
Antonelli interpretava il bagnino che si muoveva tra cabine e ombrelloni, incrociando i protagonisti della storia. Nel cast figuravano Jerry Calà, Christian De Sica, Marina Suma, Virna Lisi, Isabella Ferrari e Karina Huff.
Nello stesso anno l’attore tornò nella parte di Morino in Sapore di mare 2 – Un anno dopo. Il personaggio non occupava il centro della trama, ma contribuiva a rendere riconoscibile l’ambiente della spiaggia. Era il tipo di ruolo nel quale Antonelli riusciva meglio: bastavano il volto, il fisico e una battuta per lasciare traccia.
Manzotin in Febbre da cavallo
Sette anni prima di Sapore di mare, Antonelli aveva interpretato il personaggio destinato a diventare il più famoso della sua carriera. In Febbre da cavallo, diretto da Steno nel 1976, era Otello Rinaldi detto Manzotin.
Il macellaio finisce al centro di una delle trovate organizzate da Mandrake, interpretato da Gigi Proietti. Quest’ultimo prova a vendergli una partita di carne spacciata per argentina. Manzotin non si lascia convincere facilmente e la trattativa si trasforma in una delle sequenze più ricordate del film.
Era una parte contenuta, ma Antonelli non aveva bisogno di molto spazio. La corporatura robusta, lo sguardo severo e la parlata romana definivano il personaggio ancora prima delle battute. Da quel momento il soprannome Manzotin rimase legato all’attore.
Dalla boxe al cinema
Ennio Antonelli era nato a Roma nel 1927, figlio di Nicola Antonelli e Teresina D’Amelio. La data esatta non è riportata nello stesso modo da tutti gli archivi: la lapide indica il 23 gennaio, mentre alcuni cataloghi cinematografici registrano il 23 febbraio.
Prima di frequentare Cinecittà combatté come pugile professionista nei pesi medi. La sua attività sul ring si svolse tra la fine degli anni Quaranta e il 1956. Le statistiche disponibili gli attribuiscono circa trenta incontri, con quattro vittorie, 22 sconfitte e diversi pareggi.
La boxe non gli portò titoli importanti. Gli lasciò però un fisico e una gestualità adatti ai ruoli che il cinema italiano cercava in quel periodo: uomini di borgata, lavoratori, criminali, autisti, camerieri, commercianti e personaggi dalla presenza minacciosa.
I primi film
Antonelli iniziò a comparire sul grande schermo nei primi anni Sessanta. Tra i primi titoli della sua filmografia compare A cavallo della tigre di Luigi Comencini, uscito nel 1961.
Non proveniva da un’accademia. Imparò il lavoro direttamente sul set e per molto tempo venne impiegato come generico, talvolta senza essere citato nei titoli di coda. Per questa ragione non esiste un conteggio unico delle sue interpretazioni: alcuni cataloghi registrano soltanto i ruoli accreditati, altri includono anche le apparizioni più brevi.
Nel corso degli anni prese parte a film come Le mani sulla città, Diabolik, Il medico della mutua, Fellini Satyricon, Roma, Lo scopone scientifico, La donna della domenica, Brutti, sporchi e cattivi e Bianco, rosso e Verdone.
Si trovò così a lavorare accanto ad attori quali Alberto Sordi, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Paolo Villaggio, Renato Pozzetto, Lino Banfi e Diego Abatantuono.
Ennio Antonelli e Fantozzi
Il volto di Antonelli compare più volte anche nella saga di Fantozzi. In Fantozzi contro tutti interpretò zio Antunello, mentre in Fantozzi subisce ancora fu il pizzettaro di via della Scrofa. Recitò inoltre in Superfantozzi e in Fantozzi va in pensione.
Nel 1990 apparve in Le comiche, con Paolo Villaggio e Renato Pozzetto. Era il pizzaiolo della sequenza ambientata nel ristorante. In quell’occasione venne doppiato da Angelo Bernabucci.
Antonelli non usò sempre la propria voce nei film. Tra i doppiatori che lavorarono sui suoi personaggi ci furono anche Sergio Fiorentini, Enzo Liberti e Franco Odoardi. Quest’ultimo gli prestò la voce proprio nei due capitoli di Sapore di mare.
Spartaco nei Ragazzi della 3ª C
La televisione gli offrì uno dei pochi personaggi sviluppati lungo più episodi. Ne I ragazzi della 3ª C era Spartaco Sacchi, il padre di Bruno.
Spartaco parlava un italiano incerto, aveva modi energici e un rapporto affettuoso con il figlio. Antonelli lo interpretava senza cercare effetti sofisticati. Portava nella serie la stessa naturalezza mostrata in tanti ruoli cinematografici.
Partecipò alle prime due stagioni. Il collega Giacomo Rosselli lo ha descritto come un uomo che non aveva ricevuto una formazione accademica, ma possedeva una “naturalezza straordinaria”. Era proprio il suo modo personale di stare davanti alla macchina da presa a rendere credibile Spartaco.
L’ictus del 1989
Nel 1989 Antonelli fu colpito da un ictus. Le conseguenze gli impedirono di proseguire regolarmente il lavoro e determinarono la sua uscita da I ragazzi della 3ª C. Nella stagione successiva Spartaco Sacchi venne affidato a Paolo Panelli.
Dopo la malattia, Antonelli riuscì a girare soltanto poche scene. Oltre alla partecipazione a Le comiche, comparve nel 1991 all’inizio di Piedipiatti, diretto da Carlo Vanzina. Interpretava un detenuto: fu il suo ultimo ruolo.
Dieci anni più tardi, Marco Giusti gli dedicò il lavoro televisivo Antonelli Ennio? Campa…, un omaggio alla carriera di un attore presente in un numero considerevole di produzioni, ma raramente valorizzato come protagonista.
La morte a 77 anni
Ennio Antonelli morì a Roma il 6 agosto 2004. Aveva 77 anni e da tempo non lavorava più nel cinema.
La causa precisa della morte non è stata comunicata. L’ictus del 1989 è un fatto confermato, ma non può essere indicato con certezza come causa diretta del decesso, avvenuto quindici anni dopo.
I funerali si tennero il 7 agosto nella chiesa di San Mattia Apostolo, nel quartiere romano di Monte Sacro, dove l’attore aveva vissuto a lungo. Antonelli riposa nel Cimitero Flaminio di Roma.
Non sono disponibili informazioni pubbliche attendibili su una moglie o su eventuali figli.
FAQ
Chi interpretava Ennio Antonelli in Sapore di mare?
Interpretava Morino, il bagnino dello stabilimento balneare. Riprese il personaggio anche in Sapore di mare 2 – Un anno dopo.
Chi era Manzotin in Febbre da cavallo?
Manzotin era il soprannome di Otello Rinaldi, il macellaio coinvolto in una delle trovate organizzate da Mandrake.
Ennio Antonelli era stato un pugile?
Sì. Combatté da professionista nei pesi medi fino al 1956, disputando circa trenta incontri.
Quale personaggio interpretava nei Ragazzi della 3ª C?
Era Spartaco Sacchi, il padre di Bruno. Dopo la sua uscita dalla serie, il ruolo passò a Paolo Panelli.
Quando fu colpito dall’ictus?
Antonelli ebbe un grave ictus nel 1989. La malattia compromise la prosecuzione della sua carriera.
Di cosa è morto Ennio Antonelli?
La causa esatta non è stata resa pubblica. Non è quindi corretto attribuire con certezza la morte all’ictus avuto quindici anni prima.
Quando e dove è morto?
Morì a Roma il 6 agosto 2004, all’età di 77 anni. È sepolto nel Cimitero Flaminio.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






