Chi sono i genitori di Massimiliano Gatti: il padre Roberto volato in Messico, la madre Flaviana Candida e l’accusa sulla sicurezza dell’hotel

Serena Comito

Chi sono i genitori di Massimiliano Gatti: il padre Roberto volato in Messico, la madre Flaviana Candida e l'accusa sulla sicurezza dell'hotel

Uno è partito subito, appena arrivata la notizia. L’altra è rimasta a Basiglio e ha affidato ai social le parole più dure di questa vicenda. Roberto Gatti e Flaviana Candida sono i genitori di Massimiliano, il 38enne morto in Messico il 16 agosto dopo una caduta dalle scale interne della camera d’albergo.

Da una settimana stanno affrontando due cose insieme: il rientro del corpo del figlio e la ricerca di una risposta su come sia potuto accadere.

Il padre a Holbox per il rimpatrio e per capire

Roberto Gatti è presidente del Gruppo Bea, azienda milanese fondata nel 1973 e diventata negli anni uno dei punti di riferimento della città nella distribuzione di ceramiche, arredo bagno e finiture per la casa. La sede di Milano occupa circa diecimila metri quadrati, di cui quattromila di showroom, con un secondo polo a Pero. Un’attività di famiglia costruita in mezzo secolo, di cui nel 2023 aveva raccontato pubblicamente storia e progetti.

Quando è arrivata la notizia della morte del figlio è salito su un aereo. Si trova in Messico da giorni e, insieme alla fidanzata di Massimiliano, sta seguendo tutte le pratiche per il rimpatrio della salma, atteso a Milano in questi giorni. Ma non è andato lì solo per la burocrazia: sta seguendo da vicino anche gli accertamenti delle autorità locali sulla dinamica.

I funerali potranno essere organizzati soltanto dopo il rientro, presumibilmente nei prossimi giorni.

La madre e l’accusa alla struttura

È stata Flaviana Candida a dare pubblicamente la notizia, con un messaggio su Facebook rivolto a chi negli anni le aveva sempre parlato bene del figlio. Un testo scritto in stato di shock, in cui diceva di non riuscire a respirare per il dolore e di non sapere dove avrebbe trovato la forza per andare avanti.

Poi, nei giorni successivi, è arrivata l’accusa. “Mio figlio è morto perché le scale dell’albergo non erano in sicurezza”, ha dichiarato al Giorno. Una posizione netta, che coincide con quanto raccontato dagli amici presenti: secondo la loro ricostruzione Massimiliano si sarebbe appoggiato a un corrimano fatto di tre rami intrecciati, staccatosi dalla parete.

Resta una versione della famiglia e dei testimoni, non un dato accertato. Saranno le autorità messicane a stabilire se ci siano responsabilità della struttura.

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Cosa è successo davvero: la ricostruzione corregge anche il luogo

Sulla dinamica, nel frattempo, il quadro si è fatto più preciso — e smentisce parecchi dei primi racconti. L’incidente non è avvenuto a Cancún ma a Holbox, isola a circa centosessanta chilometri di distanza. E non sulle scale comuni dell’hotel, ma su quelle interne alla camera.

Un amico del gruppo, intervistato da Tgcom24, ha spiegato che la comitiva avrebbe dovuto alloggiare in stanze su un piano unico: all’arrivo hanno ricevuto un upgrade con una camera su due livelli. Massimiliano era appena uscito dalla doccia, il gruppo si stava preparando per un’escursione serale. I gradini, ha raccontato lo stesso amico, erano di legno, stretti e sfalsati, tali da non consentire di appoggiare il piede per intero.

Poi il capitolo soccorsi, quello che pesa forse di più. Sull’isola non c’erano ambulanze. La comitiva ha dovuto noleggiare una lancia, spendendo circa centocinquanta euro, per raggiungere il porto di Chiquilá. Da lì un’ora e quaranta minuti di ambulanza fino a Cancún. In tutto, dalla caduta all’arrivo in ospedale, tre ore e mezza. Massimiliano è stato dichiarato morto alle tre del mattino.

Un secondo lutto in famiglia

Come se non bastasse, nei giorni successivi la famiglia ha dovuto affrontare un’altra perdita: a Basiglio è morto anche il nonno materno di Massimiliano.

Intorno ai Gatti si è stretta l’intera comunità. Le due coppie di amici che erano in viaggio con Massimiliano e la fidanzata, tutti di Basiglio, sono già rientrate in Italia. La Farnesina continua a seguire il caso per via diplomatica.