Auto aziendali, stretta fiscale dal 2026: fringe benefit più alto del 50% dopo cinque anni, rincaro del 5% sugli optional e nuove regole in busta paga

Daniela Devecchi

Auto aziendali, stretta fiscale dal 2026: fringe benefit più alto del 50% dopo cinque anni, rincaro del 5% sugli optional e nuove regole in busta paga

Cambiano i conti per i dipendenti che utilizzano un’auto aziendale anche nel tempo libero. Il decreto correttivo Omnibus interviene sul valore fiscale del veicolo, introducendo una penalizzazione legata alla sua anzianità e un calcolo specifico per gli accessori non compresi nelle tabelle ACI.

Le disposizioni sono contenute nel decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 148, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto ed entrato in vigore il giorno successivo. Per le auto aziendali, tuttavia, la decorrenza è fissata al periodo d’imposta 2026.

La modifica più pesante riguarda i mezzi immatricolati da oltre cinque anni. In questi casi il fringe benefit imponibile sale del 50%. La nuova regola non interessa soltanto diesel e benzina: comprende anche auto elettriche, plug-in e ibride tradizionali.

Fringe benefit auto 2026

Il provvedimento riguarda i veicoli concessi in uso promiscuo, quindi disponibili sia per gli spostamenti di lavoro sia per quelli personali del dipendente.

Il valore da inserire in busta paga continua a essere determinato attraverso il costo chilometrico indicato nelle tabelle ACI, calcolato su una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri l’anno. Non contano i chilometri realmente percorsi, il prezzo pagato dall’azienda o l’importo del canone di noleggio.

Restano in vigore le percentuali introdotte dalla legge di Bilancio 2025:

  • 10% per i veicoli esclusivamente elettrici;
  • 20% per le ibride plug-in;
  • 50% per benzina, diesel, GPL, metano, mild hybrid e full hybrid non ricaricabili.

Il risultato rappresenta il valore fiscale del vantaggio riconosciuto al lavoratore. Su questa cifra vengono calcolati imposte e contributi, tenendo conto delle eventuali somme trattenute al dipendente per l’utilizzo dell’automobile.

Aumento dopo cinque anni

La maggiorazione scatta dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della prima immatricolazione. Il riferimento non è quindi la data di acquisto da parte dell’impresa e neppure il giorno dell’assegnazione.

Per un’auto immatricolata nel 2021, il quinto anno successivo termina il 31 dicembre 2026. Il nuovo valore maggiorato si applica dal 1° gennaio 2027.

Se il valore convenzionale di un’auto termica è pari a 6.000 euro annui, nei primi cinque anni il fringe benefit corrisponde al 50%, quindi a 3.000 euro. Dopo il termine previsto dal decreto, la cifra aumenta a 4.500 euro.

Questo non significa che il dipendente pagherà automaticamente il 50% in più su tutte le imposte. A crescere è la base imponibile collegata all’automobile. L’effetto netto sullo stipendio dipenderà dall’aliquota Irpef personale, dalle addizionali e dai contributi applicati.

Tutte le auto coinvolte

Il criterio dell’anzianità vale indipendentemente dal tipo di alimentazione. Un’elettrica continua a beneficiare della percentuale iniziale del 10%, mentre una plug-in conserva quella del 20%, ma anche per questi mezzi il valore ottenuto viene aumentato del 50% una volta superato il limite temporale.

L’impatto resta più elevato per diesel, benzina e ibride non ricaricabili, che partono da una percentuale ordinaria del 50%. Dopo la maggiorazione, il loro valore imponibile arriva di fatto al 75% dell’importo convenzionale ACI.

La misura punta a scoraggiare la permanenza nelle flotte dei veicoli più datati. Le aziende che prorogano i contratti di noleggio o riassegnano più volte la stessa automobile dovranno quindi valutare il maggiore costo fiscale e contributivo.

Optional e allestimenti

Un’altra novità riguarda gli accessori non valorizzati nelle tabelle ACI. Quando sono pagati dall’azienda e non acquistati direttamente dal lavoratore, il fringe benefit viene incrementato in misura forfettaria del 5%.

Si tratta di una maggiorazione unica. Il decreto non prevede un aumento del 5% per ogni optional presente sulla vettura.

La disposizione può interessare, per esempio, particolari sistemi di navigazione, dotazioni aggiuntive, pacchetti interni o allestimenti che non risultano già compresi nel valore individuato dall’ACI. Le somme eventualmente versate dal dipendente per la concessione del mezzo, comprese quelle riferite agli accessori, devono essere considerate nel calcolo finale.

Se l’automobile supera anche il quinto anno dalla prima immatricolazione, le due maggiorazioni possono sommarsi: 50% per l’anzianità e 5% per gli optional.

Auto riassegnate

Il passaggio del veicolo da un lavoratore a un altro non azzera il conteggio. L’età continua a essere calcolata partendo dalla prima immatricolazione.

Un’auto immatricolata nel 2020 e consegnata a un nuovo dipendente nel 2026 non viene considerata fiscalmente come una vettura appena assegnata. La riassegnazione non permette quindi di evitare l’incremento previsto per i mezzi più vecchi.

Questa regola interessa in particolare le imprese che mantengono a lungo le automobili nel proprio parco mezzi, affidandole successivamente a più dipendenti.

Regime transitorio

Il decreto mette ordine anche nelle assegnazioni rimaste a cavallo tra il vecchio e il nuovo sistema. Conservano la precedente disciplina basata sulle emissioni di anidride carbonica:

  • i veicoli concessi in uso promiscuo dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024;
  • quelli ordinati dal datore di lavoro entro il 31 dicembre 2024 e affidati al dipendente durante il 2025.

Il vecchio calcolo prevede una percentuale del 25% per le vetture con emissioni fino a 60 grammi di COâ‚‚ per chilometro, del 30% tra 61 e 160 grammi, del 50% tra 161 e 190 grammi e del 60% oltre i 190 grammi.

Queste percentuali restano valide fino alla fine del quinto anno successivo alla prima immatricolazione. In seguito si applica anche a tali veicoli la maggiorazione del 50%.

La tutela continua a valere se l’automobile viene consegnata a un altro dipendente. Viene così evitato il passaggio automatico a un regime differente per il solo fatto che cambia l’utilizzatore.

Conguagli in busta paga

Sebbene il decreto sia entrato in vigore ad agosto, le nuove disposizioni trovano applicazione dall’inizio del 2026. Le aziende devono pertanto controllare le date di immatricolazione, gli optional installati e il regime fiscale attribuito a ciascun mezzo.

Se nei primi mesi dell’anno è stato indicato un valore inferiore a quello dovuto, il datore di lavoro potrebbe dover effettuare un conguaglio nei cedolini successivi. L’operazione può produrre una riduzione dello stipendio netto del dipendente e un aumento dei contributi a carico dell’impresa.

Per i comportamenti adottati fino al 31 dicembre 2025 sugli accessori viene prevista una salvaguardia. Non è invece riconosciuto il rimborso delle eventuali maggiori imposte già versate.

Chi rischia un costo maggiore

La stretta incide soprattutto sui lavoratori ai quali sono affidate auto termiche mantenute in flotta per più di cinque anni. Rientrano tra i casi più esposti anche le vetture usate, i contratti di noleggio prorogati e i mezzi passati nel tempo tra più assegnatari.

Per le imprese diventa necessario conservare un’anagrafica precisa di ogni automobile, indicando la data della prima immatricolazione, l’alimentazione, gli accessori non compresi nelle tabelle ACI e le somme pagate dal dipendente.

L’auto aziendale resta un vantaggio contrattuale, ma il suo peso fiscale non rimane più invariato durante l’intero periodo di assegnazione. Con il passare degli anni, lo stesso veicolo può generare un imponibile sensibilmente più elevato.

FAQ

Da quando valgono le nuove regole sulle auto aziendali?

Le disposizioni si applicano dal periodo d’imposta 2026, anche se il decreto legislativo n. 148 è entrato in vigore il 12 agosto.

Le tasse del dipendente aumentano direttamente del 50%?

No. Aumenta del 50% il valore imponibile del fringe benefit legato all’auto. La maggiore trattenuta effettiva dipende dalla posizione fiscale e contributiva del lavoratore.

La maggiorazione riguarda soltanto diesel e benzina?

No. Si applica a tutte le alimentazioni, comprese auto elettriche e ibride plug-in. Cambia però la percentuale utilizzata per il calcolo iniziale.

Il 5% si applica a ogni optional?

No. È una maggiorazione forfettaria unica prevista quando sono presenti accessori o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati direttamente dal dipendente.

Cambiare assegnatario fa ripartire il conteggio dei cinque anni?

No. Fa fede la prima immatricolazione del veicolo, anche quando l’automobile viene affidata a un altro lavoratore.