A Pisa la notizia è girata sabato mattina, prima nei messaggi privati e poi ovunque. Guido Padovani è morto a Milano, nella casa in cui viveva. Aveva 38 anni.
Delle cause non si sa nulla. Nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa, e allo stato non c’è altro da aggiungere su questo punto.
Milano, Londra, Ibiza: il lavoro che si era costruito
Pisa l’aveva lasciata da anni, e non per seguire le orme di casa. Il suo mestiere era l’organizzazione di eventi: quelli in cui si mescolano musica, arte, moda, fitness e cultura del tatuaggio. Un ambiente frammentato, dove il curriculum conta meno della reputazione e la reputazione si costruisce un progetto alla volta.
Ci era riuscito. Tra gli operatori del settore il suo nome circolava, e la rete di collaborazioni messa insieme negli anni lo portava a spostarsi di continuo. Oltre a Milano, che era la base, ricorrevano Londra, Barcellona, Ibiza.
Ma il Pisa non l’aveva mollato
C’è una cosa che non aveva mai lasciato indietro, ed è quella che a Pisa in queste ore ricordano per prima. Il tifo nerazzurro.
Non un attaccamento di facciata, di quelli che si tirano fuori quando serve: chi lo conosceva racconta di un legame rimasto identico anche a settecento chilometri di distanza. Le radici, per lui, passavano da lì.
Il padre e mezzo secolo di diritto penale
Il cognome, in Toscana e non solo, pesa. Tullio Padovani è tra i penalisti più autorevoli che l’Italia abbia avuto negli ultimi decenni: quello che i suoi allievi chiamano semplicemente “il professore”.
Udinese di nascita — la definizione di “pisano” che gli viene attribuita è d’adozione, per quanto stia in piedi da oltre cinquant’anni — si era formato al Collegio giuridico della Scuola Normale, con un passaggio di ricerca nelle università tedesche di Tubinga e Heidelberg. Cattedra di diritto penale a Pisa dal 1973, poi il lungo periodo alla Scuola Superiore Sant’Anna, dal 1989 fino al 2014.
Da lì sono passate generazioni di giuristi. E fuori dall’aula ci sono i Lincei, di cui è membro, e le commissioni ministeriali chiamate negli anni a riscrivere pezzi di diritto penale, dal sostanziale al processuale.
Attorno alla famiglia, in queste ore, si è stretta la comunità accademica pisana insieme a colleghi, ex allievi e a tutti quelli che con Guido avevano lavorato.
Sulle esequie non ci sono ancora indicazioni.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






