Supplenze GPS 2026/27, ci siamo: bollettini in uscita, primo turno entro il 31 agosto e sanzioni più dure per chi rinuncia

Serena Comito

Sono i giorni che decidono l’anno. Migliaia di docenti precari stanno aggiornando ossessivamente il sito del proprio Ufficio Scolastico Provinciale, perché i bollettini con gli esiti dell’algoritmo stanno uscendo proprio adesso: la finestra prevista va dal 25 al 30 agosto, con il primo turno di nomine da chiudersi entro il 31. La presa di servizio, per chi riceve un incarico, è fissata al 1° settembre.

Una premessa che vale più di tutto il resto: non esiste un calendario nazionale. Ogni provincia va con i propri tempi, e chi aspetta il bollettino di Bari guardando quello di Torino perde solo pazienza.

Chi assegna cosa: due canali da non confondere

Prima di controllare qualsiasi cosa conviene capire di quale supplenza si sta parlando, perché i binari sono due e funzionano in modo diverso.

Le supplenze annuali — quelle fino al 31 agosto o al 30 giugno — le assegnano gli Uffici Scolastici Provinciali tramite l’algoritmo introdotto dall’Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026. Non c’è nessuna telefonata, nessuna mail, nessuna convocazione in presenza: l’esito si legge nel bollettino pubblicato sul sito dell’ATP.

Le supplenze brevi e temporanee, invece, le assegnano le singole scuole attingendo alle Graduatorie d’Istituto, e lì il contatto è diretto. Il preavviso è di 24 ore per gli incarichi pari o superiori a 30 giorni, 12 ore per quelli più brevi.

Da ricordare anche l’ordine di precedenza: prima scorrono sempre le GAE, e solo dopo — o in caso di incapienza — si passa alle GPS.

Come lavora davvero l’algoritmo (e perché l’ordine delle sedi conta)

Qui c’è il malinteso più diffuso. L’algoritmo non confronta tutte le 150 preferenze contemporaneamente scegliendo la migliore: esegue una scansione sequenziale. Parte dalla prima sede indicata, scende in ordine, e appena trova una disponibilità libera e coerente con il profilo assegna la supplenza e si ferma lì.

Tradotto: l’ordine in cui sono state inserite le sedi a luglio è tutto. E il sistema non torna indietro. Una volta che l’abbinamento è fatto, quella è la sede.

C’è però una tutela che nel vecchio sistema non esisteva. Chi non riceve alcuna assegnazione in un turno non è escluso: la mancata nomina non equivale a una rinuncia, e con il meccanismo di ripescaggio previsto dall’OM 27/2026 si resta in gioco per i turni successivi, man mano che si liberano nuove disponibilità.

Le sanzioni: cosa è cambiato, e pesa

Questo è il punto su cui conviene essere chiarissimi, perché rispetto agli anni scorsi l’impianto si è irrigidito parecchio.

Rinunciare a un incarico assegnato dall’algoritmo comporta l’esclusione dalle supplenze annuali e fino al 30 giugno, da GAE e da GPS, per tutto il resto del biennio 2026-2028. Non per un anno: fino alla scadenza delle graduatorie. Una rinuncia a settembre 2026 può quindi pesare fino al 2028.

E attenzione, perché l’ordinanza equipara alla rinuncia esplicita anche due comportamenti passivi: la mancata risposta alla convocazione e la mancata presa di servizio. Restare in silenzio, insomma, non protegge da nulla.

Una distinzione però esiste, ed è importante. Chi rinuncia perde le supplenze lunghe ma può ancora ricevere incarichi brevi e temporanei dalle graduatorie d’istituto. Chi invece abbandona un incarico già iniziato perde anche quelli. Sono due situazioni con conseguenze diverse.

Il capitolo sostegno prima fascia

Discorso a parte per chi è in prima fascia GPS sostegno, dove non si parla di supplenza ma di percorso verso il ruolo. L’incarico è un contratto a tempo determinato dal 1° settembre 2026 al 31 agosto 2027, finalizzato all’immissione in ruolo dopo il superamento dell’anno di formazione e prova.

Le nomine hanno riguardato solo le province con posti residui dopo lo scorrimento di GAE, concorsi ed elenchi regionali, secondo le quote fissate dall’Allegato A al DM n. 136 del 10 luglio 2026. Il quadro è stato molto disomogeneo: alcune regioni hanno dichiarato subito l’assenza di disponibilità, altre avevano contingenti attivi. Dove sono rimasti posti scoperti è partita la mini call veloce, con domande dal 14 al 19 agosto ed esiti entro il 21.

Cosa fare nei prossimi giorni

Tre cose, in ordine di importanza.

Controllare ogni giorno il sito del proprio ATP, che è l’unico canale ufficiale: nessuno chiamerà, nessuno scriverà. Leggere l’incarico per intero prima di rispondere — sede, tipologia di posto, durata — perché una decisione presa di fretta si porta dietro due anni di conseguenze. E, per chi ha una graduatoria a rischio esaurimento, tenere pronto un piano B tra graduatorie d’istituto, interpelli e domande di messa a disposizione.

Il primo turno, in ogni caso, non chiude la partita. Le nomine proseguiranno per tutto l’anno scolastico, perché maternità, distacchi e riduzioni d’orario liberano posti in continuazione.

Domande frequenti

Quando escono i bollettini delle supplenze GPS 2026/27?
Tra il 25 e il 30 agosto 2026, con tempistiche diverse da provincia a provincia. Il primo turno di nomine deve concludersi entro il 31 agosto.

Dove si vedono le convocazioni?
Sul sito dell’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza. Con l’OM 27/2026 la procedura è interamente informatizzata: non ci sono telefonate né convocazioni in presenza.

Quando si prende servizio?
Il 1° settembre 2026 per le nomine del primo turno. Per gli incarichi successivi la data è indicata nel decreto di assegnazione.

Cosa succede se rinuncio a una supplenza GPS?
Si perde il diritto alle supplenze annuali e fino al 30 giugno, da GAE e GPS, per il resto del biennio 2026-2028. Restano possibili le supplenze brevi da graduatoria d’istituto.

E se non rispondo alla convocazione?
La mancata risposta è equiparata alla rinuncia esplicita, con le stesse conseguenze.

Se non ricevo nomina nel primo turno sono escluso?
No. La mancata assegnazione non è una rinuncia: si partecipa ai turni successivi grazie al meccanismo di ripescaggio.

Come sceglie l’algoritmo la sede?
Scorre le preferenze nell’ordine indicato e assegna la prima sede libera e compatibile, interrompendo lì la verifica.