Dolly Parton è morta martedì 25 agosto 2026, a Nashville. Aveva 80 anni e da qualche tempo aveva diradato le apparizioni, pur continuando a occuparsi dei progetti ai quali teneva di più. Tra questi, il musical autobiografico atteso a Broadway alla fine dell’anno.
La cantante si è spenta al Vanderbilt-Ingram Cancer Center, con i familiari accanto. Il suo portavoce ha riferito che aveva affrontato una breve battaglia contro il cancro. Non sono stati comunicati il tipo di tumore, il momento della diagnosi o il percorso terapeutico seguito.
Con lei scompare una delle figure centrali della musica americana: autrice di migliaia di canzoni, interprete country capace di arrivare al pubblico pop, attrice, imprenditrice e fondatrice di un progetto che ha regalato libri a milioni di bambini.
La causa della morte
La causa indicata dallo staff è un tumore. Le informazioni rese pubbliche si fermano qui: non è noto quale organo fosse stato colpito e non esistono conferme su una forma oncologica precisa.
Nei mesi precedenti Dolly aveva parlato soprattutto di altri problemi. Soffriva di calcoli renali e aveva raccontato di essere alle prese con disturbi del sistema immunitario e digestivo. I farmaci le provocavano una sensazione di stordimento incompatibile con gli spettacoli dal vivo.
Per questo motivo aveva prima rinviato e poi cancellato i sei concerti di Dolly: Live in Las Vegas. A maggio aveva spiegato che le terapie stavano producendo risultati, ma il recupero procedeva lentamente.
Il suo ultimo aggiornamento sulle condizioni fisiche risale al 21 agosto. Disse di avere trascurato alcuni segnali mentre si prendeva cura del marito Carl Dean. Mancavano quattro giorni alla morte.
L’annuncio voluto da Dolly
A dare la notizia è stato Bryan Seaver, figlio di Cassie Parton. Il nipote, che per anni aveva diretto la sicurezza della cantante, è comparso in un video pubblicato sul profilo Instagram ufficiale.
Era un compito stabilito da tempo. Dolly gli aveva chiesto personalmente di parlare a nome della famiglia quando sarebbe arrivato il momento. Seaver l’ha ricordata con i nomi usati nell’ambiente domestico: Sister, Aunt Granny e Gigi.
Il funerale, per sua volontà , sarà ristretto ai parenti più vicini. Non sono stati annunciati né il giorno né il luogo della cerimonia. La famiglia ha chiesto di sostituire i fiori con donazioni all’Imagination Library, l’iniziativa per l’infanzia fondata dalla cantante.
Infanzia nel Tennessee
Dolly Rebecca Parton era nata il 19 gennaio 1946 a Locust Ridge, una zona rurale della contea di Sevier, in Tennessee. I genitori, Robert Lee Parton Sr. e Avie Lee Owens, ebbero dodici figli. Dolly era la quarta.
Cresciuta in una casa con una sola camera da letto, conobbe molto presto le difficoltà economiche. Il padre lavorava nei campi e nei cantieri; la madre si occupava della famiglia e cantava vecchie ballate degli Appalachi.
La musica arrivò prima della scuola. Dolly cantava in chiesa, componeva semplici melodie e partecipava alle trasmissioni delle emittenti locali. Aveva ancora pochi anni quando iniziò a esibirsi davanti a un pubblico. Da adolescente incise i primi brani.
Terminati gli studi, prese la strada di Nashville. Nella città della musica country trovò inizialmente spazio come autrice, scrivendo anche per altri interpreti.
Il successo con Porter Wagoner
Nel 1967 entrò nel programma televisivo di Porter Wagoner. La collaborazione produsse numerosi album e una lunga serie di duetti. Per Dolly significò raggiungere il pubblico nazionale, ma anche legare la propria immagine a quella di un artista già affermato.
Sette anni più tardi decise di rendersi indipendente. La separazione professionale non fu semplice e trovò una forma musicale in I Will Always Love You, composta come saluto a Wagoner.
Dolly portò la canzone in cima alla classifica country nel 1974 e nuovamente nel 1982. Dieci anni dopo, Whitney Houston la incise per la colonna sonora di The Bodyguard. Quella versione vendette milioni di copie e rese il titolo riconoscibile in ogni parte del mondo.
Jolene, 9 to 5 e gli altri brani
La carriera solista era già decollata con Jolene, pubblicata nel 1973. La protagonista si rivolge a una donna che potrebbe portarle via l’uomo amato. Bastano pochi accordi, un nome ripetuto e una richiesta senza aggressività : una struttura essenziale, rimasta intatta nel tempo.
In Coat of Many Colors, invece, Dolly raccontò un episodio familiare. Sua madre aveva cucito per lei un cappotto utilizzando ritagli di tessuto. A scuola i compagni lo derisero; nella canzone quel vestito povero diventa il segno concreto dell’affetto ricevuto.
Poi arrivarono Here You Come Again, Joshua, Love Is Like a Butterfly e 9 to 5. Quest’ultima accompagnava il film omonimo del 1980 e parlava di lavoro, stipendi bassi e discriminazioni. Il rumore che apre il pezzo, simile a quello di una macchina da scrivere, fu ottenuto facendo battere le unghie acriliche della cantante.
Nel 1983 condivise con Kenny Rogers Islands in the Stream. Il brano raggiunse il primo posto negli Stati Uniti e diventò uno dei duetti più popolari del periodo.
Dolly Parton ha venduto oltre 100 milioni di dischi. Ventisei sue canzoni sono arrivate al vertice della classifica country di Billboard. Suonava inoltre diversi strumenti, fra cui chitarra, banjo, autoharp, dulcimer, pianoforte, violino e sassofono.
I film con Jane Fonda e Stallone
Il cinema le offrì un’altra strada. Debuttò in Dalle 9 alle 5… orario continuato, insieme a Jane Fonda e Lily Tomlin. Interpretava Doralee Rhodes, segretaria giudicata per il proprio aspetto e costretta a difendersi dalle attenzioni del datore di lavoro.
La canzone scritta per il film le valse una candidatura all’Oscar. La pellicola ebbe successo e Dolly proseguì con Il più bel casino del Texas, Rhinestone accanto a Sylvester Stallone e Fiori d’acciaio.
Negli anni successivi alternò film, produzioni televisive e programmi musicali. Comparve anche in Hannah Montana, dove recitò al fianco di Miley Cyrus. Nella vita privata era la sua madrina.
Il matrimonio con Carl Dean
Carl Dean vide Dolly per la prima volta nel 1964, davanti a una lavanderia di Nashville. Lei aveva 18 anni ed era arrivata in città da pochissimo. Si sposarono il 30 maggio 1966.
Lui scelse di rimanere fuori dallo spettacolo. Non accompagnava abitualmente la moglie alle cerimonie e non cercò mai una carriera legata al suo nome. La scarsità di fotografie della coppia alimentò a lungo curiosità e voci, ma il matrimonio proseguì per quasi 59 anni.
Carl è morto il 3 marzo 2025, a 82 anni. Dolly sospese parte del lavoro per assisterlo e in seguito parlò apertamente della fatica provata dopo la perdita.
Non ebbero figli. La cantante aveva raccontato che, con il passare degli anni, aveva considerato quella parte della propria storia come un destino ormai accettato. Si occupò dei fratelli più giovani, fu molto presente nella vita dei nipoti e concentrò gran parte dell’attività benefica sull’infanzia.
Il progetto Imagination Library
L’Imagination Library nacque nel 1995 nella contea di Sevier. L’obiettivo era spedire gratuitamente un libro al mese ai bambini, dalla nascita fino all’età scolare, indipendentemente dal reddito dei genitori.
Dolly pensò al progetto ricordando il padre, che non aveva imparato a leggere e scrivere. Quella prima iniziativa locale crebbe fino a raggiungere cinque Paesi. I volumi distribuiti hanno superato quota 300 milioni.
Il suo impegno riguardò anche le famiglie colpite dagli incendi in Tennessee. Nel 2020 donò un milione di dollari alla Vanderbilt University per la ricerca sul coronavirus; parte di quegli studi contribuì al successivo sviluppo del vaccino Moderna.
Grammy e riconoscimenti
Dolly Parton ha vinto 10 Grammy competitivi su 55 candidature. Nel 2011 ricevette anche il Grammy Lifetime Achievement Award, destinato agli artisti che hanno segnato la storia della musica.
Dal 1999 faceva parte della Country Music Hall of Fame. Nel 2022 entrò nella Rock & Roll Hall of Fame, dopo avere inizialmente espresso dubbi sulla propria appartenenza al genere rock. Registrò quindi l’album Rockstar, pubblicato l’anno successivo.
Tra gli altri riconoscimenti figurano la National Medal of Arts e il Kennedy Center Honor. Il 19 agosto 2026, meno di una settimana prima della morte, furono rese note 82 nuove certificazioni ottenute dai suoi dischi in 14 Paesi.
L’ultima apparizione e Broadway
Dolly si mostrò in pubblico per l’ultima volta il 24 giugno 2026. Partecipò all’apertura del Dolly’s Tennessean Travel Stop di Cornersville, tagliò il nastro e salutò i presenti. Dopo quella giornata non prese parte ad altri eventi ufficiali.
Continuava però a seguire DOLLY: A True Original Musical, scritto insieme a Maria S. Schlatter e diretto da Bartlett Sher. Lo spettacolo ripercorre la sua vita utilizzando le canzoni più note e alcuni pezzi composti appositamente.
Il debutto a Broadway rimane fissato per dicembre 2026, al St. James Theatre.
FAQ
Quando è morta Dolly Parton?
La cantante è morta il 25 agosto 2026 a Nashville. Aveva 80 anni.
Di quale malattia soffriva?
Il portavoce ha indicato come causa della morte il cancro, senza precisare il tipo di tumore.
Dolly Parton aveva figli?
No. Durante il matrimonio con Carl Dean non ha avuto figli.
Quanto è durato il matrimonio con Carl Dean?
I due si sposarono nel maggio 1966 e rimasero insieme fino alla morte di lui, avvenuta nel marzo 2025: quasi 59 anni.
Qual è la canzone più famosa di Dolly Parton?
Tra i titoli maggiormente legati al suo nome ci sono Jolene, 9 to 5 e I Will Always Love You. Quest’ultima raggiunse un pubblico ancora più vasto grazie all’interpretazione di Whitney Houston.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






