A Sangineto aveva una casa nella quale tornava durante l’estate. È lì, nel comune calabrese affacciato sul Tirreno, che si è spento Michele Pinto, avvocato penalista ed ex ministro dell’Agricoltura. Aveva 95 anni.
Con lui c’erano i figli Rocco, Etta e Alessandra. La causa della morte non è stata comunicata e non risultano elementi che permettano di indicarla. La notizia è diventata pubblica giovedì 20 agosto 2026.
Le esequie sono in programma venerdì 21 agosto alle 16:30, nella Chiesa del Sacro Cuore di Salerno. Dopo la messa, Pinto sarà sepolto nella città in cui aveva costruito la propria carriera forense e politica.
Gli anni a Teggiano
Pinto Studiò Giurisprudenza, specializzandosi in diritto penale e, una volta laureato, si trasferì a Salerno.
La politica cominciò dalla dimensione locale. Fu consigliere comunale a Salerno, poi consigliere provinciale. Arrivò quindi alla Regione Campania, dove sedette in Consiglio e ricoprì più volte l’incarico di assessore tra il 1970 e il 1983. Tra le deleghe affidategli ci furono l’Agricoltura e le Foreste.
Militava nella Democrazia Cristiana e faceva parte dell’area morotea. Nel suo percorso ebbero un ruolo i rapporti con Ciriaco De Mita e Nicola Mancino. Quando la DC concluse la propria storia, Pinto aderì al Partito Popolare Italiano.
Diciotto anni in Senato
Il salto nella politica nazionale avvenne nel 1983, con l’elezione al Senato nel collegio di Sala Consilina-Vallo della Lucania. Pinto rimase a Palazzo Madama fino al maggio 2001.
Furono cinque legislature senza interruzioni, dalla IX alla XIII. Fece parte della Commissione Giustizia e della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, della quale fu anche vicepresidente.
All’inizio degli anni ’90 ricoprì inoltre la vicepresidenza del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato.
Poi, venne eletto vicepresidente del Senato. Conservò l’incarico sino all’8 maggio 1996. Alle elezioni di quell’anno ottenne un nuovo mandato in Campania, ancora una volta a Palazzo Madama.
Non fu dunque eletto alla Camera nel 1996. Questa indicazione, comparsa in alcune ricostruzioni biografiche, contrasta con la documentazione parlamentare: Pinto fu senatore anche durante la XIII legislatura.
La nomina a ministro
Romano Prodi lo inserì nella squadra di governo formata dopo le elezioni del 1996. Pinto assunse la guida del ministero delle Risorse agricole, alimentari e forestali nel maggio di quell’anno. Dal giugno 1997, cambiato il nome del dicastero, diventò ministro per le Politiche agricole.
Il suo mandato terminò nell’ottobre 1998. Il nodo più difficile da affrontare fu quello delle quote latte, che aveva provocato proteste tra gli allevatori e aperto un duro confronto politico sulle responsabilità dell’Italia nei rapporti con l’Unione europea.
Lega Nord e Alleanza Nazionale presentarono una mozione di sfiducia individuale contro il ministro. Il 4 febbraio 1997 la Camera la respinse: si contarono 250 voti a favore della sfiducia e 311 contrari.
Pinto restò al governo fino alla conclusione del primo esecutivo Prodi. Terminata quella esperienza, tornò al lavoro parlamentare.
Presidente della Commissione Giustizia
Il 28 ottobre 1998 fu eletto presidente della Commissione Giustizia del Senato. Rimase alla guida dell’organismo sino alla fine della legislatura.
Il suo nome è legato soprattutto a un disegno di legge presentato il 16 febbraio 1999. Pinto ne fu il primo firmatario. Il provvedimento riguardava i tempi della giustizia e la tutela delle persone coinvolte in procedimenti destinati a durare troppo a lungo.
Il testo diventò la legge 24 marzo 2001, numero 89. Ancora oggi è conosciuto come Legge Pinto.
Che cosa stabilisce la Legge Pinto
La norma riconosce il diritto a chiedere un’equa riparazione quando un processo supera una durata ragionevole. Il danno preso in considerazione può essere economico, ma anche non patrimoniale.
Il Parlamento ha modificato la disciplina in diverse occasioni. Il nome con cui viene citata, però, è rimasto quello del senatore che presentò il disegno di legge originario e presiedette la Commissione Giustizia durante il suo esame.
Il ritorno alla professione
Concluso l’ultimo mandato parlamentare nel 2001, Pinto proseguì l’attività di avvocato. Il sindaco Michele Di Candia, comunicando il cordoglio dell’amministrazione, lo ha definito «un prezioso e ineguagliabile riferimento». Nel ricordo del primo cittadino trovano spazio il rispetto delle istituzioni, la lealtà politica e l’attenzione riservata da Pinto al territorio del Vallo di Diano.
FAQ su Michele Pinto
Chi era Michele Pinto?
Era un avvocato penalista, senatore della Repubblica, vicepresidente del Senato e ministro dell’Agricoltura.
Quanti anni aveva?
Aveva 95 anni. Era nato a Teggiano il 2 gennaio 1931.
Dove è morto?
Si è spento a Sangineto, in provincia di Cosenza, nella casa dove trascorreva le vacanze.
Si conosce la causa della morte?
No. La causa non è stata comunicata.
Quando si svolgono i funerali?
Venerdì 21 agosto 2026 alle 16:30, nella Chiesa del Sacro Cuore di Salerno.
Perché la Legge Pinto porta il suo nome?
Michele Pinto fu il primo firmatario del disegno di legge dal quale nacque la norma sull’equa riparazione per l’eccessiva durata dei processi.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






