Il quadro dei fringe benefit 2026 è cambiato soprattutto per chi utilizza un’auto aziendale anche nella vita privata. Dal 12 agosto è infatti in vigore il correttivo fiscale che aumenta il valore imponibile dei veicoli con più di cinque anni e introduce una maggiorazione per gli optional non presenti nelle tabelle ACI.
Restano invece confermati i limiti generali: 1.000 euro esentasse per la maggior parte dei dipendenti e 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico. Nei due tetti possono rientrare buoni acquisto, carburante, utenze domestiche, affitto dell’abitazione principale e interessi sul mutuo.
Soglie fringe benefit 2026
Per tutto il 2026 il limite di esenzione è fissato a:
- 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori dipendenti;
- 2.000 euro annui per i dipendenti con almeno un figlio fiscalmente a carico.
La disciplina rimarrà valida anche nel 2027. Non è stato approvato, invece, il raddoppio a 2.000 e 4.000 euro di cui si era parlato durante la preparazione della Legge di Bilancio 2026.
Queste cifre non rappresentano un bonus pubblico né un pagamento assicurato. È l’azienda a decidere se riconoscere i benefit, a meno che l’erogazione non sia prevista da un contratto, da un accordo collettivo o da un regolamento interno. Il dipendente, dunque, non deve presentare alcuna domanda all’INPS.
Superamento del limite
Il tetto annuale non funziona come una franchigia. Se viene oltrepassato, anche per una somma minima, l’intero valore dei fringe benefit diventa imponibile.
Un dipendente senza figli che riceve beni e servizi per 1.001 euro non pagherà imposte soltanto sull’euro eccedente: saranno tassati tutti i 1.001 euro. Lo stesso meccanismo si applica a chi, avendo figli a carico, supera i 2.000 euro.
Nel conteggio devono essere considerate tutte le utilità ricevute nell’anno, comprese quelle riconosciute da datori di lavoro differenti.
Figli fiscalmente a carico
Per accedere al limite maggiorato è sufficiente avere un figlio fiscalmente a carico. Rientrano anche i figli riconosciuti nati fuori dal matrimonio, quelli adottivi, affidati o affiliati.
Nel 2026 un figlio è considerato a carico quando il reddito complessivo annuo non supera:
- 4.000 euro se ha fino a 24 anni;
- 2.840,51 euro se ha più di 24 anni.
La possibilità di utilizzare il limite di 2.000 euro non scompare automaticamente quando il figlio compie 30 anni. Se il suo reddito rimane al di sotto della soglia prevista, può continuare a risultare fiscalmente a carico, anche se il genitore non beneficia più dell’ordinaria detrazione per figli.
Il lavoratore deve consegnare all’azienda una dichiarazione nella quale attesta di possedere il requisito, indicando il codice fiscale del figlio. Se la situazione cambia durante l’anno, la variazione deve essere comunicata.
Quando il figlio è fiscalmente a carico di entrambi, ogni genitore può utilizzare per intero il proprio limite di 2.000 euro. La famiglia può quindi ricevere fino a 4.000 euro complessivi, ma attraverso due distinti rapporti di lavoro. La regola vale anche se la detrazione fiscale è attribuita interamente a un solo genitore o se per il figlio viene percepito l’Assegno unico.
Benefit ammessi
Nel limite annuale possono essere inseriti beni e servizi differenti. Tra le forme più utilizzate figurano:
- buoni spesa e buoni acquisto;
- gift card e voucher nominativi;
- buoni carburante;
- auto aziendali concesse in uso promiscuo;
- prestiti aziendali a condizioni agevolate;
- dispositivi utilizzabili anche per esigenze personali;
- rimborsi di acqua, energia elettrica e gas;
- canone di locazione dell’abitazione principale;
- interessi sul mutuo dell’abitazione principale.
La somma rimborsata deve corrispondere a una spesa realmente sostenuta. Il datore di lavoro può acquisire le fatture, le ricevute e le attestazioni di pagamento oppure una dichiarazione sostitutiva contenente gli elementi necessari per identificare i documenti.
Il lavoratore deve inoltre dichiarare che le stesse spese non sono già state rimborsate, in tutto o in parte, da un altro datore.
Affitto e mutuo
Il rimborso può riguardare il canone indicato in un contratto di locazione registrato e pagato nell’anno. Per il mutuo sono ammessi gli interessi sostenuti sull’abitazione principale, non la quota capitale della rata.
L’immobile deve essere quello nel quale il lavoratore o i suoi familiari dimorano abitualmente. Il contratto può essere intestato anche al coniuge o a un altro familiare, purché esista un titolo valido e il costo sia stato effettivamente sostenuto.
La parte rimborsata dall’azienda non può essere utilizzata una seconda volta per ottenere un ulteriore vantaggio nella dichiarazione dei redditi.
Buoni pasto da 10 euro
Dal 1° gennaio 2026 è aumentato il limite giornaliero esente dei buoni pasto elettronici, passato da 8 a 10 euro. Per quelli cartacei il valore non imponibile resta fermo a 4 euro.
I buoni pasto seguono una disciplina autonoma e non consumano il plafond annuale dei fringe benefit. Un dipendente può quindi ricevere ticket elettronici da 10 euro al giorno e, in aggiunta, beni e servizi entro il proprio limite di 1.000 o 2.000 euro.
L’aumento dell’esenzione non obbliga però le aziende a portare automaticamente a 10 euro il valore dei ticket già riconosciuti.
Auto aziendali 2026
Il decreto legislativo entrato in vigore il 12 agosto 2026 ha introdotto nuove regole per le auto aziendali utilizzate sia per lavoro sia per esigenze private. Il valore fiscale continua a essere calcolato sulla percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui, applicando i costi contenuti nelle tabelle ACI.
Le percentuali previste sono:
- 10% per le auto completamente elettriche;
- 20% per le ibride plug-in;
- 50% per gli altri veicoli, compresi benzina, diesel, GPL, metano, mild hybrid e full hybrid.
La prima novità riguarda l’età del mezzo. Dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della prima immatricolazione, il valore convenzionale del fringe benefit aumenta del 50%. Nel 2026 la maggiorazione interessa quindi, in linea generale, i veicoli immatricolati nel 2020 o negli anni precedenti.
Non aumenta direttamente del 50% l’IRPEF pagata dal lavoratore. A crescere è la base fiscale sulla quale vengono calcolate imposte e contributi.
Optional e allestimenti
Il valore del benefit aumenta di un ulteriore 5% quando il veicolo presenta optional o allestimenti che non risultano valorizzati nelle tabelle ACI e non sono stati acquistati direttamente dal dipendente.
Le maggiorazioni per anzianità e accessori possono essere applicate insieme. Dall’importo finale vengono comunque sottratte le somme eventualmente trattenute al lavoratore per la concessione dell’auto e per i relativi optional.
Il correttivo ha salvaguardato il precedente sistema basato sulle emissioni per i veicoli assegnati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024 e per quelli ordinati dall’azienda entro la fine del 2024, ma consegnati al dipendente nel corso del 2025. La tutela resta anche se la stessa vettura viene successivamente affidata a un altro lavoratore.
Affitto per neoassunti
Nel 2026 può proseguire l’agevolazione fino a 5.000 euro annui destinata ad alcuni lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2025. Non è stata invece estesa alle nuove assunzioni effettuate nel 2026.
Per beneficiare della misura era necessario avere un reddito da lavoro dipendente non superiore a 35.000 euro nell’anno precedente all’assunzione e trasferire la residenza nel Comune di lavoro, distante più di 100 chilometri da quello precedente.
Il rimborso copre il canone di locazione e determinate spese di manutenzione per i primi due anni dalla data di assunzione. Un lavoratore assunto il 1° luglio 2025, per esempio, può riceverlo fino al 30 giugno 2027.
L’importo è fiscalmente esente ma resta rilevante ai fini contributivi e dell’ISEE. Può essere affiancato ai normali fringe benefit, a condizione che la stessa spesa non venga rimborsata due volte.
Premi convertiti in welfare
Per il 2026 e il 2027 i premi di risultato del settore privato possono beneficiare di un’imposta sostitutiva dell’1%, entro il limite di 5.000 euro. Il lavoratore può anche scegliere di convertire il premio in beni e servizi di welfare.
Il tetto di 5.000 euro riguarda il premio agevolabile e non sostituisce le soglie ordinarie dei fringe benefit. Se la conversione viene utilizzata per ottenere buoni acquisto, carburante o altre utilità soggette al limite generale, continuano a valere i massimali di 1.000 e 2.000 euro.
FAQ
Quanto si può ricevere in fringe benefit nel 2026?
Il limite esente è di 1.000 euro per la generalità dei dipendenti e di 2.000 euro per chi ha almeno un figlio fiscalmente a carico.
I fringe benefit spettano automaticamente?
No. L’erogazione dipende dal datore di lavoro o dagli accordi applicati in azienda. Non esiste una domanda da presentare all’INPS.
Cosa accade superando la soglia di un euro?
L’intero valore dei fringe benefit ricevuti nell’anno diventa imponibile ai fini fiscali e contributivi.
I buoni pasto rientrano nei 1.000 o 2.000 euro?
No. Hanno limiti separati: 10 euro al giorno per i ticket elettronici e 4 euro per quelli cartacei.
Entrambi i genitori possono avere il limite di 2.000 euro?
Sì, quando il figlio è fiscalmente a carico di entrambi. Ciascun genitore può utilizzare integralmente il proprio limite.
Quali auto aziendali pagano di più nel 2026?
Il valore fiscale aumenta del 50% dopo il quinto anno successivo alla prima immatricolazione. Può aggiungersi una maggiorazione del 5% per optional non compresi nelle tabelle ACI.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






