Pagamenti NASpI settembre 2026 in arrivo: chi riceverà prima l’accredito, quanto spetta e perché può slittare

Daniela Devecchi

Pagamenti NASpI settembre 2026 in arrivo: chi riceverà prima l’accredito, quanto spetta e perché può slittare

I pagamenti NASpI di settembre 2026 sono in arrivo, ma non seguiranno una data uguale per tutti. L’INPS liquida l’indennità in base alla singola posizione: contano la decorrenza della prestazione, lo stato della domanda, le verifiche effettuate e l’eventuale presenza di comunicazioni ancora da esaminare.

Per chi riceve giĂ  regolarmente la disoccupazione, gli accrediti sono attesi soprattutto nella prima metĂ  di settembre. Tempi piĂą lunghi possono riguardare le nuove domande, le pratiche sottoposte a controllo e le prestazioni riprese dopo un contratto di lavoro.

Quando arriva la NASpI

La finestra indicativa per i beneficiari con una pratica già attiva è compresa tra l’8 e il 15 settembre 2026. Alcune disposizioni potrebbero essere completate successivamente, indicativamente entro il 20 settembre.

Questi giorni non rappresentano un calendario ufficiale valido per l’intera platea. La NASpI, diversamente dalle pensioni e da altre prestazioni INPS, viene lavorata individualmente. Due beneficiari possono quindi ricevere il bonifico in momenti differenti anche se la loro indennità è stata riconosciuta nello stesso periodo.

Il giorno realmente attribuito dall’INPS diventa certo soltanto quando compare la disposizione personale di pagamento.

La mensilitĂ  liquidata

Il versamento eseguito a settembre riguarda normalmente la NASpI maturata durante agosto 2026. L’indennità viene infatti corrisposta mensilmente in via posticipata.

Il periodo indicato può essere diverso in presenza di una prima liquidazione, una rata finale, arretrati o conguagli. Se la prestazione è stata sospesa a causa di un nuovo rapporto di lavoro, l’accredito può riferirsi soltanto alle giornate ancora indennizzabili.

Il dettaglio presente nel Fascicolo previdenziale permette di controllare con precisione l’intervallo coperto dal pagamento.

Chi riceve prima l’accredito

I primi versamenti riguardano generalmente le prestazioni già in corso, senza variazioni lavorative o reddituali da verificare. Le pratiche regolari possono essere elaborate con maggiore rapidità perché importo, durata e modalità di pagamento sono già stati definiti.

La situazione cambia quando l’INPS deve controllare un nuovo contratto, una variazione dell’IBAN, il reddito derivante da un’attività autonoma oppure contributi che non risultano ancora acquisiti.

Anche la sede territoriale competente può incidere sui tempi. Le lavorazioni non vengono concluse contemporaneamente in tutta Italia.

Nuove domande NASpI

Chi ha presentato domanda ad agosto o nei primi giorni di settembre potrebbe dover attendere la seconda parte del mese. Prima di autorizzare il bonifico, l’INPS verifica la cessazione involontaria del lavoro, la contribuzione maturata, la durata riconoscibile e la decorrenza dell’indennità.

Per queste pratiche il primo pagamento può arrivare tra il 15 e il 25 settembre, purché l’istruttoria venga conclusa. Se mancano dati contributivi o documenti necessari, la liquidazione può slittare.

La prima rata non sempre corrisponde a un mese intero. Quando la domanda viene trasmessa entro otto giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla fine del rapporto. Se l’invio avviene più tardi, la prestazione parte dal giorno successivo alla presentazione, nel rispetto del termine previsto dalla legge.

Controllo del pagamento

Per conoscere la data assegnata bisogna accedere al Fascicolo previdenziale del cittadino con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.

Il percorso da seguire è:

Fascicolo previdenziale → Prestazioni → Pagamenti

Nella disposizione sono riportati l’importo, il periodo indennizzato, la data di disponibilità, la modalità di accredito e l’ufficio che ha autorizzato il versamento.

La stessa informazione può essere consultata attraverso il servizio MyINPS dedicato agli ultimi pagamenti. Se la nuova disposizione non è ancora presente, significa che la lavorazione mensile non è stata completata per quella posizione.

Importi NASpI 2026

Per il 2026 la retribuzione mensile di riferimento utilizzata nel calcolo è pari a 1.456,72 euro. Il massimale mensile della prestazione è invece fissato a 1.584,70 euro lordi.

Se la retribuzione media mensile del lavoratore non supera il valore di riferimento, l’indennità è pari al 75% della stessa retribuzione. Quando la media è più alta, al 75% della soglia viene aggiunto il 25% della differenza. Rimane comunque applicabile il limite massimo annuale.

La somma effettivamente accreditata è al netto delle trattenute fiscali e può variare in base ai giorni coperti.

Perché l’importo scende

La NASpI è soggetta a una riduzione progressiva del 3% al mese a partire dal sesto mese di fruizione. Per chi aveva compiuto 55 anni alla data della domanda, il meccanismo scatta dall’ottavo mese.

Una diminuzione rispetto al pagamento precedente può quindi derivare dalla normale decurtazione prevista dalla legge. Altre possibili ragioni sono un numero inferiore di giornate riconosciute, un conguaglio fiscale, il recupero di somme già versate o l’arrivo dell’ultima rata.

Prima di segnalare un’anomalia è opportuno confrontare il periodo indicato nella nuova disposizione con quello del mese precedente.

Cause dei ritardi

Il mancato accredito nella finestra ordinaria può dipendere da una pratica ancora in istruttoria. Tra le situazioni che richiedono ulteriori controlli rientrano nuovi rapporti di lavoro, contributi mancanti, cambio dell’IBAN, attività autonoma, redditi da comunicare o conclusione del periodo spettante.

Un contratto subordinato di breve durata può sospendere temporaneamente la NASpI. Al termine del rapporto, la prestazione residua può riprendere se sussistono le condizioni previste.

Le variazioni capaci di influire su importo, durata o diritto devono essere trasmesse con NASpI-Com. Una comunicazione non ancora esaminata può rallentare la disposizione mensile.

NASpI anticipata

Il calendario ordinario non riguarda i beneficiari che hanno richiesto la NASpI anticipata per avviare un’attività autonoma o un’impresa.

Dal 2026 l’anticipazione viene corrisposta in due parti. La prima rata è pari al 70% dell’importo complessivo ed è liquidata dopo l’accoglimento della domanda. Il restante 30% viene riconosciuto al termine del periodo teorico della prestazione e comunque non oltre sei mesi dalla richiesta, dopo le verifiche previste.

Questi versamenti seguono tempi separati rispetto alla NASpI mensile.

FAQ

Quando saranno pagate le NASpI di settembre 2026?

Gli accrediti delle prestazioni già attive sono attesi soprattutto tra l’8 e il 15 settembre. Una parte delle disposizioni può essere completata nei giorni successivi.

Il pagamento arriva nello stesso giorno per tutti?

No. L’INPS non stabilisce una data nazionale unica per la NASpI. Ogni posizione viene lavorata separatamente.

Quale mese viene pagato a settembre?

Nella maggior parte dei casi, il bonifico riguarda l’indennità maturata ad agosto 2026. Prime rate, arretrati e conguagli possono coprire periodi differenti.

Dove si controlla la data esatta?

La data personale è visibile nel Fascicolo previdenziale del cittadino, nella sezione dedicata alle prestazioni e ai pagamenti.

Perché la NASpI può essere più bassa?

L’importo può diminuire per la riduzione mensile del 3%, per un numero inferiore di giorni indennizzati, per trattenute fiscali, conguagli o conclusione della prestazione.