Varenne è morto nella notte tra il 17 e il 18 agosto 2026, intorno alle due, nell’allevamento di Eboli in cui trascorreva la pensione. Il più celebre trottatore italiano aveva 31 anni e, nonostante alcuni acciacchi legati all’età , le sue condizioni non destavano particolari preoccupazioni. Poco prima del decesso era uscito per una delle consuete passeggiate notturne nel parco. Dopo essere rientrato nel box, si è accasciato improvvisamente davanti a un collaboratore della struttura. Il veterinario ha indicato come causa un infarto fulminante.
Il “Capitano”, come veniva chiamato negli ippodromi di tutto il mondo, ha chiuso la carriera con 62 vittorie in 73 corse e più di sei milioni di euro conquistati. Numeri che raccontano soltanto in parte il peso avuto da Varenne nella storia del trotto internazionale.
Come è morto Varenne
La morte è avvenuta nel box dell’Allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove Varenne viveva dal marzo 2025. Il cavallo era rientrato da una passeggiata nel parco e si trovava insieme a Giovanni, uno degli addetti che si occupavano quotidianamente di lui, quando ha ceduto all’improvviso.
Nelle giornate più calde veniva fatto uscire anche durante la notte, quando le temperature erano più sopportabili. Secondo il racconto di Dario De Angelis, responsabile dell’allevamento, Varenne aveva gli inevitabili problemi di un cavallo anziano, ma stava discretamente bene. Alcuni giorni prima aveva accusato qualche acciacco naturale e sembrava in ripresa.
Il decesso è stato rapido. Il veterinario ha accertato un improvviso attacco cardiaco, definito nel comunicato ufficiale un infarto fulminante. Non sono state segnalate malattie gravi né è stata diffusa una relazione clinica più dettagliata.
Gli ultimi anni a Eboli
Varenne era arrivato nella Piana del Sele per volontà dello storico proprietario Vincenzo “Enzo” Giordano, che conosceva e stimava Dario De Angelis. Giordano morì nel 2025, a 71 anni, pochi mesi dopo il trasferimento del cavallo.
Nella struttura campana il trottatore disponeva di un box di circa 30 metri quadrati, con due ingressi e tre ventilatori. Era seguito da due veterinari, un nutrizionista e dagli addetti Giovanni e Sara. L’alimentazione veniva suddivisa in cinque pasti differenti durante la giornata, mentre le passeggiate nel parco facevano parte della sua routine.
Il 19 maggio 2026 aveva compiuto 31 anni. In occasione del compleanno lo aveva raggiunto anche Giampaolo Minnucci, il driver con cui aveva costruito quasi tutta la sua carriera. Quello fu il loro ultimo incontro.
Razza e vita media
Varenne apparteneva alla razza del Trottatore Italiano, classificata a livello internazionale nell’area degli Standardbred, cavalli selezionati per le corse al trotto e all’ambio.
Non era quindi un Purosangue inglese, come riportato impropriamente in alcune ricostruzioni. Il Purosangue è legato soprattutto alle corse al galoppo; Varenne gareggiava invece trainando un sulky, il leggero carro a due ruote sul quale siede il driver.
Uno Standardbred vive mediamente tra i 30 e i 35 anni, mentre per i cavalli domestici nel loro complesso la durata media della vita viene collocata tra i 25 e i 30 anni. Alimentazione, condizioni ambientali, genetica e assistenza veterinaria possono modificare sensibilmente questi valori.
I 31 anni raggiunti da Varenne rappresentano dunque un’età avanzata, superiore alla media generale dei cavalli ma compatibile con la longevità della sua razza. Non si tratta di un record: alcuni esemplari superano i 35 anni e, in casi eccezionali, possono arrivare oltre i 40.
Origini di Varenne
Varenne nacque il 19 maggio 1995 a Copparo, in provincia di Ferrara, presso l’Allevamento di Zenzalino. Allevato da Alessandro Viani, era figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, figlia di Zebu.
Il mantello era baio oscuro. Da giovane passò nelle mani dell’allevatore francese Jean-Pierre Dubois, che lo portò nel suo centro in Normandia e gli assegnò il nome della Rue de Varenne, la strada parigina in cui si trova l’Ambasciata italiana.
Vincenzo Giordano lo riportò in Italia e lo affidò all’allenatore finlandese Jori Turja. Nel gruppo che seguì il cavallo durante la sua ascesa c’erano anche la groom Iina Rastas e Giampaolo Minnucci. Quest’ultimo non era un fantino, ma il suo driver: nel trotto il conducente non monta in sella, bensì guida il cavallo dal sulky.
Le prime vittorie
Varenne iniziò a gareggiare nel 1998, quando aveva tre anni. Nella prima stagione vinse otto delle undici corse disputate, compreso il Derby Italiano del Trotto.
L’anno successivo arrivò la prima annata senza sconfitte: 14 partenze e 14 vittorie. Si impose nel Gran Premio d’Europa, nel Gran Premio Tino Triossi, nel Gran Premio Continentale e nel Gran Premio delle Nazioni. Ottenne anche il primo successo fuori dall’Italia, vincendo il Preis der Besten di Monaco.
Nel 2000 conquistò, tra le altre gare, l’Olympiatravet in Svezia e il primo dei suoi tre Gran Premi della Lotteria di Agnano consecutivi. Al termine della stagione venne proclamato Cavallo dell’anno in Italia.
Il dominio mondiale
Il 2001 fu la stagione della consacrazione internazionale. Varenne vinse il Prix d’Amérique a Parigi, il Gran Premio della Lotteria a Napoli e l’Elitloppet di Stoccolma, completando nella stessa annata le tre prove più prestigiose del trotto europeo.
Negli Stati Uniti si aggiudicò la Breeders Crown Open Trot al Meadowlands. Fu il primo cavallo europeo a vincere quella corsa e concluse il miglio in 1 minuto, 51 secondi e un decimo, stabilendo il record mondiale.
In quella stagione disputò 14 gare e ne vinse 13. Venne nominato Cavallo dell’anno in Italia e in Francia, oltre a ricevere negli Stati Uniti il titolo di miglior trottatore dell’anno.
Nel 2002 riuscì a vincere nuovamente Prix d’Amérique, Lotteria ed Elitloppet. Ad Agnano ottenne il terzo successo consecutivo, mentre in Svezia migliorò il primato mondiale su una pista da cinque ottavi di miglio. Nella World Cup a Vincennes si impose nonostante la rottura di una ruota del sulky.
La sua ultima corsa si disputò a Montréal il 28 settembre 2002. Varenne venne squalificato, ma conquistò ugualmente la classifica finale della World Cup grazie ai risultati ottenuti nelle prove precedenti.
I numeri del Capitano
Il bilancio definitivo comprende 73 partenze, 62 vittorie, sei secondi posti e due terzi posti. Soltanto in tre occasioni terminò una gara senza piazzarsi tra i primi tre.
Vinse 53 Gran Premi e corse in Italia, Francia, Germania, Svezia, Finlandia, Stati Uniti e Canada. Le somme conquistate raggiunsero 6.035.665 euro, cifra che al momento del ritiro lo rese il trottatore piĂą ricco della storia.
Nel suo palmarès figurano due Prix d’Amérique, tre Gran Premi della Lotteria, due Elitloppet, una Breeders Crown, tre World Cup e il Derby Italiano. Nel 2010 entrò nell’Harness Racing Hall of Fame degli Stati Uniti, riconoscimento raramente assegnato a un cavallo europeo.
Varenne e Minnucci
Giampaolo Minnucci accompagnò Varenne nella maggior parte delle sue imprese. Il driver ha definito il loro rapporto una “macchina perfetta”, riconoscendo al cavallo il ruolo decisivo nei successi ottenuti insieme.
Minnucci ha vinto quasi seimila corse durante la propria carriera, ma ha dichiarato di non aver più incontrato un esemplare con le stesse qualità . Varenne univa velocità , capacità di leggere la gara e disponibilità al lavoro. Una combinazione che permetteva al driver di attendere il momento adatto prima di chiedergli l’accelerazione decisiva.
Il loro nome rimase legato anche dopo il ritiro. Minnucci continuò a partecipare ai compleanni del cavallo e alle apparizioni pubbliche organizzate negli anni successivi.
La carriera da stallone
Terminata l’attività agonistica, Varenne iniziò nel 2003 la seconda parte della sua carriera come riproduttore. Per molti anni visse presso l’Allevamento Il Grifone di Vigone, in Piemonte. In seguito fu trasferito all’Equicenter Monteleone, poi alla tenuta Il Cigno di Villanterio e infine a Eboli.
Ha generato più di duemila figli, anche se alcune stime collocano la sua progenie tra i 2.500 e i 2.700 esemplari. Il suo seme è stato commercializzato a lungo in Italia e all’estero, con valutazioni comprese tra 10.000 e 20.000 euro.
Il primogenito, Icaro del Ronco, nacque nel gennaio 2004 e fu acquistato all’asta per 150.000 euro. La sua carriera venne limitata da un grave infortunio, mentre altri discendenti di Varenne raggiunsero risultati di primo piano.
Cinque figli del Capitano hanno vinto il Derby Italiano del Trotto: Lana del Rio, Nadir Kronos, Olona Ok, PasciĂ Lest e Testimonial Ok. Tra gli eredi piĂą titolati figurano anche Lisa America, Vernissage Grif, Napoleon Bar, Twister Bi, Tony Gio e Arazi Boko.
Un simbolo oltre l’ippica
Varenne riuscì a portare il trotto fuori dagli ippodromi. Partecipò a programmi televisivi, fu ricevuto da Papa Giovanni Paolo II e dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Durante una presentazione allo stadio di San Siro, nel 2002, abbassò la testa e portò il muso verso la zampa anteriore, dando al pubblico l’impressione di compiere un inchino. La scena divenne una delle immagini più note della sua carriera.
Dopo la notizia della morte sono arrivati messaggi dal mondo dell’ippica e dalle istituzioni. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida lo ha ricordato con il soprannome di “Figlio del Vento”. Il presidente del Piemonte Alberto Cirio ha richiamato i 17 anni trascorsi dal cavallo a Vigone, mentre il direttore generale per l’ippica del MASAF, Remo Chiodi, ne ha sottolineato la capacità di rendere popolare uno sport seguito fino ad allora soprattutto dagli appassionati.
FAQ su Varenne
Quando è morto Varenne?
Varenne è morto nella notte tra il 17 e il 18 agosto 2026, intorno alle due.
Dove è morto Varenne?
Il cavallo è morto nel suo box presso l’Allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove viveva dal marzo 2025.
Qual è stata la causa della morte?
Il veterinario ha indicato come causa un infarto fulminante. Varenne si è accasciato improvvisamente dopo essere rientrato da una passeggiata.
Quanti anni aveva Varenne?
Aveva 31 anni, compiuti il 19 maggio 2026.
Che razza era Varenne?
Era un Trottatore Italiano, appartenente alla famiglia internazionale degli Standardbred. Non era un Purosangue inglese.
Quanto vive un cavallo Standardbred?
La vita media viene generalmente collocata tra i 30 e i 35 anni. Varenne ha quindi raggiunto un’età avanzata ma compatibile con la sua razza.
Quante corse ha vinto Varenne?
Ha ottenuto 62 vittorie in 73 partenze, con sei secondi posti e due terzi posti.
Quanti figli ha avuto Varenne?
Ha generato sicuramente piĂą di duemila figli. Alcune stime parlano di un numero compreso tra 2.500 e 2.700.
Chi era il driver di Varenne?
Il suo driver storico era Giampaolo Minnucci, che lo guidò nella maggior parte delle vittorie conseguite in Italia e all’estero.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






