Paolo Aita è morto all’età di 82 anni. Imprenditore conosciuto a Tolmezzo e in tutta la Carnia, aveva costruito una carriera sportiva di primo piano nella cinofilia, conquistando tre titoli mondiali individuali nelle gare di Sant’Uberto. La notizia della scomparsa è stata annunciata dalla moglie Francesca e dai parenti attraverso un necrologio che lo stesso Aita aveva voluto improntare all’ironia.
Secondo le informazioni disponibili, la morte sarebbe avvenuta in seguito a un malore. Non sono stati diffusi altri particolari sulle sue condizioni di salute e non è stata comunicata una causa medica più precisa.
Chi era Paolo Aita
Paolo Aita apparteneva a una famiglia che ha avuto un ruolo importante nella storia industriale della Carnia. Era figlio dell’imprenditore Menotti Aita e fratello minore di Federico Aita, morto nel 2014 a 96 anni.
Il padre Menotti, nato nel 1887, lavorava nel settore del legno e disponeva di una segheria a Tolmezzo. Nel 1924 acquistò, con il sostegno finanziario del cognato Gio Batta Ciani, un complesso industriale di circa 35 mila metri quadrati a Villa Santina. La struttura, inizialmente destinata a diventare una cartiera, fu riconvertita alla lavorazione del legno.
Da quell’operazione nacque la Società Carnica Lavori, una delle realtà produttive più significative del territorio. Menotti Aita partecipò anche allo sviluppo della Cartiera di Tolmezzo e, nel secondo dopoguerra, fu tra i promotori della Casa di riposo cittadina. Nel 2008 il Comune gli intitolò una strada nella zona industriale.
Paolo Aita proseguì l’attività imprenditoriale seguendo soprattutto il settore immobiliare. Il suo nome era legato all’Immobiliare Finanziaria Carnica di Aita Paolo & C., con sede in piazza XX Settembre, nel centro di Tolmezzo.
L’Albergo Roma di Tolmezzo
Aita fu inoltre comproprietario dello storico Albergo Roma, uno dei locali che hanno segnato la vita sociale e gastronomica di Tolmezzo nel Novecento.
La struttura raggiunse una notevole notorietà grazie allo chef Gianni Cosetti, interprete della cucina carnica e figura conosciuta anche fuori dai confini regionali. Nei primi anni Duemila, durante i tentativi di rilanciare l’attività dopo la scomparsa di Cosetti, Paolo Aita si impegnò perché l’albergo tornasse a essere operativo.
Il suo rapporto con Tolmezzo non riguardava soltanto le attività economiche. Seguiva i problemi del centro cittadino e interveniva pubblicamente per segnalare guasti o disservizi. Si occupò anche della tutela della Torre Raitenberger e di un tratto delle antiche mura, ceduti al Comune affinché fossero recuperati e conservati nel rispetto delle caratteristiche storiche.
I titoli mondiali di cinofilia
La parte più conosciuta del percorso di Paolo Aita resta quella legata alla cinofilia venatoria. Per molti anni partecipò alle gare di Sant’Uberto, competizioni nelle quali vengono valutati il comportamento del cacciatore, il lavoro del cane e il rispetto delle regole venatorie.
Il risultato che lo impose a livello internazionale arrivò nel 1990 a Valladolid, in Spagna. In quella manifestazione si classificò al primo posto nella gara individuale e contribuì alla vittoria della squadra italiana.
Aita gareggiava con Alì, il drahthaar che lo accompagnò nelle sue imprese più importanti. Nella formazione italiana erano presenti anche Renzo Pasut con Sila e Guido Lapi con un épagneul breton. Il selezionatore della squadra era Silo Miatton.
Negli anni successivi Aita vinse altri due campionati mondiali individuali, uno disputato in Francia e l’altro in Italia. Le informazioni rese pubbliche non riportano le date e le località di queste due competizioni.
Nel 1991 conquistò anche il Campionato italiano individuale a Campobasso. Nella stessa occasione arrivò il primo posto nella gara a squadre insieme a Renzo Pasut, Diego Paschetto e Giacomo Ridolfi.
Gli incarichi in Federcaccia
Paolo Aita fu tesserato per molti anni con la Federazione Italiana della Caccia. Partecipò alla fondazione della sezione comunale di Cavazzo Carnico, della quale divenne presidente, e ricoprì diversi incarichi nel settore cinofilo regionale.
Alla preparazione per le competizioni affiancava la pratica della caccia, con una particolare predilezione per le beccacce. Continuò a frequentare i terreni di caccia fino a quando le condizioni fisiche glielo consentirono.
Dopo la sua morte, il presidente nazionale di Federcaccia Massimo Buconi lo ha ricordato per il contributo dato alla Federazione e al movimento cinofilo italiano. Un messaggio di cordoglio è stato espresso anche dal commissario regionale Valter Rotter Berton, a nome dei dirigenti e dei soci del Friuli Venezia Giulia.
Il necrologio ironico
L’annuncio funebre di Paolo Aita si apre con una frase scritta in prima persona: «Cari amici e parenti, sono finalmente deceduto anch’io».
Nel testo compare anche la sua ultima richiesta. Al termine del funerale, amici e familiari sono invitati a ritrovarsi al bar per trascorrere un’ora insieme e ricordare gli episodi più divertenti vissuti con lui. Il saluto finale è affidato a poche parole: «Mandi! Ci vediamo presto… forse».
La famiglia ha chiesto di non portare fiori. Le eventuali offerte potranno essere destinate al canile di Tolmezzo, scelta legata alla passione che Aita ha coltivato per tutta la vita nei confronti dei cani.
Moglie e vita privata
Ad annunciare la morte è stata la moglie Francesca, insieme a tutti i parenti. Non sono state rese pubbliche informazioni certe su eventuali figli.
Paolo Aita manteneva la propria vita familiare lontana dall’esposizione pubblica. Le notizie disponibili riguardano soprattutto il lavoro, l’attività cinofila e il suo legame con Tolmezzo e la montagna friulana.
Funerali a Tolmezzo
Il Santo Rosario sarà recitato giovedì 27 agosto 2026 alle ore 18 nella chiesa di Santa Caterina.
I funerali di Paolo Aita saranno celebrati venerdì 28 agosto alle ore 10 nel Duomo di Tolmezzo. Il feretro arriverà dall’ospedale locale. Al termine della funzione seguirà la tumulazione nel cimitero cittadino.
FAQ
Quanti anni aveva Paolo Aita?
Paolo Aita aveva 82 anni.
Qual è stata la causa della morte?
La scomparsa è stata ricondotta a un malore. Non è stata comunicata una diagnosi medica più dettagliata.
Chi è la moglie di Paolo Aita?
La moglie si chiama Francesca. È lei, insieme ai parenti, ad averne annunciato la morte.
Quali titoli aveva vinto?
Paolo Aita aveva conquistato tre campionati mondiali individuali nelle gare di Sant’Uberto. Nel 1990, a Valladolid, vinse anche la gara mondiale a squadre. Nel 1991 si laureò campione italiano individuale a Campobasso.
Quando si svolgono i funerali?
I funerali si terranno venerdì 28 agosto 2026 alle ore 10 nel Duomo di Tolmezzo. Seguirà la tumulazione nel cimitero della città .
Perché nel necrologio invita tutti al bar?
Era un suo desiderio personale. Dopo la cerimonia, amici e parenti sono invitati a trascorrere un’ora insieme ricordando gli episodi più divertenti della sua vita.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






