È morto Marco Ferreri, architetto e designer italiano di 68 anni.
Chi era Marco Ferreri
Nato a Imperia il 26 febbraio si laurea in Architettura al Politecnico di Milano: proprio dove aveva costruito. Allievo e collaboratore di maestri come Marco Zanuso, Angelo Mangiarotti e Bruno Munari, ha attraversato diverse fasi di design industriale, architettura e grafica.
Dai musei al Compasso d’Oro
Le sue opere sono entrate:
- nella Permanent Design Collection del MoMA di New York,
- nella collezione dell’Israel Museum di Gerusalemme
- e del Fonds National d’Art Contemporain francese.
Ha partecipato alla IX Biennale di Architettura di Venezia e alla I Biennale di Beijing. Nel 2010 la Triennale di Milano gli ha dedicato la monografica “progettarepensieri“.
Tra i progetti più noti:
- la sedia Less per Nemo
- e il Libroletto con Bruno Munari,
- poi, nel 2020 il Compasso d’Oro alla carriera.
L’insegnamento
Docente al Politecnico di Milano, Brera, Libera Università di Bolzano, Università di San Marino e direttore del biennio in Product Design alla NABA dal 2011 al 2013. E’ stato formatore di nuove generazioni, portando in aula una idea di progetto come ricerca e responsabilità.
Faraneto, il borgo laboratorio
Tra i capitoli più personali, Faraneto, antico borgo dell’Appennino piacentino recuperato e trasformato in laboratorio: territorio, agricoltura, abitare, ambiente. Non solo oggetti, ma significato del progetto nel rapporto con le persone e i luoghi.
Il legame con Festivaletteratura
Fondamentale il contributo all’immagine e all’identità visiva del Festivaletteratura di Mantova, dove sono nate amicizie e collaborazioni durature.
L’incidente e l’attesa per le esequie
Resta da chiarire la dinamica dell’incidente in cantiere. Al momento non sono disponibili data, ora e luogo del funerale: si attendono comunicazioni della famiglia.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
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