Nuovo Codice della strada 2026, cosa cambia: patente a 17 anni, multa ai pedoni con lo smartphone, casco e targa per le super e-bike, nuove regole per moto e sanzioni notificate in 30 giorni

Daniela Devecchi

Il Codice della strada potrebbe cambiare ancora, questa volta attraverso una revisione complessiva delle regole. Il testo su cui sta lavorando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene su patenti, multe, assicurazioni, biciclette a propulsione, circolazione in autostrada e sicurezza dei pedoni.

Una precisazione è necessaria: le misure contenute nella bozza non sono ancora in vigore. Il documento è stato trasmesso a oltre cento enti, associazioni e operatori, chiamati a presentare osservazioni entro il 13 settembre 2026. Terminato il confronto, il Governo dovrà predisporre il testo definitivo e affrontare i successivi passaggi previsti per l’approvazione.

Nel frattempo continuano ad applicarsi le disposizioni attuali, comprese quelle introdotte dalla riforma entrata in vigore il 14 dicembre 2024.

Patente a 17 anni

La novità destinata a far discutere di più riguarda la patente B a 17 anni. Il minorenne potrebbe sostenere l’esame un anno prima rispetto alla soglia attuale, ma fino al compimento dei 18 anni dovrebbe guidare accompagnato da un adulto in possesso dei requisiti stabiliti dalla futura normativa.

La proposta recepisce il nuovo modello europeo della guida accompagnata. Per chi possiede già una patente A1 o B1, le esercitazioni potrebbero cominciare dai 16 anni.

Restano da definire diversi aspetti pratici: l’anzianità di patente richiesta all’accompagnatore, le caratteristiche dei veicoli utilizzabili, le strade percorribili e le limitazioni applicate ai minorenni. Non si tratta, dunque, di un’autorizzazione immediata a guidare da soli a 17 anni.

La stessa soglia potrebbe essere prevista per alcune categorie legate ai veicoli commerciali e ai camion senza rimorchio. In questo caso sarebbero necessari la Carta di qualificazione del conducente o la partecipazione a specifici percorsi di formazione professionale.

Moto in autostrada

Per i motociclisti si valuta la possibilità di percorrere la corsia di emergenza in autostrada durante incidenti, ingorghi o rallentamenti particolarmente intensi. Il transito dovrebbe avvenire lasciando sempre spazio ai mezzi di soccorso.

La bozza non chiarisce ancora quale sarebbe la velocità consentita, per quanto tempo si potrebbe rimanere nella corsia e se servirà un’autorizzazione degli organi di polizia. Le condizioni operative dovranno quindi essere definite prima dell’entrata in vigore della misura.

Tra gli interventi allo studio rientra anche l’installazione di barriere dotate di protezioni salva-motociclista nei tratti considerati più pericolosi.

Superamento a destra

Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali con almeno tre corsie potrebbe essere introdotta una disciplina più ampia della circolazione per file parallele.

Un automobilista che mantiene la propria corsia avrebbe la possibilità di avanzare sulla destra rispetto a un veicolo più lento rimasto al centro o a sinistra. Questo comportamento non deve essere confuso con il sorpasso effettuato cambiando corsia e rientrando davanti all’altro mezzo.

La formulazione definitiva dovrà stabilire con chiarezza la differenza tra sorpasso e superamento a destra, evitando interpretazioni pericolose. Fino all’approvazione del nuovo testo rimangono valide le regole attuali.

Casco e targa per le super e-bike

Casco e contrassegno identificativo potrebbero diventare obbligatori per i cicli a propulsione, mezzi utilizzati anche per le consegne a domicilio.

La misura non riguarda automaticamente tutte le biciclette elettriche. Sarà necessario individuare le caratteristiche tecniche dei veicoli interessati, separando le normali bici a pedalata assistita dai modelli più potenti, capaci di procedere anche senza il contributo muscolare del conducente.

Il contrassegno avrebbe la funzione di rendere il mezzo identificabile durante i controlli o dopo un incidente. Le modalità di rilascio, i costi e le dimensioni non sono ancora stati fissati.

Veicoli senza assicurazione

La riforma prevede controlli più rapidi contro chi circola senza copertura RCA. Le banche dati della Motorizzazione verrebbero utilizzate per individuare i mezzi non assicurati e attivare un cosiddetto divieto di marcia digitale.

Il proprietario riceverebbe una comunicazione con l’invito a regolarizzare la posizione. Se continuasse a utilizzare il veicolo, al primo controllo su strada potrebbe scattare il sequestro, accompagnato da una sanzione più severa.

Sono previste procedure accelerate anche per la rimozione dei veicoli abbandonati sulle strade e nelle aree pubbliche.

Multe più proporzionate

Il sistema delle sanzioni verrebbe semplificato, passando dalle numerose fasce attuali a circa 21 livelli principali. Gli importi sarebbero collegati maggiormente al pericolo prodotto dalla condotta e alla gravità concreta dell’infrazione.

Per l’eccesso di velocità si pensa a un criterio progressivo, con una multa che cresce in rapporto ai chilometri orari superati. Potrebbero essere previste conseguenze più pesanti quando la violazione coinvolge neopatentati, mezzi pesanti o persone particolarmente esposte, come pedoni e ciclisti.

La bozza punta inoltre a cancellare l’adeguamento automatico biennale delle multe all’inflazione e a ridurre gli incrementi dovuti a piccoli errori nel pagamento.

Verbali entro 30 giorni

Per le infrazioni rilevate a distanza, il termine di notifica potrebbe scendere dagli attuali 90 a 30 giorni. La modifica interesserebbe, tra gli altri, i verbali prodotti da autovelox, telecamere dei varchi ZTL e apparecchi per il controllo dei semafori.

Le notifiche dovrebbero essere inviate in via prioritaria attraverso i sistemi digitali. Allo studio anche procedure più semplici per chiedere l’annullamento in autotutela di un verbale errato e per presentare ricorso al prefetto.

Per le sanzioni non pagate da conducenti stranieri potrebbe essere consentito il recupero nei cinque anni successivi alla violazione, anche quando in Italia venga trovato alla guida del veicolo un conducente diverso.

Proventi delle sanzioni

Il 70% degli incassi delle multe dovrebbe essere attribuito all’ente proprietario della strada, con il vincolo di impiegare il denaro in manutenzione e sicurezza. Il restante 30% andrebbe all’ente che ha effettuato l’accertamento, per sostenere le attività di controllo e le spese di notifica.

La nuova ripartizione mira a rendere più chiaro l’utilizzo dei proventi, destinandone la quota principale agli interventi sulla rete stradale.

Contrassegno disabili

I Comuni potrebbero essere obbligati ad aderire alla piattaforma nazionale CUDE, dedicata al Contrassegno unificato disabili europeo.

Il sistema consente alla persona titolare del permesso di accedere alle ZTL e utilizzare gli spazi riservati anche fuori dal Comune di residenza, senza dover comunicare preventivamente la targa a ogni amministrazione.

Il Comune che non aderisce alla piattaforma rischierebbe di non poter utilizzare le telecamere per accertare a distanza alcune violazioni relative alle ZTL e ai parcheggi per persone con disabilità.

Smartphone e pedoni

La bozza introduce una sanzione di 75 euro per il pedone che usa lo smartphone mentre attraversa la strada o cammina direttamente sulla carreggiata. Il divieto comprenderebbe telefoni, tablet, computer portatili e dispositivi analoghi.

L’utilizzo resterebbe consentito sul marciapiede, nelle emergenze oppure mediante vivavoce e auricolare, purché la persona riesca a percepire adeguatamente i rumori provenienti da entrambe le direzioni.

Prima di attraversare, il pedone dovrebbe fermarsi e verificare di essere stato visto dagli automobilisti. Durante il passaggio non potrebbe compiere movimenti improvvisi o cambiare traiettoria senza una ragione di sicurezza. La precedenza sulle strisce rimarrebbe comunque garantita.

Fuori dai centri abitati, in assenza di illuminazione o in presenza di nebbia, neve e pioggia intensa, potrebbe essere richiesto un giubbotto riflettente o un dispositivo luminoso a chi procede sulla carreggiata.

Nessun divieto per gli over 85

Le limitazioni alla guida per gli automobilisti con più di 85 anni sono state eliminate dalla versione sulla quale proseguirà il lavoro.

Una prima ipotesi prevedeva il divieto di percorrere le autostrade, l’obbligo di rimanere entro 100 chilometri dalla propria residenza e il tasso alcolemico pari a zero. Queste restrizioni sono state accantonate.

Per gli ultraottantacinquenni si lavora invece a visite mediche più accurate, basate sull’effettiva idoneità della persona e non soltanto sull’età anagrafica.

Quando entra in vigore

Al 28 agosto 2026 non esiste una data certa per l’applicazione del nuovo Codice della strada. Il 13 settembre rappresenta il termine assegnato ai soggetti consultati per inviare osservazioni, mentre il 14 ottobre è collegato alla delega legislativa.

Il testo dovrà essere completato, sottoposto ai passaggi istituzionali e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Soltanto allora saranno conosciuti la data di entrata in vigore e gli eventuali periodi transitori.

FAQ

La patente B a 17 anni è già in vigore?

No. È una proposta contenuta nei materiali di lavoro. Fino all’approvazione definitiva restano valide le regole attuali.

I diciassettenni potranno guidare da soli?

La bozza prevede un sistema di guida accompagnata fino ai 18 anni. Condizioni e requisiti devono ancora essere definiti.

I pedoni possono già essere multati per lo smartphone?

Non esiste ancora la nuova sanzione fissa di 75 euro. La misura diventerà applicabile soltanto se confermata nel provvedimento definitivo.

Casco e targa saranno obbligatori per tutte le e-bike?

No. La proposta riguarda i cicli a propulsione che verranno individuati dalla futura normativa, non indistintamente ogni bicicletta elettrica.

Gli over 85 non potranno più guidare in autostrada?

No. Il divieto inizialmente ipotizzato è stato eliminato. Restano allo studio controlli medici più approfonditi.

Le multe dovranno arrivare entro 30 giorni?

Non ancora. La riduzione da 90 a 30 giorni riguarda la futura disciplina dei verbali derivanti da accertamenti effettuati a distanza.