Addio al trucco delle targhe estere: Rc auto italiana per i veicoli usati stabilmente in Italia, chi rischia e quando cambia tutto

Daniela Devecchi

Addio al trucco delle targhe estere: Rc auto italiana per i veicoli usati stabilmente in Italia, chi rischia e quando cambia tutto

Una targa polacca, bulgara o ceca non basterà più per ottenere una polizza assicurativa a condizioni più convenienti rispetto a quelle italiane. Il Governo prepara una nuova stretta sui veicoli immatricolati all’estero ma utilizzati abitualmente nel nostro Paese: per quelli soggetti all’iscrizione al REVE potrebbe diventare obbligatoria una copertura Rc stipulata con un’impresa italiana o con una compagnia autorizzata a operare in Italia.

La novità è contenuta nei materiali di lavoro del nuovo Codice della strada. Va chiarito subito un punto: a oggi, 21 agosto 2026, la disposizione non è ancora in vigore. Il testo è nella fase di consultazione e potrà essere modificato prima dell’approvazione definitiva.

Non saranno vietate le targhe straniere e non cambierà nulla, in linea generale, per i turisti che entrano temporaneamente in Italia con la propria automobile. La misura punta invece a contrastare l’esterovestizione dei veicoli, un sistema diventato particolarmente diffuso in Campania e legato soprattutto alle targhe polacche.

Rc auto italiana

Il principio inserito nella bozza è semplice: quando un mezzo straniero deve essere registrato nel REVE, il Registro dei veicoli esteri, l’assicurazione potrebbe essere stipulata soltanto con una compagnia italiana oppure con un’impresa estera autorizzata dall’IVASS a esercitare la Rc auto nel nostro Paese.

La definizione “assicurazione italiana”, quindi, non riguarda necessariamente la nazionalità della compagnia. Anche un’impresa con sede all’estero potrebbe offrire la copertura, a condizione di essere regolarmente abilitata sul mercato italiano.

Per gli automobilisti interessati il cambiamento sarebbe rilevante. Il premio verrebbe determinato tenendo conto del rischio assicurativo italiano, compresa la zona nella quale il veicolo viene utilizzato. Verrebbe meno uno dei principali vantaggi economici legati all’immatricolazione in Paesi dove assicurazioni e adempimenti hanno costi inferiori.

Chi dovrà adeguarsi

La stretta dovrebbe riguardare i veicoli intestati a persone o società estere che vengono concessi a un residente in Italia per oltre 30 giorni complessivi nell’anno solare, anche non consecutivi.

Rientrano in questa situazione le auto, le moto e gli scooter utilizzati attraverso contratti di noleggio, leasing, comodato, usufrutto o altri accordi che attribuiscono la disponibilità del mezzo.

La normativa attuale impone già all’utilizzatore di registrare nel REVE il titolo in base al quale dispone del veicolo e la relativa durata. A bordo devono essere conservati la carta di circolazione straniera, il contratto con data certa e l’attestazione rilasciata dopo la registrazione.

Diverso il caso del residente che sia anche proprietario del veicolo straniero. La regola generale prevede che debba immatricolarlo in Italia entro tre mesi dall’acquisizione della residenza. L’iscrizione al REVE non può essere utilizzata come alternativa alla targa italiana quando la reimmatricolazione è obbligatoria.

Turisti esclusi

Il provvedimento non significa che ogni automobile straniera presente sulle strade italiane dovrà acquistare una nuova polizza.

I cittadini residenti all’estero potranno continuare a entrare in Italia con un veicolo regolarmente immatricolato e assicurato nel Paese d’origine, rispettando i limiti previsti per la permanenza. Non dovrebbero essere coinvolti neppure i conducenti che utilizzano occasionalmente un mezzo estero senza superare la soglia annuale stabilita per il REVE.

Esistono poi alcune esclusioni specifiche. Tra queste rientrano, a determinate condizioni, i dipendenti residenti in Italia che guidano il veicolo di un’impresa straniera esclusivamente per ragioni di lavoro e senza autonomia nell’utilizzo. È escluso anche il conducente che viaggia insieme al proprietario residente all’estero presente a bordo.

Il sistema polacco

Il fenomeno che ha spinto il Governo a intervenire riguarda soprattutto veicoli precedentemente immatricolati in Italia e successivamente trasferiti, almeno formalmente, in Polonia.

Il mezzo viene radiato dal Pubblico Registro Automobilistico per esportazione, immatricolato all’estero a nome di una società e poi riconsegnato alla stessa persona attraverso un contratto di noleggio o leasing. L’utilizzatore continua così a guidare la propria auto o il proprio scooter, pur non figurando più come proprietario.

La procedura non è automaticamente illegale. L’irregolarità nasce quando l’intestazione è fittizia, i documenti riportano informazioni false, il mezzo non possiede una revisione valida oppure la copertura assicurativa indicata nel contratto è inesistente o scaduta.

L’immatricolazione straniera ha permesso inoltre di ridurre le spese legate alla Rc auto e, in alcuni casi, di complicare la notifica delle sanzioni. Dopo le targhe tedesche e bulgare, negli ultimi anni sono diventate particolarmente comuni quelle polacche.

Il caso Napoli

Il fenomeno ha assunto proporzioni consistenti nell’area napoletana, dove i premi assicurativi risultano storicamente più alti rispetto a molte province del Centro e del Nord.

In un’interrogazione parlamentare presentata nel gennaio 2026 sono stati citati circa 53 mila veicoli con targa estera registrati in Italia, dei quali 35 mila concentrati a Napoli. Il dato comprende automobili, mezzi di lusso, Suv, motocicli e scooter.

Le iscrizioni effettuate nel solo 2025 nella provincia di Napoli sarebbero state 14.066. Questo numero indica le nuove registrazioni dell’anno e non deve essere confuso con il totale dei veicoli stranieri presenti sul territorio.

La futura disposizione dovrebbe applicarsi a tutti i mezzi soggetti al REVE, indipendentemente dal Paese di immatricolazione. Passare da una targa polacca a una bulgara o ceca, dunque, non consentirebbe di evitare l’obbligo assicurativo.

Danni senza copertura

L’allarme è cresciuto dopo il forte aumento degli incidenti provocati all’estero da veicoli con targa polacca privi di una Rc valida.

Nel 2025 il PBUK, l’organismo che gestisce il sistema assicurativo polacco nei sinistri internazionali, ha registrato 3.188 nuove richieste di risarcimento per danni causati fuori dalla Polonia da mezzi non assicurati. Nel 2024 erano state 1.574: l’incremento ha superato il 100%.

Le pratiche italiane hanno avuto un peso rilevante. Il PBUK ha avviato azioni di rivalsa per recuperare le somme pagate ai danneggiati. Le iniziative coinvolgerebbero conducenti, intestatari, società e intermediari individuati come responsabili nei singoli procedimenti.

La cifra di 80 milioni di euro, associata a circa 500 azioni, non rappresenta una richiesta della Polonia nei confronti dello Stato italiano. Si tratta del valore attribuito alle somme che l’organismo assicurativo polacco starebbe cercando di recuperare dai soggetti coinvolti.

Controlli sulle targhe

Dal 13 agosto 2026 le forze dell’ordine italiane dispongono di collegamenti ai portali pubblici polacchi per effettuare verifiche più rapide.

Durante un controllo è possibile accertare la validità dell’immatricolazione, la corrispondenza dei dati tecnici, la copertura Rc e le informazioni relative ai documenti di circolazione. In passato queste verifiche potevano richiedere uno scambio di comunicazioni fra amministrazioni, con tempi decisamente più lunghi.

Polonia e Italia stanno inoltre collaborando per individuare i veicoli senza assicurazione o revisione. Tra le misure valutate dalle autorità polacche compare la radiazione automatica dei mezzi che non rispettano entrambi gli obblighi.

IPT già obbligatoria

Una prima stretta è già operativa. Dal 25 maggio 2026 l’iscrizione al REVE comporta il pagamento dell’Imposta provinciale di trascrizione.

L’IPT si aggiunge agli emolumenti ACI e all’imposta di bollo. Il suo importo varia in base al tipo di veicolo, alla potenza e alla provincia competente. Per le vetture più potenti il costo può diventare consistente.

L’obiettivo è ridurre la differenza di trattamento tra i mezzi immatricolati in Italia e quelli stranieri utilizzati stabilmente sul territorio nazionale. Il possibile obbligo assicurativo rappresenterebbe il secondo intervento diretto sui costi dell’esterovestizione.

Quando cambia la legge

Le associazioni e gli operatori coinvolti nella consultazione potranno presentare osservazioni e proposte fino al 13 settembre 2026. Terminata questa fase, il Governo dovrà definire lo schema della riforma.

Il provvedimento dovrà ottenere i pareri previsti, essere sottoposto alle Commissioni parlamentari competenti e ricevere l’approvazione definitiva. Soltanto dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sarà possibile conoscere la data esatta di applicazione.

Fino a quel momento continueranno a valere le regole attuali. Chi possiede una polizza estera valida e rispetta gli obblighi del REVE non deve sostituirla immediatamente. Restano ancora da stabilire anche il periodo concesso per adeguarsi, le eventuali eccezioni e le sanzioni applicabili.

Tariffe Rc auto

La proposta ha riaperto la discussione sulle differenze territoriali dei premi assicurativi. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli ha condiviso la necessità di contrastare intestazioni fittizie e mezzi non assicurati, chiedendo però una tariffa più uniforme per gli automobilisti virtuosi.

Il nodo riguarda soprattutto Napoli e altre province meridionali, dove assicurare un’automobile o uno scooter può costare molto più che in altre zone d’Italia. La nuova norma ridurrebbe la convenienza delle targhe estere, senza intervenire direttamente sulle cause economiche che hanno favorito la crescita del fenomeno.

FAQ

L’assicurazione italiana per le targhe estere è già obbligatoria?

No. Al 21 agosto 2026 la misura è contenuta nei materiali di lavoro del nuovo Codice della strada, ma non è ancora entrata in vigore.

La nuova regola riguarderà tutte le automobili straniere?

No. Dovrebbe interessare principalmente i veicoli utilizzati stabilmente in Italia e soggetti all’iscrizione al REVE. I turisti e gli automobilisti residenti all’estero non saranno obbligati a comprare una polizza italiana per un soggiorno temporaneo.

Sarà necessario cambiare la targa polacca con una targa italiana?

Non automaticamente. La proposta riguarda la compagnia con cui stipulare l’assicurazione, non introduce un divieto generale delle targhe straniere. L’immatricolazione italiana resta obbligatoria nei casi già stabiliti dalla legge.

Quali veicoli devono essere iscritti al REVE?

In generale, quelli intestati a un soggetto estero e concessi a una persona residente in Italia per più di 30 giorni nell’anno, anche non consecutivi. L’utilizzo deve essere provato da un documento con data certa.

Da quando si paga l’IPT sul REVE?

L’Imposta provinciale di trascrizione si applica alle nuove formalità di registrazione dal 25 maggio 2026. L’importo varia in base al veicolo e alla provincia competente.

Quando entrerà in vigore la nuova assicurazione?

Non esiste ancora una data certa. Occorrono la conclusione della consultazione, l’esame dello schema, i pareri istituzionali, l’approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.